News Esselunga

Con la sua “allure” nordica e sofisticata si è meritato un posto d’onore tra i grandi classici delle feste di fine anno. Ma il salmone riscuote consensi unanimi in tutte le stagioni, soprattutto perché, oltre che bello e gustoso, è pure buono e salutare: da quando gli scienziati hanno cominciato a riflettere sul fatto che gli eschimesi, pur avendo un’alimentazione molto grassa, non soffrono di malattie cardiovascolari.

di Mariateresa Truncellito

Invece di “bianche” (sinonimo di smorte o slavate?), chiamiamole “alternative” o “versatili”. Oppure “leggere”. O, ancora “sane”: proviamo a cambiare i termini, e galletti, polli, tacchini, faraone & C. diventano subito più trendy. E interessanti: per la salute, perché i prodotti avicoli ci nutrono salvaguardando la salute delle arterie, soddisfando le esigenze del palato e salvaguardando i bisogni del portafoglio... Vi pare poco?

Non solo frumento: alimento energetico per eccellenza, i cereali “alternativi” appartengono alla famiglia delle graminacee. La loro ricchezza nutritiva, unita alla necessità moderna di variare la dieta il più possibile - perché sia completa, ma anche meno dannosa per la salute, dato che il diffondersi delle intolleranze e di altre malattie metaboliche si lega alla monotonia - ne hanno favorito la riscoperta. Da questo punto di vista, i più “trendy” sono i cereali integrali.

di Mariateresa Truncellito

Dop, Igp, Doc, Docg... Una selva di sigle. Ma non è che noi italiani siamo un po’ esagerati con questa fissa della denominazione d’origine dei nostri prodotti alimentari? No, non lo siamo: perché è proprio il luogo di nascita a fare la differenza. A rendere quella prelibatezza gastronomica unica, inimitabile e, soprattutto, così buona e speciale.

di Mariateresa Truncellito

La nostra gastronomia, con le sue infinite variazioni sul tema del sapore, ha tutti i colori della tavolozza. Ma chi volesse scegliere un colore-simbolo dovrebbe affidarsi al rosso: che cosa sarebbe l’Italia senza la pasta al sugo, la pizza, le bruschette, la parmigiana, la caprese, le zuppe di pesce? Nessun alimento è più nostro del pomodoro: come spesso accade a chi viene da fuori, questo nativo del Nuovo Mondo in Italia ha trovato... l’America. Noi siamo stati i suoi primi fan, anche quando veniva considerato con estremo sospetto, come una bacca bella ma velenosa: nel Seicento qualche scienziato si faceva beffe degli italiani che osavano mangiare quel frutto polposo ma “malsano”.

di Mariateresa Truncellito

Nella vasta nobiltà dei salumi nazionali, è senz’altro l’imperatore: il Culatello di Zibello Dop è un capolavoro della gastronomia italiana e uno dei nostri migliori ambasciatori nel mondo. Anche chi non lo ha mai assaggiato sospetta che si tratti di qualcosa di davvero speciale: basta osservarne il costo al chilo, piuttosto elevato anche rispetto ad altri crudi, ugualmente noti e pregiati. Non fatevi spaventare: è vero che esistono appassionati, molti stranieri, disposti a tutto per avere un culatello artigianale. Ed è pure vero che alcuni produttori esauriscono le prenotazioni molto prima che arrivi il momento di sacrificare il maiale. Ma il prezzo non è mezzo per farne una bontà riservata a intenditori, a iniziati o raffinati conoscitori. E neanche un mezzuccio per renderlo più desiderabile. Al contrario: niente è più popolare, allegro e “simpatico” del culatello, capace di conquistare chiunque al primo assaggio.

di Mariateresa Truncellito

Riflettori accesi sulla Valtellina, in occasione dei mondiali di sci alpino 2005. Ma questa terra non è solo montagna, turismo, sport invernali e patria della campionessa Deborah Compagnoni: è anche la culla di una straordinaria tradizione gastronomica. Come ha scritto Gianni Brera, «... poche squisite cose di eccelsa umiltà: cibi cucinati e offerti con civiltà vicino alla raffinatezza». Del resto, nelle cucine italiane povertà e genuinità sono due “ingredienti” che spesso hanno prodotto risultati eccelsi. Accanto alle superbe valorizzazioni della selvaggina, riservata pero’ ai nobili e ai religiosi, i contadini valtellinesi hanno saputo creare strepitosi piatti e prodotti alimentari con ingredienti semplici, legati alle stagioni e al raccolto. Formaggi, come il bitto o il casera, salumi, come la bresaola, i funghi, il miele, i pizzoccheri e anche i vini, come il Valtellina superiore Docg, che hanno varcato i confini del nostro paese per diventare specialità apprezzate anche nel mondo.