Basta un confetto

Rigorosamente dispari, perché indivisibili. Ma non solo con la mandorla: oggi ne esistono di tutti i gusti e colori. Idee e consigli
per assaporarli e regalarli

di Mariateresa Truncellito

Dici nozze e pensi confetti: cinque mandorle racchiuse da candido zucchero per augurare salute, ricchezza, fertilità, felicità e lunga vita, doni tradizionalmente indispensabili per un buon matrimonio. E la dolcezza che avvolge la nota amara sembra un consiglio metaforico su come superare al meglio i momenti «no» della vita di coppia... Bianchi, come la purezza della sposa, e cinque, o comunque in numero dispari, indivisibile come l'unione degli sposi. E ancora: tre confetti simboleggiano la coppia e un figlio, un confetto solo l'unicità dell'evento.

Mentre la bomboniera, intesa come ninnolo o soprammobile impersonale, spesso deludente e inutile, è decisamente «out», i confetti rimangono un elemento imprescindibile della festa: anzi, proposti oggi in gusti sorprendenti e colori insoliti vivono un momento di grandissima popolarità. «Credo che sia in linea con un bisogno più generale di recuperare valori essenziali», commenta Antonio Pelino, amministratore delegato della confetteria più antica d'Italia, sorta a Sulmona (ancora oggi la patria mondiale del confetto) nella metà del 1700. «Dopo anni di esibizionismo sfrenato, oggi si preferisce la concretezza: e il contenuto, cioè i confetti, sono diventati decisamente più importanti del contenitore».

C'è un recupero della tradizione, che però assuma una valenza personale, carica di significato. E quella dei confetti è innegabile: le prime testimonianze sul loro uso durante i festeggiamenti, e in particolare nel matrimonio, risalgono al 400 a.C., quando apparivano sulle tavole delle ricche famiglie romane, però con frutta secca varia o spezie e il miele al posto dello zucchero, affermatosi dopo la scoperta delle Indie. «I confetti sono stati per molti secoli un dolce prelibatissimo: perché difficili da preparare e, soprattutto, perché assai costosi», continua Antonio Pelino. «Lo zucchero di canna, che giungeva da terre lontane, era un ingrediente raro e prezioso. Perciò, fino all'Ottocento e alla scoperta del procedimento di estrazione dalla barbabietola, i confetti – accompagnati da vino speziato – erano un dono riservato agli ospiti illustri di banchetti diplomatici e di occasioni speciali, come i matrimoni o le nascite». I dolcetti venivano conservati in preziosi cofanetti decorati, che già nel Quattrocento vengono scambiati come doni preziosi tra i futuri sposi e le loro famiglie e sono gli antenati delle bomboniere vere e proprie che si affermano nel Settecento.

La mandorla fin dall'antichità ha ispirato simboli divini e araldici: è l'essenziale celato sotto l'apparenza, un frutto ricco di aromi e sapori che si conquista solo dopo aver rotto il guscio. Tipicamente mediterranea, da millenni è ingrediente della pasticceria arabo-sicula e andalusa. Aggiunge Pelino: «Inoltre, la mandorla è dicotiledone, fatta di due parti: cos’è meglio per rappresentare l’unione di una coppia, due metà tenute insieme dalla purezza dello zucchero bianco?»

Il confetto deve essere speciale quanto l'evento: quello di nozze per eccellenza resta formato da una mandorla intera, della pregiata varietà regina d'Avola, originaria di Siracusa, pelata e rivestita da strati di zucchero sovrapposti attraverso successive bagnature. «L'Avola è la migliore perché straordinariamente piatta, di forma regolare e con una elevata presenza di oli essenziali che le danno un sapore inconfondibile. Altre mandorle, comprese le “imitazioni” californiane sono molto più legnose. L'anima può essere anche nocciola, pistacchio, cioccolato o un pezzettino di cannella, per rievocare le spezie degli antichi banchetti», continua Pelino. «La ricetta classica, all'antica, prevede solo zucchero e vaniglia. Se tra gli ingredienti - occhio all'etichetta! - c'è amido, farina o maltodestrine, il confetto è meno pregiato: questi ingredienti accorciano i tempi di produzione e abbassano il prezzo, ma il gusto ne risente». Come si riconosce un buon confetto? «Liscio, candido, con riflessi di porcellana. La forma piatta è anche indice di tenerezza, perché non ha bisogno delle sostanze aggiunte che conferiscono maggiore malleabilità allo zucchero ma che poi induriscono rapidamente. Lo strato di zucchero deve essere sottile, e una volta in bocca, si deve rompere al primo morso, restando però friabile, non umido, e lasciare un sapore piacevole e prolungato».

