Come pubblicare un libro

di Mariateresa Truncellito

Dentro ogni donna si nasconde una scrittrice: si comincia col diario dell’adolescenza e si continua con lettere e e-mail, al fidanzato e alle amiche. Ma c‘è anche chi si spinge più in là: racconti, poesie o romanzi. Scritti per gioco, per sfogo, per amore. Senza pensare che qualcuno potrebbe leggerli. O forse sì? Se anche tu hai un manoscritto in un cassetto (o nel pc) e avresti voglia che qualcuno (a parte tua sorella e il tuo ragazzo) lo leggesse, eccoti alcune dritte sulle possibili strade. Che, magari, potrebbero addirittura portarti a un editore e a una pubblicazione...

La casa editrice

Se miri in alto, fai leggere la tua opera a tutti quelli che conosci. È il consiglio di Alberto Boffo, editor di Feltrinelli: «Le case editrici sono invase da migliaia di manoscritti. Per farsi notare l’ideale è una segnalazione: non una raccomandazione accademica, ma il passaparola: quando qualcuno mi dice che ha trovato interessanti i racconti di “un’amica di una mia amica” mi incuriosisce». Pubbliche relazioni, dunque: frequenta festival, fiere librarie, concorsi per esordienti e leggi riviste specializzate (anche on line). Molti scrittori, giornalisti, recensori, editor freelance che gravitano attorno al mondo dell’editoria se incontrano una scrittura interessante cercano di segnalarla.

Seconda mossa: non farti avanti a caso, ma informati sull’editore che potrebbe essere interessato. Spiega Paola Gallo, editor di Einaudi: «Arrivano molte proposte che non hanno nulla a che vedere con la nostra linea editoriale: è uno spreco di energia, tempo e denaro». Per Sabine Schultz, editor di Tea, è fondamentale la presentazione, anche per e-mail: «Le proposte spesso sono troppo vaghe. Bisogna precisare se si tratta di un manuale, un romanzo, un diario. Spiegare di cosa parla il libro, magari con un piccolo riassunto. Più dettagli ci sono, più suscitano il nostro interesse. E invece a volte riceviamo manoscritti voluminosi senza neppure una lettera di accompagnamento: non è un buon modo per essere presi in considerazione».

Proprio un’e-mail precisa sui contenuti ha permesso la pubblicazione a Carla Chelo che, con Alice Werblowski, ha scritto per Tea Siamo così: «Abbiamo cercato in Rete gli indirizzi di una decina di case editrici che ci sembravano adatte per le nostre storie vere al femminile. Ci hanno risposto in tre. Per convincere Tea a pubblicarci è bastato inviare una sintesi più approfondita. È stato più facile di quanto avessimo immaginato, senza conoscenze o raccomandazioni».

Per Roberto Goracci, autore di A Est dell’Avana (alla terza edizione, Tea) la lettera di presentazione è stata più efficace del testo stesso. «Avevo scritto una specie di diario di tre anni che trascorsi a Cuba, più che altro per sfatare tra i miei amici i luoghi comuni sull’isola. Qualcuno mi ha detto di provare a pubblicarlo. Ma la vera spinta è stato il concorso della rivista «Linus» per autori esordienti: sono arrivato tra i primi dieci, su 700 partecipanti. Ho mandato il manoscritto ad alcune case editrici, ma non è servito. Il costo era oneroso, così ho continuato a farmi avanti solo con una lettera. Ho ricevuto molte risposte negative, ma in quattro o cinque mi hanno chiesto il manoscritto. Compreso uno pseudo-editore che mi avrebbe pubblicato se avessi acquistato io un certo numero di copie... Tra gli editori “veri” ho scelto chi mi ha proposto, oltre alle condizioni migliori, l’edizione tascabile: ha un prezzo accessibile, è distribuita anche al supermercato e nelle edicole e come esordiente sconosciuto mi avrebbe permesso di vendere di più».

