Un grande per i piccoli
di Mariateresa Truncellito
I lettori più esigenti e più critici? Sono i bambini: difficile prenderli per il naso. Tanto che le case editrici più importanti, da anni, non si azzardano a proporre una pubblicazione loro dedicata. Si può dare la colpa alla crisi, alla concorrenza della tv o alla scarsa propensione alla lettura degli italiani di ogni età. Ma forse manca anche un pizzico di fantasia e di incoscienza, quella innocenza infantile che fa sognare l’impossibile. E che fu, cento anni fa, il propulsore per la nascita del giornale per bambini più amato di sempre: Il Corriere dei Piccoli.
Una pubblicazione longeva - il primo numero uscì il 27 dicembre l’ultimo il 15 agosto 1995 - celebrata da una mostra alla Rotonda di via Besana a Milano (fino al 17 maggio 2009): oltre 300 opere e materiali originali (disegni, bozzetti, vignette su supporti e con tecniche varie, in formati che vanno dal taccuino alle tavole di grandi dimensioni), oltre a oggetti d’epoca, giocattoli, burattini e pupazzi dei personaggi che il giornale ha condiviso con la tv, come Topo Gigio e la Pimpa. Un percorso emozionante, tra nostalgia (per i grandi) e divertimento (per i bambini, che potranno anche partecipare a giochi e laboratori).
Il giornale era stato preceduto da un grande sforzo progettuale che per due anni aveva mobilitato collaboratori e maestranze della editrice del Corriere della Sera. Il progetto è di Paola Lombroso Carrara (giornalista e pedagoga, nonché figlia di Cesare Lombroso), mentre Luigi Albertini, direttore del Corriere, e Silvio Spaventa Filippi, il primo direttore del Corrierino, si assicurano testi letterari e, in esclusiva per l’Italia, i comics americani.
Il nuovo periodico, sbaraglia subito la concorrenza, anche grazie al prezzo (10 centesimi, contro i 25 del principale rivale, il Giornalino della Domenica). Il giornale è originale e bellissimo, perché tanti artisti accettano di mettere il loro talento al servizio di un periodico per bambini: come Antonio Rubino, Attilio Mussino, Sergio Tofano, Bruno Angoletta, Carlo Bisi, poi Grazia Nidasio, Bruno Bozzetto, Hugo Pratt, Benito Jacovitti, Guido Crepax, Franco Bonvicini (Bonvi), Milo Manara, Tullio Altan... e le grandi firme della letteratura, come Ada Negri, Dino Buzzati, Gianni Rodari, Mino Milani.
Con riduzioni di classici, rubriche, schede per le ricerche, atlanti, giochi, soldatini, calciatori e bamboline da incollare su cartoncino e ritagliare. L’epopea della testata è raccontata in Corriere dei Piccoli. Storie, fumetto e illustrazione per ragazzi, il catalogo della mostra (Skira editore, 328 pagine, 40 euro). C’è anche un’antologia, Il secolo del Corriere dei Piccoli, a cura di Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli (Rizzoli, 42,50 euro), con la ristampa anastatica di dieci numeri del giornale (dal 1909 al 1972). Nota Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla cultura del Comune di Milano, «Il Corriere dei Piccoli non sarebbe stato possibile se non vi fosse stato quello dei grandi. Ma di quei grandi che avevano capito che l’idea che abbiamo della cultura da adulti dipende da quella che ci siamo formati da piccoli».
www.fondazionecorriere.it
da «Verve» (ed. Verve International), aprile 2009