Anche se si fa a meno della classica bomboniera, i confetti meritano comunque una confezione raffinata. Spiega Elena Valenti, socia e responsabile ingrosso della confetteria Conti di Milano: «Noi proponiamo, per esempio, piccole pochette in shantung di seta, mikado, velluto o cady che possono essere riutilizzate come portagioie o portatrucco da borsetta, legate da nastri preziosi che diventano raffinati segnalibro. I sacchettini possono essere chiusi da portachiavi o da rose di stoffa che si trasformano in portatovaglioli. Ci sono anche borsine in schantung di seta, in tanti colori, rifinite con spille di cristallo, da utilizzare come accessorio elegante per completare un abito. Oppure scatoline che diventano portapenne o portacancelleria da scrivania e da cassetto».

Per chi vuole aggiungere un tocco personale nel senso letterale del termine, ci sono i Wedding Kit: I confetti e tutto il materiale per realizzare con le proprie mani da 50 bomboniere in su. Per arricchire ulteriormente il dono di ringraziamento per gli invitati, le spose più estrose possono sbizzarrirsi in una ricca scelta di gusti e colori di confetti davvero sorprendenti e golosi: «Il nostro assortimento ne comprende ben 32», continua Elena Valenti. «Per esempio, al limone, all'arancia o alla pesca avvolti nel cioccolato extrafondente o bianco, aromatizzati alla rosa o alla viola, da abbinare con i petali del fiore cristallizzati. Oppure al croccante, cocco, caffè, gianduia, con nocciole o pistacchi. Le spose più fedeli alla tradizione optano per la classica mandorla, ma aromatizzata al Grand Marnier, all'arancia o al limone. Ma la scelta più trendy consiste nel riempire la confezione, scatola classica o in materiale trasparente o il sacchettino, con 5 o 7 o 11 o addirittura 21 confetti uno diverso dall’altro. In ogni caso, ci si può togliere ogni soddisfazione durante il ricevimento, offrendo agli ospiti una grande 'white table', un ricco buffet degustazione con un ventina di sacchetti in cady di seta e rifiniti con fiocchi di raso in tinta con l’allestimento ciascuno con un gusto differente». Se il ricevimento ha un tono molto ricercato, i confetti da degustazione possono essere anche presentati in grandi vasi di cristallo o alzate d’argento accompagnati da eleganti cucchiai d'argento, sul tavolo della «confettata», oppure negli stessi contenitori ma in versione mignon, più minimalista, da porre su ciascun tavolo dove si accomodano gli ospiti. Da non dimenticare piccoli sacchettini d’organza che gli invitati potranno riempire con i loro confetti preferiti, per un ulteriore cadeau da portare con sé al termine della giornata.

Per chi non se la sente di rinunciare alla bomboniera, perché la tradizione di famiglia impone un ringraziamento per amici e parenti che spesso fanno regali importanti, il must è che sia un «cadeau de marriage» davvero bello e prezioso, meglio se griffato e in «sintonia» col tono della cerimonia. Suggerisce Susanna Rossi, wedding stylist e mente creativa di Wedding and Events ad Arese: «Per esempio, se l'atmosfera è molto elegante e formale, bracciale e fermacravatte o fermasoldi in argento per i testimoni, ciondoli, portachiavi e grandi e tazze da colazione per gli ospiti tutto rigorosamente Tiffany. Oppure Swarovski: portacandele, vasi, posacenere, bijoux, piccole sculture. Per un matrimonio country, è delizioso un prezioso vaso in argento martellato riempito con ortensie, rose selvatiche o piante aromatiche fresche – le stesse che, magari, arricchiscono gli addobbi floreali e il bouquet della sposa. I sacchettini o le scatoline dei confetti possono riprendere elementi decorativi usati nella partecipazione, per esempio nastri di tela iuta o spighe, o ricordare il colore e il tessuto dell'abito della sposa».