Scuole di scrittura

Per Alberto Boffo di Feltrinelli, «Per allargare il giro delle conoscenze ci sono le scuole di scrittura, dove passano editor e autori affermati». Spiega Davide Pinardi, insegnante di scrittura narrativa all’Accademia di Brera di Milano e alla Scuola Holden di Torino: «Come altre discipline artistiche, per esempio la pittura o la danza, anche la narrazione può essere potenziata e migliorata». Negli ultimi anni in Italia sono nati molti corsi privati di scrittura: un elenco si trova per esempio al sito www.librialice.it. «Sono adatti per chiunque abbia buona immaginazione, amore per la lettura, disponibilità a mettersi in gioco: è paradossale, ma molti aspiranti scrittori hanno paura di essere letti».

Come scegliere una scuola? «Da rifuggire quelle che promettono di pubblicare», risponde Pinardi. «I corsi molto costosi, che non spiegano la didattica, con docenti venuti dal nulla o, viceversa, quelli che puntano tutto su un nome famoso, che quasi sempre si limita a una comparsata». Francesca Capelli, giornalista e autrice di libri per bambini per Giunti (tra gli altri, Amo l’acqua e Dove lo butto) ha seguito due corsi di scrittura creativa, e conferma: «Mi sono serviti per affinare la tecnica e avvicinarmi al mondo editoriale. Sono stata allieva di Laura Lepri al Teatro del Buratto a Milano e di un corso legato a Radio Popolare. In entrambi ho incontrato incontrare scrittori ed editor. Ma per riuscire a pubblicare un libro sono state più utili altre conoscenze personali: ho cominciato proponendomi a una casa editrice come lettrice, compilando schede di valutazione di libri stranieri. Solo dopo essermi conquistata la fiducia con questo lavoro oscuro e poco remunerativo, mi sono fatta avanti come autrice. Dopo una serie di libri educativi, ora sto lavorando alla mia prima opera di narrativa».

Agenzia letteraria

Per Paola Gallo, editor di Einaudi, l’appoggio di un’agenzia letteraria consente di ottenere un occhio di riguardo: «Riceviamo oltre 2 mila manoscritti all’anno: se c’è già stato il filtro di un’agenzia il nostro lavoro si semplifica». Le agenzie per lo più rappresentano scrittori affermati. Nei confronti degli esordienti, il loro scopo (a pagamento) è leggere il testo, valutarlo e consigliare l'autore su come migliorarlo, non necessariamente trovare chi lo pubblichi.

Spiega Maria Paola Romeo della Grandi e Associati di Milano: «Noi forniamo una scheda di lettura, con indicazioni sul testo: gli aspetti positivi, i limiti sui quali lavorare, le possibilità di sbocchi editoriali. Qualche aspirante scrittore viene anche rappresentato da noi presso gli editori: ma sono due strade separate che solo raramente si incrociano». Romeo non fa nomi su chi ce l’ha fatta: «L’agenzia resta nell’ombra. Tuttavia, anche quando la consulenza non approda allo scouting, allegare una scheda di lettura positiva è un’ottima presentazione per gli editor». Come individuare un’agenzia seria? «La Grandi e Associati lavora da molti anni. Inoltre facciamo molti servizi editoriali: traduzioni, editing, promozioni, consulenza per l’avvio di nuove case editrici, organizzazione di eventi letterari. Ciò permette di avere contatti continui e reali con gli editori. Infine, tutti i soci dell’agenzia hanno lavorato in passato in case editrici e ne conoscono risvolti ed esigenze».

