Il fantastico mondo di Piero

Due volumi Electa per celebrare Fornasetti, designer eclettico e artista di stampo rinascimentale

di Mariateresa Truncellito

Accostarsi al mondo di Piero Fornasetti è come tuffarsi in un caleidoscopio. Nato a Milano nel 1913, Fornasetti ha attraversato il Novecento (si è spento nel 1988) come un artista rinascimentale: pittore, scultore, decoratore di interni, stampatore di libri d’arte, organizzatore di mostre ed eventi internazionali, scenografo, costumista. E creatore di oltre undicimila oggetti fantasiosamente rigorosi - dai bottoni ai foulard dalle stoviglie ai mobili - frutto del sogno utopistico di trasferire l’arte sugli oggetti di uso comune, perché tutti potessero goderne, illuminando il grigiore del vivere quotidiano.

Secondo l’archietto Andrea Branzi, Fornasetti «è stato il miglior grafico italiano dei suoi tempi; aveva un’idea originale del avoro come attività espansiva, diffusiva, ambientale, non destinata a impaginare manifesti o libri, ma a ricoprire la superficie del mondo e, decorandolo, a cambiarne il senso».

Quello immaginato da Fornasetti è un mondo fantastico con un’identità forte, al di là del tempo e delle mode: le sue creazioni, ancora attualissime benché molte risalgano agli anni Quaranta, sono state riprese e copiate. E nonostante le opere fossero prodotte spesso in singoli esemplari, hanno influenzato in profondità il design industriale italiano. Pablo Neruda lo ha definito «Il mago della magia preciosa y precisa»: e in effetti c’è qualcosa di magico nell’attrazione ipnotica che esercitano i suoi oggetti, capaci di dare atmosfera in qualunque ambiente vengano collocati.

Mente ribelle e fuori dagli schemi, Fornasetti era il rampollo di una agiata famiglia della borghesia meneghina. A 17 anni entra nell’Accademia di Brera ma ne viene espulso due anni dopo per, come si diceva allora, «insubordinazione». Passa quindi alla Scuola superiore di arti applicate all’industria, sempre a Milano, e avvia una collaborazione con Venini.

Virtuoso della pittura, si ispira all’architettura antica e a quella del Palladio, a Piero della Francesca, a Giotto, agli affreschi di Pompei e rinascimentali. Ma anche alla metafisica e al surrealismo. Tra i soggetti preferiti, maschere (soprattutto Arlecchino), mani, pesci, carte da gioco, strumenti musicali, frutta, simboli delle stagioni e astrologici, sole e luna in particolare. E il volto di donna con gli occhi grandi, ripreso con oltre 500 varianti.

Nel 1933 partecipa per la prima volta alla Triennale di Milano con una serie di foulard. Nel 1940, alla VII Triennale, incontra Giò Ponti, col quale inizia una lunga collaborazione realizzando ambienti e decorando singoli pezzi. Tra le sue opere, ci sono gli affreschi di Palazzo del Bo a Padova (1942), la decorazione degli interni del casinò di Sanremo (1950) e del transatlantico Andrea Doria (1952), la casa Lucano (1951). Nello studio-bottega di via Brera, a Milano, con una trentina di collaboratori decora un’infinità di oggetti: piatti, servizi da tavola, posaceneri, vasi, portaombrelli, tavoli, sedie, bottoni, lampadari, carrozzerie di automobili, gilet, vassoi, biciclette, carte da parati, foulard, cravatte, ombrelli. E paraventi, con centinaia di diverse decorazioni.

Il suo tocco elegante ma mai privo di humour si è posato su tessuti, vetri, metalli, lacche, porcellane, per una – dal punto di vista della diversità dei decori - delle più vaste produzioni del secolo. Apprezzatissimi anche all’estero, dove ancora oggi sono protagonisti nelle case d’asta internazionali come Christie’s, gli oggetti di Fornasetti di trovano in molte collezioni italiane e straniere, come il Victoria & Albert Museum di Londra, il Mitchell Wolfson Museum di Miami, la Bischofberger Collection di Zurigo.

Oggi, per la prima volta, la sconfinata produzione di questo artista si può ammirare in un repertorio vastissimo pubblicato da Electa: Fornasetti L’artista alchimista e La bottega fantastica, due tomi racchiusi in un cofanetto, con i testi di Mariuccia Casadio e la curatela di Barnaba Fornasetti, il figlio del designer che oggi ne continua l’opera. Oltre 3 mila illustrazioni per un «libro d’artista» – pensato a mano, con le forbici e la colla e poi trasferito in digitale - che riflette il modo di lavorare di Fornasetti. Un compendio di informazioni per collezionisti, esperti di design, appasionati, immaginato come manuale didattico ma anche fonte di ispirazione per creativi: «Ci vuole il giusto tempo per “leggere” quest’opera», sottolinea Barnaba Fornasetti. «Chi lo farà troverà un viaggio nell’immaginazione, tra arte e decorazione».

da «Verve», luglio-agosto 2009