La ricerca di un oggetto utile è ancora di attualità: «Gli sposi sperano di rivedere la loro bomboniera nella casa dell'invitato», spiega Susanna Rossi. «Perché utilizzandolo possa ricordare una giornata da favola». Gli oggetti che piacciono a tutti? «Col cristallo è difficile sbagliare: oltre a essere un materiale prezioso, leggerezza e trasparenza lo rendono adatto per qualsiasi stile di arredamento. Piace molto anche la porcellana limonges, le creazioni di Thun - dai soprammobili alle spille agli oggetti per la casa -, le argenterie Sheffield, in particolare le teiere. Molto indicate anche le linee casa delle griffe, come Hermes, Armani, Dolce & Gabbana».

La tradizione voleva che gli sposi portassero la bomboniera a casa degli invitati prima della cerimonia, con la partecipazione. Per Susanna Rossi, «È ancora consigliabile se il cadeau è destinato a una persona cara che, per qualsiasi ragione, non può partecipare alla cerimonia». Un modo più formale di consegnarla è per corriere (prima della cerimonia, con la partecipazione, o entro un mese dal matrimonio, con un biglietto di ringraziamento). Ma oggi la norma è allestire una grande e scenografica tavola riservata alle bomboniere, che verranno consegnate agli inviati dagli sposi, alla fine del ricevimento. Coerenza, eleganza e raffinata semplicità sono d’obbligo anche per i sacchettini di confetti destinati a chi non partecipa alla festa. Continua Susanna Rossi: «Se il matrimonio è stato all'insegna del bianco, dell'avorio o del ghiaccio, anche il tessuto del sacchettino non sarà di pizzo o macramé ma di organza molto delicata e vaporosa, lino garzato, seta finissima. Se si tratta di seconde nozze, la bomboniera classica è riservata unicamente ai testimoni, mentre per tutti consiglierei sacchettini in taffetà di seta color rosa antico o verde salvia, con nastri bianchi o avorio».

Non chiamatele bomboniere

«Le coppie che si rivolgono a un wedding planner desiderano innanzitutto creare un giorno davvero unico, speciale, da favola», spiega Susanna Rossi. «Tanto personalizzato da ricordare gli sposi e il loro amore, oltre che la gioia e le emozioni dell’evento». Così, anche il cadeau de marriage più che un ringraziamento, vuole essere un oggetto della memoria. Le richieste, perciò, sono tante, fantasiose e differenti. «Una coppia (lui inglese) ha sostituito la “confettata” con una degustazione di tè fatti arrivare apposta dalla Gran Bretagna: anche la bomboniera era un infusore con manici d’argento con un sacchettino di tè assortiti, tutto rigorosamente made in England. Un’altra coppia ha voluto realizzare piccoli libriccini in carta di tessuto di seta con la storia della loro vita e del loro incontro, racchiusi da un nastro di seta e legati al sacchettino dei confetti. Ai più giovani, invece, piace molto regalare agli ospiti un Cd con la playlist della cerimonia, del ricevimento o con i loro brani preferiti, racchiuso in una cover di cartoncino con le loro iniziali in rilievo o un’altra decorazione raffinata. Per un ricevimento all'aperto, in una villa con piscina, invece, è stata assai azzeccata l'idea di regalare asciugamani con le proprie iniziali ricamate con cristalli Swarovski». Per un matrimonio in stile country, bottiglia di vino o vasetti di marmellata con etichetta personalizzata con i nomi degli sposi e la data della cerimonia. «Se gli sposi provengono da due paesi differenti, un’idea molto carina è realizzare un libro di cucina con ricette delle rispettive tradizioni gastronomiche, a tiratura limitata». Molti optano per una scelta più impegnata, devolvendo una somma di denaro a un’associazione, a un ente di beneficenza o alla ricerca. «In questo caso, il sacchettino o la scatolina dei confetti vengono legati al tovagliolo, come segnaposto, accompagnati da una pergamena, rilasciata dall’ente che ha ricevuto la donazione», sottolinea Susanna Rossi. «All’opposto, per contenuto edonistico, ma altrettanto gradita dagli invitati, la scelta di una coppia di giovanissimi che ha ringraziato ogni ospite con una giornata di trattamenti beauty in una spa».

da «Luna & Gentleman Matrimoni» (Class Editori), Autunno/Inverno 2008