Campus

di Mariateresa Truncellito

C'è il frequentatore assiduo della mensa, che non si scoraggia nemmeno di fronte alla pastasciutta più collosa. Qualcun altro addenta con malinconia il panino preparato dalla mamma, seduto su una panchina o nell'aula della ricreazione, bollente d'estate e gelida d'inverno. C'è poi chi preferisce il cappuccino del "baretto" all'angolo, bevuto in piedi ma col conforto di una brioche alla crema. All'università la fame si spegne in molti modi, più o meno rapidi. Ma non tutti sono adatti per affrontare lezioni soporifere o lunghi pomeriggi di studio. E, soprattutto, per arrivare in forma e grintosi all'appuntamento più importante. Quello con l'esame. Su un fatto i nutrizionisti sono d'accordo: non si può pensare di curare l'alimentazione solo nelle settimane del rush finale. O illudersi che basti mangiare pesce per 15 giorni e ingurgitare beveroni a base di uova per conquistare una memoria di ferro.