La rivincita delle cassiere

Giusi Ferreri lavorava al supermarket per mille euro al mese, dopo X Factor è in cima alla hit parade e nei guadagni. Ma il suo è solo l'ennesimo caso. Prima di lei tante, dalla Dellera alla Pfeiffer. E c'è chi è partita dalle pescherie come la Lennox. O dai call center come la Inaudi

di Mariateresa Truncellito

«Quella gran culo di Cenerentola...»: l'indispensabile dotazione per avere successo nella vita partendo dal basso era considerata rara (anzi, fiabesca) da Pretty Woman. Ma in realtà sembra piuttosto comune. Almeno nel mondo dello spettacolo. L'ultima miracolata si chiama Giusy Ferreri: la cantante rivelazione di X Factor al vertice della classifica degli album più venduti e dei brani più scaricati da Internet. Il suo singolo «Non ti scordar di me», scritto da Tiziano Ferro, ha venduto 70 mila copie ed è Disco di platino. Fino a ieri era «solo» Giuseppa Gaetana da Abbiategrasso, nata a Palermo 29 anni fa, di professione cassiera all’Esselunga. Certo, la Amy Winehouse de noantri non aveva mai smesso di sognare e di esibirsi nelle feste di paese: «Ho cantato fin da piccola e a 14 anni ho messo su la mia prima rock band. Ho studiato e per anni mi sono proposta alle case discografiche come cantautrice, ma nessuno mi voleva». Poi è arrivata una fatina, Simona Ventura... Giusy non si è licenziata, ma ha preso solo un aspettativa («Non si sa mai») e comunque torna spesso al supermercato: per firmare le copie del suo CD. Nelle interviste, lancia sempre un messaggio a tutte le cassiere del mondo: «Non rinunciate alle vostre ambizioni». Curiosa coincidenza: se Giusy è arrivata seconda a X Factor su Raidue, a Roberta Bonanno, 22 anni, cassiera all'Ikea di Carugate, è toccato lo stesso piazzamento ad Amici, su Canale 5.

Da barista a regina

In molti hanno gridato al fenomeno. Ma a ben guardare la schiera delle ragazze di successo che hanno cominciato come cassiere, cameriere o commesse è molto lunga. E c’è anche chi ha seguito la favola alla lettera, acchiappando proprio il principe azzurro: Mette Marit Tjessem Hoiby, ex cameriera in un caffè di Olso e animatrice di in locali notturni underground, dal 2001 è la felice consorte del principe Haakon e futura regina di Norvegia. Oltre a una professione non esattamente al top, Met ha portato in dote al principe il piccolo Marius (allora 4 anni), avuto da una relazione con uno spacciatore di droga.

A proposito di cameriere «sciupacuore», uno che per le loro ha un debole è George Clooney: oltre a essere stato fidanzato con l'ex barista di Las Vegas Sarah Larson, l’anno scorso fu molto colpito dalla voce di Victoria Hart: 18 anni, cameriera al ristorante Naked Turtle di Londra e solista jazz nel tempo libero, è riuscita a cantare a Cannes al party in onore delle star del film Ocean's 13. George Clooney l'ha definita «semplicemente adorabile», e le case discografiche hanno cominciato a contendersela.

Cameriere cantanti

Tra le cantanti, fare la cameriera porta fortuna: al Bad Ass Cafè, a Dublino, un logo a forma di 33 giri sulla parete di ingresso ricorda le gesta tra i tavoli di Sinead O’ Connor. Dall'altra parte del mare, Annie Lennox per mantenersi alla Royal Academy of Music di Londra lavorava d'estate in una fabbrica di pesce surgelato e d'inverno servendo al Pippins Restaurant di Hampstead. Qui conobbe il suo futuro marito e partner musicale Dave Stewart che, appena la vide, le chiese: «Vuoi sposarmi?». Meno fortunata l'esperienza della rapper americana Queen Latifah da Burger King: «Avevo 15 anni: preparavo gli hamburger e le bevande, ma pulivo anche le toilette. Per una paga infima. Dovevo proprio essere pazza». Anche Geri Halliwell, prima di diventare la Ginger Spice è stata cubista, insegnante di aerobica, topless model, valletta per l'edizione turca di Ok il prezzo è giusto e, naturalmente, cameriera...

