Costume

di Mariateresa Truncellito

La tv è una valle di lacrime. È abbonata ai lucciconi Mara Venier e piange come un vitello Giucas Casella quando azzecca il numero che completa la cinquina del telespettatore. Singhiozzano i reclusi nella casa del Grande Fratello quando qualcuno riacquista la libertà. Piangono travolti dalla commozione Maradona e Sofia Loren, e piange pure l’ospite Maria DeFilippi. Piangono perdenti e vincitori di «Operazione Trionfo», mamme e papà soddisfatti e delusi e non trattiene le lacrime il tenero Miguel Bosé. Monica Lewinsky è fuggita in lacrime dallo studio di Porta a Porta in occasione della sua intervista mancata. Le lacrime, insieme con costume, scettro e corona, sono la dotazione obbligatoria di Miss Italia. Ed è stato un pianto greco la caccia alle Veline: alla finale ha singhiozzato Elisabetta Liberale, impietosamente esclusa dalla giuria, e Gabriella Capizzi, che invece di partecipare al grande abbraccio delle vincenti, è tracimata in un pianto a dirotto per «l’ingiusto ripescaggio» di Giorgia Palmas (che invece rideva). Fa i capricci Naomi Campbell con l’amica Donatella Versace, ma poi si pente e piange. Naturalmente durante una affollata conferenza stampa. Piange l’algida Gwyneth Paltrow regina nella notte degli Oscar 1999. Piange Deborah Compagnoni quando dichiara ufficialmente il suo ritiro dall’attività agonistica.

di Mariateresa Truncellito

Uno sguardo, un sorriso, il tono della voce, un certo modo di muovere le mani o di camminare. L’eleganza. I discorsi. Ad alcune (poche) fortunate, sembra che basti proprio niente per affascinare: anche se non sono bellissime, riescono ad avere grande successo con gli altri, gli uomini, ma anche le donne. Invece, le “comuni mortali” (e sono la maggioranza) quando va bene si sentono trasparenti, ignorate dall’universo mondo. E quando va male... non si sopportano proprio. E figuriamoci se pensano di poter sedurre gli altri!

di Mariateresa Truncellito

Il divo maledetto, stile “sesso, droga e rock-and roll”? Giurassico. Adesso va di moda il tipo zen: morigerato nei costumi e spirituale nella filosofia. Sono sempre più numerosi, a Hollywood, Cinecittà e dintorni, i vip che si dichiarano seguaci di una qualche religione, votati al culto della natura, della pace, dell’impegno, e che adottano uno stile di vita sanissimo: niente fumo, alcol o, per carità!, droghe, un solo partner, foto con i bambini, battaglie ecologiste e impegno sociale.

I "gattari" più sfegatati? Letterati, poeti, musicisti, attori. Ma la malia del baffuto quattrozampe cattura tutti. Intellettuali e casalinghe, nonni e bambini "messi nel sacco" dal suo mix di tenerezza e furbizia

di Mariateresa Truncellito

di Mariateresa Truncellito

Zero: è questo il voto che (su una scala da uno a cinque) il New York Daily News ha dato a Swept Away, l’ultimo film di Madonna da poco uscito in America. Il quotidiano dello spettacolo Daily Variety è stato altrettanto duro: «Madonna insiste nel fare film nonostante sia evidente che in questo medium gli spettatori non vogliono né vederla né ascoltarla». Ma perché la pop star non si accontenta di essere una straordinaria icona dello stile e della musica (150 milioni di dischi venduti) e una mamma e moglie felice? Perché a 44 anni suonati va incontro a testa bassa all’ennesima delusione cinematografica? Certo: Madonna non è la sola a dimostrare che l’età e l’esperienza non bastano a farci diventare più “sagge”. Almeno nel senso convenzionale del termine.

