Verve
Ipnotici nelle trame e smisurati nelle dimensioni, gli arazzi barocchi celebravano la gloria dei re. Una mostra al Metropolitan Museum di New York ne rivela oggi i segreti
di Mariateresa Truncellito
Alla king-size i newyorkesi dovrebbero essere abituati: grattacieli, highway multicorsie, hamburger come torte di compleanno. E invece eccoli qui, a bocca aperta e occhi spalancati davanti agli immensi arazzi di Tapestry in the Baroque: Threads of Splendor, la grande mostra che, fino al 6 gennaio 2008, il Metropolitan Museum of Art dedica ai preziosi tappeti da parete tessuti in Europa nel XVII secolo. Secondo il direttore Philippe de Montebello, «Non si era mai vista una esposizione del genere dai tempi in cui Luigi XIV teneva i suoi arazzi sulle pareti delle gallerie di Versailles». Seguito ideale della mostra Arazzi nel Rinascimento, della primavera del 2002, è destinata a bissarne il successo: anche perché, come fa notare Holland Cotter sul New York Times, «Il Barocco rispetto al Rinascimento è insieme più grandioso e più ordinario. Più simile ai giorni nostri, insomma».
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Da copricapo contadino ad accessorio delle stelle del cinema. Come Hermès ha fatto dell'umile foulard una icona di stile
di Mariateresa Truncellito
È nato prima il fazzoletto o il foulard? E poi: è un’accessorio dove prevale l’aspetto pratico o quello frivolo? Il valore d’uso o l’allure preziosa? Nella storia di questo tutt’altro che insignificante quadrato di stoffa i due quesiti si rincorrono e si intrecciano continuamente. E dare una risposta definitiva è tutt’altro che semplice. Ci proviamo.
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Una mostra per scoprire i globi, tra erudizione e curiosità
di Mariateresa Truncellito
Chiunque abbia visto Il grande dittatore ha danzato con il mappamondo sulle note del preludio del Lohengrin di Wagner: impossibile non immedesimarsi per qualche istante nella sublime follia del fürer parodiato dal grande Charlie Chaplin. Da sempre l’uomo sogna di tenere il mondo nelle sue mani, di abbracciarne con lo sguardo la complessità e la bellezza, illudendosi di esserne davvero il signore e padrone. Un sogno che viene oggi celebrato in una mostra da non perdere al Museo Correr di Venezia: «Sfere della terra e del cielo, Globi terresti e celesti dal XVI al XX secolo». Un percorso espositivo che permette di ammirare da vicino 142 straordinari esemplari che ornavano le biblioteche di monasteri, studiosi, principi e sovrani.
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di Mariateresa Truncellito
Rischia di chiudere lo storico Luna Park di New York ucciso dalle speculazioni
Ci sono luoghi che sembrano fatti apposta per raccogliere ciò che resta dei sogni perduti. Uno è Coney Island, «il grande sogno americano, l’illusione di un mondo meraviglioso in cui tutti sarebbero stati felici», nelle parole di Woody Allen che qui ci ha trascorso l’infanzia. Capolinea di non si quante linee metropolitane, è la spiaggia e il paese dei balocchi a buon mercato dei neworkesi. Ma anche il Luna Park per antonomasia per il resto del mondo. Per quanto ancora? Forse poco, pochissimo: la famiglia che possedeva il parco da 40 anni, l’anno scorso lo ha venduto a una società immobiliare che, da qui al 2011, ha in progetto di rilanciare la zona, mantenedone il carattere ludico. Ma in molti temono una speculazione edilizia in grande stile.
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Da uniforme militare sinonimo di classe ed eleganza
di Mariateresa Truncellito
Dici trench e pensi Humphrey Bogart. O Matrix, a seconda dell’anagrafe. Di certo, per il suo mix di glamour e praticità, è difficile collegarlo al sergente nella neve. Eppure è lì che dovrebbe andare l’immaginazione: trenchcoat è la traduzione di pastrano da trincea. Oddio, pastrano: il trench è semmai il principe dell’autunno e della primavera, quando tutto è troppo o troppo poco. Tranne il trench, appunto, che riesce pure a essere sportivo o elegante a seconda della situazione. Una magia alla portata solo dei grandi classici.
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di Mariateresa Truncellito
L'ossessione del suo Paese per il lusso, la faticosa emancipazione femminile, l'ipocrisia di Bollywood: la regina del romanzo popolare Shobhaa Dé si racconta a Verve, accompagnandoci alla scoperta del Subcontinente sospeso tra modernità e tradizione
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Il giovane direttore Alberto Veronesi racconta il prestigioso progetto con Deutsche Grammophon per valorizzare autori italiani e conposizioni ancora da scoprire. E il sogno di contagiare il pubblico con la sua passione per le sette note
di Mariateresa Truncellito
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De Chirico e Luzzati. Sironi, Guttuso e Kokoschka. Sono alcuni dei maestri che con costumi e scenografie hanno contribuito alla grandezza del Maggio fiorentino. Che compie settant'anni indagando contemporaneità e tradizione
di Mariateresa Truncellito
Il Maggio Musicale Fiorentino è il più antico e prestigioso festival europeo, insieme a Bayreuth e Salisburgo. Sul palcoscenico del Teatro Comunale sono saliti i nomi più prestigiosi della musica di questo secolo: un elenco assai sommario comprende direttori, interpeti musicali e cantanti come Vittorio Gui, Bruno Walter, Furtwangler, De Sabata, Mitropoulos, Zubin Mehta, Karajan, Maria Callas, Pietro Mascagni, Bela Bartòk, Luigi Nono, Benedetti Michelangeli, Riccardo Muti (direttore dal 1969 al 1981), Zubin Metha (direttore principale dall’85). Al loro fianco, registi d’eccezione, come Max Reinhardt, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Luca Ronconi, Liliana Cavani, Bob Wilson. E una folta schiera di grandissimi pittori e scultori: Giorgio De Chirico, Oskar Kokoschka, Felice Casorati, Mino Maccari. Il Festival occupa i mesi di maggio e giugno, ma l’attività del Teatro si estende per tutto l’anno, con la Stagione di opere, concerti e balletti, e gli spettacoli estivi nella monumentale cornice del Giardino di Boboli.
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La magia delle grotte del sale di Wieliczka
di Mariateresa Truncellito
Un’avventura al centro della terra e, insieme, un giro sulla macchina del tempo: chi, a qualsiasi età, ha imparato a viaggiare sempre prima (e durante) con la fantasia, non può perdersi la visita della miniera di sale di Wieliczka, nelle vicinanze di Cracovia. Un luogo incantato che, probabilmente, ha ispirato a Jules Verne le visioni fantastiche di uno dei suoi romanzi più famosi. Ma anche l’unico centro minerario al mondo attivo dal medioevo fino oggi.
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La prestigiosa Morgan Library, la collezione di libri e manoscritti del munifico banchiere Pierpont, riapre al pubblico dopo la ristrutturazione di Renzo Piano. Nel cuore di Manhattan, un gioiello d'architettura dove s'incontrano passato e presente
di Mariateresa Truncellito
Se non hai una storia tua, non importa: se hai abbastanza denaro, puoi comprare quella degli altri. E, se la amministri con amore e con passione, ma senza esserne geloso, tutti verranno ad ammirarla. E’ una sensazione comune quando si entra in un museo americano, colmo di vestigia del nostro passato. Nostro, nel senso di europei, che ritrovano le proprie radici nel Nuovo Mondo. Che, come nessun altro, sa valorizzarle.
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