Non sono solo canzonette: la fortuna arride alle sguattere anche in ambiti culturali più elevati. Anna Netrebko, siberiana, soprano, ha 37 anni ancora da compiere ed è bellissima. Nessun artista lirico raccoglie tante interviste sui giornali, passaggi in televisione e fotografie glam. La sua storia? Da piangere: giovanissima, dalla natia Krasnodar si trasferisce a San Pietroburgo per studiare il canto e si mantiene lavando i pavimenti del teatro Mariinskyi per 300 rubli al mese (10 euro). Poi arrivò l’audizione decisiva con il direttore Valery Gergiev («Sai anche cantare!») e l’epifania. Il suo passatempo preferito? «Lo shopping. Soprattutto scarpe»: la sindrome di Cenerentola è una malattia incurabile.

Miti di Hollywood

Molte stelle del cinema sono passate con naturalezza dai lavori più umili e faticosi alle copertine dei giornali. La divina Greta Garbo faceva la commessa in un grande magazzino di Stoccolma, mentre Norma Jeane Baker, quando ancora non era Marilyn Monroe, si guadagnava il salario come operaia in una fabbrica di paracadute. Da noi, Mariangela Melato nella Milano di fine anni Cinquanta si occupava delle vetrine della Rinascente e Lucia Bosé, Miss Italia 1947, serviva cornetti e bomboloni in una pasticceria del capoluogo lombardo. La cassa di un supermarket è stato il primo banco di prova della meravigliosa Michelle Pfeiffer: «La mia massima ambizione era preparare una bella busta come si deve. Poi ho provato con un corso per cronista giudiziario e con l'università, ma mi annoiavo e così sono tornata al super». Per farglielo mollare, c'è voluto Hollywood. Nel caso di Sandra Bullock, forse più che la noia potè la linea: «Per due anni e mezzo ho lavorato in una gelateria. Ho messo su dieci chili».

Call center e Cenerentola

L'ultima frontiera per chi vuole fare cinema partendo dalla gavetta? Il call center: «Aberrante. Una forma di moderno schiavismo», ricorda Francesca Inaudi, 30 anni, l'ispettrice Irene Valli in Distretto di polizia e attrice emergente del cinema d'autore (Dopo mezzanotte di Davide Ferrario, N - Io e Napoleone di Polo Virzì). «Dovevo procacciare contratti di leasing a una casa automobilistica. Quando uno di noi ci riusciva, tutti gli altri dovevano battere le mani. Ma non prendevi un euro in più».

Se si stringono i denti, le prospettive sono ottime anche per le cameriere e affini che sognano una carriera nella moda. Antesignana Marta Marzotto Vacondio: in Lomellina, da giovanissima lavora prima come mondina, poi come apprendista sarta e in seguito come mannequine presso le Sorelle Aguzzi di Milano dove conosce il suo futuro marito, il conte Umberto Marzotto. Oggi che le risaie si sono automatizzate, la top model Bianca Balti da Lodi, 24 anni, contesissima dagli stilisti, può vantare solo un passato da «promoter» in un centro commerciale: «Avete presente “Vuole provare questa cremina?”. Mi vergognavo da morire a rompere le scatole alla gente». Più commovente la favola di Natalia Vodianova, 26 anni, oggi testimonial di Calvin Klein con un contratto da 9 milioni di dollari, l'altro ieri fioraia al mercato di Nizhny Novgorod, est di Mosca. Notata fiore tra i fiori da un talent scout a 16 anni, lanciata da Gucci, ha anche sposato Justin Portman, il rampollo di una delle famiglie aristocratiche più ricche d'Inghilterra. Un esempio per tutte: compresa l'ultima Cenerentola delle passerelle, la giovanissima Daniela Cott, 16 anni, vincitrice del concorso Elite Model Argentina ed ex cartonera a Buenos Aires. A 13 anni setacciava i bidoni della spazzatura per raccogliere carta e cartoni da vendere, racimolando 80 euro alla settimana.

Per finire in bellezza, la televisione, dove più che il «saper fare» conta la determinazione, e un lavoro umile nel curriculum aiuta, eccome. Lo dimostra Vera Atyushkina, Velina Bionda di Striscia la Notizia edizione 2004-2005: arrivata dal Siberia per raggiungere la sorella, a Varazze aveva sbarcato il lunario lavorando come cameriera e barista, e poi eccellendo come benzinaia in bikini, in mezzo al mare, a un distributore per barche e yacht a 800 euro al mese. Nora Amile, popolarissima grazie alla Pupa e il secchione, dopo aver trascorso l'infanzia in un istituto, ha lavorato come colf, gelataia, barista, commessa, quindi modella di lingerie e costumi da bagno. Oggi guadagna 1500 euro per una serata di un'ora in discoteca. Le manca giusto il principe azzurro.

da «Novella 2000» (Rcs Periodici), 14 agosto 2008