Nutrizione

Ortaggi e frutta di cinque colori: integrarli ogni giorno nella dieta equivale a stipulare un contratto di ferro. Con la nostra salute

Quando gusti un formaggio o un salume, quando cuoci la pasta, il pesce o la carne. Ma anche quando sciogli nella vasca da bagno dei cristalli profumati o spilucchi noccioline durante l’happy hour. Il sale: lo usi tutti i giorni, più volte. È una risorsa così scontata e alla portata di tutti che sembra priva di curiosità. Errore: forse non ci hai mai pensato, ma la storia umana è da sempre legata al sale.

Appena smetti il cappotto, scatta l’ora X per rimettersi in forma: qual è la dieta più trendy della stagione? Vera ne ha scovate 6: nuovissime, nuove o sempreverdi, e le ha messe “sotto la lente” con la collaborazione della dottoressa Diana Scatozza, specialista in scienza dell’alimentazione.

Non solo frumento: alimento energetico per eccellenza, i cereali “alternativi” appartengono alla famiglia delle graminacee. La loro ricchezza nutritiva, unita alla necessità moderna di variare la dieta il più possibile - perché sia completa, ma anche meno dannosa per la salute, dato che il diffondersi delle intolleranze e di altre malattie metaboliche si lega alla monotonia - ne hanno favorito la riscoperta. Da questo punto di vista, i più “trendy” sono i cereali integrali.

Se mangi grasso, sei grasso. Inutile illudersi: perché tutti siamo fatti di ciò che mettiamo nel piatto. E non c’è certo da meravigliarsi se quelli che mangiano terribilmente male di solito sono più malati e fuori forma di quelli che cercano di alimentarsi in modo sano. Dunque, se vogliamo cambiare, conquistare peso forma, energia e benessere, dobbiamo innanzitutto scegliere i cibi giusti. Lo suggerisce Gillian McKeith nel suo best seller “Sei quello che mangi” (uscito in questi giorni anche in Italia, edito da Corbaccio), due milioni di copie vendute in tutta Europa. Nutrizionista inglese e conduttrice televisiva (“Sei quello che mangi” è anche una trasmissione di successo, seguita da oltre 4 milioni di spettatori), definita dal Sunday Times la “guru del cibo della Gran Bretagna”, McKeith ha tra i suoi discepoli membri della casa reale, divi della tv, politici, sportivi e star hollywoodiane come Demi Moore e Charlize Theron, che riceve nella sua clinica di Londra. “Oggi ne sappiamo molto di più sul legame tra il cibo e la salute. Eppure in passato la gente mangiava molto meglio”, sottolinea. “Non abbiamo tempo e perciò mangiamo a casaccio ciò che e’ pronto, disponibile, comodo. Senza preoccuparci delle conseguenze: invece di nutrirci, ci limitiamo a riempire lo stomaco”.

di Mariateresa Truncelllito

A tavola, tutti in forma. Almeno ci proviamo: il nostro carrello della spesa trabocca di cibi e bevande light, cereali e yogurt, all’inseguimento del peso forma perduto. Gli italiani sovrappeso sono 16 milioni. E una persona su due si sente grassa: facile spiegare perché, come dimostra un recente studio di AC Nielsen, nel nostro paese ci sia un vero boom dei cibi “ipocalorici” e “poveri di grassi”. Al punto che ormai ben il 70 per cento dei prodotti alimentari esiste anche in versione light.

di Mariateresa Truncellito

Pro e contro di una dieta alternativa che piace sempre di più agli italiani

Per secoli l’uomo è vissuto con una dieta vegetariana: oggi c’è un ritorno alla tradizione, grazie a una maggiore consapevolezza dell’importanza di ciò che mettiamo nel piatto ma anche, un po’, per moda. Un'alimentazione senza carne e pesce può essere una valida alternativa nutrizionale, che però, se applicata con eccessivo rigore e con scarsa conoscenze delle proprietà dei cibi, può trasformarsi in squilibrata e pericolosa.

di Mariateresa Truncellito

1) Ho “copiato” la dieta che un medico aveva prescritto a una mia amica. Lei ha peso 5 kg in 2 mesi, io solo un paio. Perché?
Un regime dimagrante equilibrato e completo si costruisce sulle esigenze fisiche individuali, definite attraverso un’accurata visita medica e in base al sesso, all’età, all’attività praticata, allo stile di vita. Il fabbisogno di nutrienti può essere diverso anche a seconda dell’alimentazione abituale e della distribuzione del cibo durante la giornata. Perciò è normale che i risultati siano diversi.

di Mariateresa Truncellito

«Con tre, quattro chili in meno sarei un'altra». Lo pensa una moltitudine di donne. Anche tu? Buone notizie: anche senza seguire una dieta stretta, è possibile rimettersi in forma. Ma bisogna scegliere i cibi che aiutano a dimagrire: «Gli alimenti infatti non sono tutti uguali», conferma il dottor Giacomo Fiori, direttore dello Studio dietologico italiano di Milano, Roma e Viareggio. «Alcuni funzionano meglio di altri nella lotta all'appetito e al grasso superfluo. Molti pazienti si sorprendono nello scoprire che una dieta dimagrante può farli mangiare più di prima. Ma in modo diverso».

di Mariateresa Truncellito

Pace fatta tra camici bianchi: chef e medici si danno la mano sempre più spesso. Perché a tavola, oltre al piacere per il palato e al carburante per l'organismo, si trova anche ciò che serve per proteggere la salute. I guru della nutrizione, nel passato, hanno spesso demonizzato con troppa disinvoltura alimenti innocui di per sé, o addirittura indispensabili: uova, carne di maiale, vino, pasta, formaggio sono solo alcuni degli imputati eccellenti. Oggi riabilitati in pieno. «La scienza dell'alimentazione è ancora molto giovane», spiega Marisa Porrini, docente di nutrizione all'Università degli Studi di Milano. «Metodi di indagine sempre più sofisticati permettono di avere risultati via via più complessi». Senza contare che il campo d'indagine è vastissimo: ogni anno vengono pubblicati oltre 50 mila studi. Ecco perché l'informazione scientifica appare spesso confusa e contraddittoria. «Ogni alimento è un insieme eterogeneo, dove ciascun componente interagisce con gli altri», continua la professoressa Porrini. «La fibra di un vegetale, isolata in laboratorio, può dare certi risultati. Mangiando un piatto di spinaci gli effetti non sono così chiari: si ingerisce fibra, ma anche minerali, vitamine, antiossidanti, calorie, grassi. Ogni ricerca quindi va interpretata, alla luce di scoperte precendenti e di molte altre variabili».