Mostra: L'Evoluzione del giovane Darwin
di Mariateresa Truncellito
A nessuno piace essere detronizzato: da signore e padrone, ritrovarsi alla pari con quelli che erano semplici sudditi. E se prima di Charles Darwin gli esseri umani erano considerati al di sopra della natura, in virtù di facoltà ritenute eccezionali e uniche, allora forse è per questo che, due secoli dopo la nascita del naturalista inglese, la teoria dell’evoluzione è ancora al centro di feroci discussioni e dibattiti culturali. Questo rivoluzionario riluttanteè il protagonista della grande mostra Darwin 1809-2009, a cura di Niles Eldredge, Ian Tattersal e Telmo Pievani, a Palazzo delle Esposizioni di Roma (dal 12 febbraio al 3 maggio 2009).
La biografia avventurosa del giovane Darwin, le sue complesse relazioni familiari, la cultura inglese dell'epoca, il viaggio attorno al mondo di cinque anni sono espedienti per raccontare un’idea e la sua straordinaria forza dirompente. La teoria dell’evoluzione per selezione naturale ha modificato la concezione del mondo vivente e costituisce il fondamento della biologia moderna. Ha permesso di decifrare i geni e di combattere i virus, di comprendere i fossili e la ricchezza della biodiversità sulla Terra.
In precedenza, le specie viventi non erano considerate imparentate fra loro, ma separate e immutabili sin dalla loro creazione. Anche da un punto di vista sociale, la vita di tutti i giorni assomigliava a quella delle generazioni precedenti. La rivoluzione industriale e le riforme democratiche avrebbero rimodellato la società, ma prima dell’epoca di Darwin era ancora possibile concepire il mondo come eterno e immutabile.
Nella sua Autobiografia Darwin definirà il viaggio a bordo del Beagle «il più importante evento della mia vita»: questa è la sezione espositiva centrale della mostra, la più spettacolare ed emozionante. I protagonisti sono gli animali vivi: iguane verdi, armadilli e tartarughe. Il visitatore potrà ripercorrere il viaggio di Darwin, passando dalla foresta pluviale alle distese della Patagonia, dalle asprezze della Terra del Fuoco all’incanto delle Galápagos. Potrà seguirlo alla scoperta di fossili di mammiferi giganti, foreste pietrificate e specie uniche al mondo: nandù, orsi giocolieri, fringuelli, colibrì, pinguini, sule e tanti altri esseri viventi che diedero ispirazione alla teoria dell’evoluzione.
Darwin tenne il suo lavoro rieservato per oltre vent’anni, temendone l’impatto nella comunità scientifica più conservatrice. Ma alla pubblicazione, nel 1859, L’origine delle specie andò subito esaurito. Questo libro, insieme a L’origine dell’uomo del 1871, avrebbe reso Darwin lo scienziato più onorato e dibattuto dei suoi tempi. E dei nostri.
da «Verve» (ed. Verve International), febbraio 2009
