Viaggi
Nato come ambizioso, e fallimentare, progetto di lottizzazione, il giardino pubblico più famoso di Barcellona è uno dei capolavori di Antoni Gaudì
È il meno sviluppato dei cinque sensi. Eppure, l’olfatto aiuta a perceperire il mondo e talvolta, senza esserne consapevoli, influenza il rapporto con gli altri. Ed è il senso più legato alle emozioni, capace di risvegliare, in un millesimo di secondo, un ricordo affettivo anche lontanissimo nel tempo.
di Mariateresa Truncellito
Quella del fiume Sinni è una valle incantata, lontana dagli itinerari turistici “classici”. Per l’inatteso paesaggio, aspro e selvaggio di giorno, con l’aria profumata di zagare e eucalipti, e simile a un antico presepe napoletano di notte, quando l’oscurità è squarciata dalle luci dei paesini arroccati sulle colline. Ma l’incanto è dato anche da una terra ricca di leggende e magia, che si sposano con la calorosa ospitalità dei suoi abitanti.
di Mariateresa Truncellito
Definirle città minori è offensivo: perché se Sebenico e Trogir sono tanto belle da poter vantare la tutela dell’Unesco, Makarska e Cavtat offrono le attrattive tipiche delle località balneari più alla moda unito al fascino antico delle tradizioni contadine. Tutto da scoprire.
di Mariateresa Truncellito
Il fiume, la campagna, i parchi naturalistici, le vigne e le cittadine che lo punteggiano rendono questo angolo di Francia particolarmente adatto ai viaggi “slow time”. Molto romantica, per esempio, la navigazione in houseboat per chi vuole il contatto più ravvicinato possibile col paesaggio acquatico della regione. Ma ci sono anche 13 mila chilometri di sentieri per scoprire la Loira a piedi o a cavallo. E che ne dite un’occhiata “dall’alto” ai celeberrimi castelli? Una prospettiva molto interessante e “diversa”, soprattutto per chi torna in questi luoghi per la seconda volta.
di Mariateresa Truncellito
Oggi il principio educativo in base al quale è bene assecondare le inclinazioni naturali dei ragazzi è generalmente condiviso. Ma nell’India del Settecento le cose stavano in modo diverso. E fu così che il piccolo principe Sawai Jai Singh II (1686-1743), rimasto orfano a soli 11 anni, fu costretto prima a sedersi sul trono di Amber e subito dopo a rialzarsi, per correre a fare la guerra al servizio dell’imperatore Moghul Aurangzeb. E tutto ciò a dispetto della sua passione, manifestata sin dalla più “tenera infanzia”, per le scienze esatte. Matematica e astronomia comprese.
