Slow Good

Un buen retiro avvolto dalla vegetazione e affacciato su una baia spettacolare: è il Four Seasons Resort Seychelles, un luogo dove ritrovare il piacere della lentezza

di Mariateresa Truncellito

Non c’è servizio dedicato alle Seychelles che non citi, senza troppa fantasia, il paradiso terreste. Banalità giornalistiche? La pigrizia un po’ conta. Però è anche vero che un’isola tropicale è quanto il mondo offra di più simile all’Eden primordiale. E non solo nell’immaginazione di chi è costretto a vivere inurbato nel caos e nello stress delle grandi città città. C’è davvero la natura incontaminata, la frutta che cresce spontanea sugli alberi senza bisogno di sforzo umano, il clima dolce che non esige riparo e consente la nudità; ci sono il sole, il mare e come sottofondo solo il suono delle onde e degli animali, spesso immaginifici e inconsueti. Il paradosso è che tutto ciò che costituiva la ricchezza dei primitivi progenitori oggi è diventato lussuoso ed esclusivo: desiderato da molti, ma non per tutti. D’altra parte, è anche vero che Adamo ed Eva erano solo in due…

I moderni paradisi, dopo una mattinata su una spiaggia immacolata, consentono il ritorno a una villa elegante e dotata di tutti i comfort più moderni, tra profumi di cannella e frangipane. Ci si può quindi rilassare all’ombra, accanto a una piscina privata, mentre un cameriere serve bevande fresche in una totale (e idilliaca) serenità. È quello che offre il nuovissimo (inaugurato lo scorso febbraio) Four Seasons Resort Seychelles: un buen retiro segreto che si estende su un area isolata di 70 ettari nella costa sud ovest di Mahé, con una meravigliosa vista sulla baia di Petit Anse. A 17 km dall’aeroporto, il resort è composto da 65 ville (186 mq) in legno e mattoni, 5 suite Presidential e Royal e 28 residenze, mimetizzate perfettamente nella fitta vegetazione tropicale e collocate in modo da garantire assoluta privacy.

La struttura rispecchia l’architettura e la natura di Mahé e si ispira alla tradizione creola, con gli alti tetti di paglia e i pavimenti in teak degli edifici principali. Tutte le sistemazioni hanno un ampio spazio esterno, immerso in scenografici alberi di mango, di cocco e di cannella. Per chi vuole godere di un’intimità assoluta, il servizio in camera di pasti e spuntini, comprese cene romantiche a lume di candela è disponibile 24 ore su 24.

Il ristorante principale si chiama Zed, parola di origine creola che indica la cetra, e propone piatti mediterranei e una carta dei vini con 250 etichette dal nuovo e vecchio mondo. Al Kannell, invece, vicino alla piscina di 517 mq, si gusta la cucina locale e dell’Asia sud orientale, mentre allo ZEZ Bar, con vista sull’oceano, ci si può rilassare con la Shishas, il tradizionale narghilé usato in medioriente. Spettacolare anche il panorama che si gode dalla Spa situata in cima alla collina: qui, in 5 cabine per trattamenti di coppia e 3 singole, si possono provare trattamenti resi speciali da pratiche indigene e ingredienti di bellezza locali.

Favolosa la spiaggia, riparata da un fitta vegetazione (che nasconde 5 cabanas dove rifugiarsi quando il caldo è intenso o per romantiche cene sotto la luna) e protetta da una barriera corallina. Per chi vuole scoprire le meraviglie dei fondali c’è un centro subacqueo Padi con istruttori professionisti. Per gli amanti del golf, il green è nella vicina isola di Praslin, facilmente raggiungibile in elicottero. Ma non manca nemmeno al cultura, grazie a una biblioteca con libri, giornali internazionali, DVD e CD, e a una galleria d’arte che ospita artisti locali.

da «Verve» n. 39/40, settembre-ottobre 2009