di Mariateresa Truncellito

«Ridatemi le perle della bisnonna!», dalle pagine di un giornale francese, Maria Gabriella di Savoia rivendica dallo Stato italiano i gioielli delle regine di famiglia. Un “tesoro” di quasi 7 mila brillanti, preziosi diademi, collane, braccialetti, broche, orecchini. E tante, tante perle: amatissime dalla regina Margherita, moglie di Umberto I, perché le considerava un portafortuna (il suo nome, in latino, significa perla). Ma anche per il loro valore consolatorio: secondo i maligni, la copiosa collezione di Margherita si deve soprattutto alle... corna. C’è chi ha insinuato, infatti, che il regale consorte per farle digerire i tradimenti le regalasse ogni volta un filo di perle: 16 in 32 anni di matrimonio. Pochi? Troppi? Fate voi. Una cosa è certa: come ha detto Marilyn Monroe, quando tutto passa, amore, bellezza, gioventù, uomini, i diamanti restano i migliori amici di una ragazza. E lei, che se ne intendeva, anche nella vita preferiva i brillanti. Perché, mentre questi la illuminavano, pensava che altri gioielli avrebbero distolto l’attenzione dal suo viso, arrivò così al punto di liberarsi di un paio di splendidi orecchini di smeraldo che le aveva regalato Frank Sinatra.

A ciascuno il suo peluche

di Mariateresa Truncellito

Compirà cent’anni nel 2002 ma, alla faccia di videogiochi e diavolerie interattive, è ancora il dono più amato dai giovanissimi: l’orsacchiotto di pezza, compagno di giochi, di segreti e di... nanna per intere generazioni di bambini. E, spesso, amico fedele di tutta la vita, conservato gelosamente anche quando è ridotto a un cencio. Non a caso, anche il bambino-robot rifiutato dai genitori in A.I., Intelligenza Artificiale, l’ultimo film di Steven Spielberg, parte per il suo viaggio in cerca della mamma con Teddy, un super-orso parlante che farebbe felice moltissimi bambini veri...

di Mariateresa Truncellito

Che cos'hanno in comune l'attore Robert De Niro, la cantante pop Geri Hallywell e l'ecologista Carlo Ripa Di Meana? Una pantera nera. Tutti e tre, per qualche strana ragione, hanno scelto di portarla, per sempre, impressa sul loro corpo. Tatuaggio-mania: quella che, dieci anni fa, sembrava l'ennesima moda riservata ai teen ager in cerca di un marchio, destinata a finire con l'estate, è un fenomeno sociale che non accenna a tramontare. Anzi: sarebbero almeno un milione e mezzo gli italiani tatutati, per lo più fra i 18 e i 30 anni.

di Mariateresa Truncellito

Non spruzzare nel viso i circostanti nel tossire. Non urlare come un asino sbadigliando. Non fare, in compagnia, cose laide... Questi erano gli ammonimenti di monsignor Della Casa nel Cinquecento: il suo Galateo, un vero bestseller dell’epoca, alla lunga riuscì a sradicare quelle rustiche abitudini. Ma, dopo mezzo millennio, possiamo davvero esserne certi? Forse no. «In tanti anni da pendolare sulla A4 ne ho viste di tutti i colori», dice Cristina Parodi, ultima arrivata tra le moderne maestre di buone maniere. «Dalle code mostruose alle colorite avance dei camionisti. Ma fra tutte c’è una sola cosa che non riesco proprio a tollerare: vedere gli uomini che fanno la pipì nelle piazzole di sosta o sulla corsia d’emergenza».

di Mariateresa Truncellito

Chiudete gli occhi e immaginate l’italiano che, dal 30 giugno al 21 luglio 2000, parteciperà al prossimo Camel Trophy alle Isole Fiji e Tonga, Sud Pacifico: grande e grosso, muscoli guizzanti, barba di una settimana, cranio rasato, pelle segnata dal sole? Adesso apriteli: Nicoletta Nutrito, 23 anni, bolognese, è uno scricciolo di 56 chili per poco più di un metro e 70, ha lunghi capelli biondi e viso da bambola. L’“uomo” Camel Trophy è lei. È la prima donna del nostro Paese che riesce a vincere le durissime selezioni che danno il diritto di vivere uno dei viaggi-avventura più straordinari del mondo.