Il web

In Internet ci sono centinaia di siti amatoriali, blog, forum di discussione delle case editrici, delle riviste letterarie e degli scrittori, dove uno scrittore esordiente può trovare dritte e indirizzi, scambi di esperienze per evitare “bufale”, possibilità di pubblicare i propri testi. Tra gli altri, Il Rifugio degli Esordienti(www.danaelibri.it/rifugio/rifugio.htm), www.librialice.it, www.rottanordovest.com. «In rete c’è molta improvvisazione ed è impossibile esplorarla in modo sistematico a caccia di nuovi talenti», dice Paola Gallo di Einaudi. »Però ci sono siti che richiamano la nostra attenzione: come iQuindici e Vibrisselibri di Giulio Mozzi, editor di Sironi».

IQuindici (www.iQuindici.org) sono un gruppo di lettori che fa capo al progetto Wu Ming Foundation (gli scrittori anonimi che hanno pubblicato per Einaudi Manituana). Spiega Monica Mazzitelli, la coordinatrice: «Leggiamo tutto, ma facciamo una selezione accurata di ciò che mettiamo on line e i tempi sono lunghi: oltre due anni e mezzo». Dunque, pubblicare in Rete non sempre è una scorciatoia né, almeno in questo caso, un ripiego. «Ogni testo viene letto da due persone, che danno all’autore un giudizio ed eventuali consigli. Se è eccellente, lo segnalano al resto del gruppo, che lavora in un forum riservato. I testi che superano l’esame collettivo vengono pubblicati sulla rivista on line Inciquid: i racconti per intero, per i romanzi solo l’incipit o una parte significativa. Poi, sempre gratuitamente, proponiamo le opere agli editori cartacei che accettano la licenza copyleft». In pratica, fatti salvi i diritti d’autore, il libro (per intero, dopo la pubblicazione cartacea) puo’ continuare a essere liberamente scaricato dalla biblioteca del sito iQuindici. Tra le case editrici che hanno già pubblicato così ci sono Einaudi Stile Libero (Tre Uomini Paradossali di Girolamo De Michele) e Marsilio (Un certo senso di Francesco Fagioli, tra i candidati all’ultimo Premio Strega).

Il meccanismo è simile per Vibrisselibri (www.vibrisselibri.net), che però mette subito in Rete i libri selezionati e, in caso di pubblicazione presso un editore cartaceo, trattiene il 10 per cento dei diritti d’autore. Grazie alla Rete, Giulia Fazzi ha trovato un editore prestioso in Francia, Gallimard. «Avevo scritto Ferita di guerra nel 2001», racconta. «Attraverso iQuindici è stato pubblicato con copyleft nel 2005 da Gaffi. Vincent Raynaud che cura la narrativa italiana per Gallimard è arrivato a me cercando in Intenet notizie su una scrittrice di cui mi ero occupata per un programma radiofonico. Incuriosito dal fatto che anch’io avevo scritto un romanzo, lo ha trovato sul sito di i Quindici, lo ha letto e lo ha proposto al suo editore».

Concorsi letterari

L’Italia trabocca di premi letterari, molti riservati agli esordienti: per trovarli basta navigare in Internet. Siti utili sono, per esempio, www.club.it (divisi per scadenza), www.wuz.it (i più importanti, per esordienti e non), www.ozoz.it/autori_emergenti/concorsi.htm (solo per esordienti).

Per Sabine Schultz di Tea, «Aver vinto o conquistato una segnalazione in un concorso è una carta in più: l’editor sa che l’opera è già stata letta e apprezzata». Tra i più seguiti dagli editor della narrativa c’è il prestigioso Premio Italo Calvino, in collaborazione con la rivista «L’Indice» (www.lindice.com/calvino.htm) e riservato agli esordienti. Alessandra Montrucchio, autrice di «Cardiofitness», il libro dal quale è stato tratto il recente film con Nicoletta Romanoff, l’ha vinto nel 1995: «Non avevo mai pensato di pubblicare i racconti che scrivevo per puro piacere su vecchie agende», racconta. «Però li facevo leggere agli amici, come Andrea De Marchi, poi diventato a sua volta scrittore. Lui mi ha spinto a presentarli al Calvino: del suo giudizio mi fidavo molto, ma credo che la molla sia stata il fatto che la segreteria del premio è a Torino, la mia città, e ho potuto consegnare il manoscritto senza code alla posta... Mi sembrava comunque una buona occasione per avere un giudizio autorevole su come scrivevo. Così ho ricopiato al computer i racconti sotto il titolo Ondate di calore e ho vinto. Pochi giorni dopo Marsilio mi ha proposto la pubblicazione». Quando si dice che tentare non nuoce...

Due festival della scrittura

Un'occasione da non mancare per chi ama la scrittura è Festivaletteratura di Mantova (www.festivaletteratura.it). Dal 5 al 9 settembre 2007 reading, spettacoli, concerti e incontri con gli autori: puoi vedere, ascoltare e chiacchierare con i tuoi scrittori preferiti durante le manifestazioni ufficiali, a passeggio per le vie o seduti ai tavoli di un caffè. Quale occasione migliore per cercare di carpire qualche piccolo “segreto” sulle mosse di successo quando muovevano i primi passi? È invece dedicato alla scrittura al femminile il Women Fiction Festival di Matera, dal 27 al 30 settembre 2007: tema di quest’anno, i grandi sentimenti tra fiction e letteratura (www.womensfictionfestival.com). Spiega Elizabeth Jennings, la scrittrice americana che ha “inventato” il Festival: «I partecipanti potranno frequentare master class con scrittrici di successo, incontrare editor delle principali case editrici italiane e internazionali e dialogare con agenti letterari, librai nazionali e locali, per condividere esperienze, carpire le tendenze del mercato, i generi emergenti, i gusti dei lettori e le strategie di marketing. Gli aspiranti scrittori avranno occasioni di incontro e formazione su come costruire una carriera, trovare un agente, formulare una proposta e così via. Ci saranno anche approfondimenti su come trasformare un libro in film e un corso di script writing per aspiranti sceneggiatori di cinema e tv condotto dalla scrittrice Mariolina Venezia».

Occhio al bidone

Basta aprire le pagine gialle per trovare editori «in cerca di autori esordienti». Promettono la pubblicazione dopo aver valutato il manoscritto. Lascia perdere: anche se negano di essere editori a pagamento, il risultato è quello. Mandi il manoscritto, rispondono con entusiasmo e ti sottopongono un contratto. Salvo poi ritrovarsi con centinaia di copie da ritirare al prezzo di copertina perché rimaste invendute... Capita anche di scoprire che abbiamo ceduto i diritti e, se si facesse avanti un editore vero, non potremmo più dargli il nostro lavoro. Un disastro: per evitarlo, straccia qualsiasi contratto editoriale che preveda l'obbligo di sborsare soldi. Se proprio sei disposta a pagare, una strada più corretta è la pubblicazione «on demand»: l'editore confeziona il libro e stampa solo la tiratura che abbiamo acquistato, il libro entra nei cataloghi online e resta a disposizione per ristampe. Offre questo servizio, fra gli altri, la cooperativa Uni Service (www.uni-service.it), che permette di calcolare il preventivo online: per esempio, 50 copie di un libro di 120 pagine costano 500 euro. E i diritti rimangono nostri.

Da leggere

Aiutare gli scrittori di talento trasformarsi in autori e aiutare gli scrittori negati a trasformarsi in... idraulici: questo è l’intento provocatorio (ma non troppo) di Pat Walsh, editor americano che con schiettezza e umorismo tagliente rivela come funziona l’editoria e quali sono le chiavi per accedervi, evitando i passi falsi che possono compromettere la realizzazione del sogno. In un manuale pratico, ricco di informazioni ma molto divertente: 78 ragioni per cui il vostro libro non sarà mai pubblicato, 14 motivi per cui invece potrebbe anche esserlo, Tea, 9 euro.

da «Vera Magazine» (ed. Quadratum), settembre 2007