Questioni intime: igiene, ciclo, ginecologo

Dubbi e soluzioni dall'infanzia alla maturità

di Mariateresa Truncellito

I maschietti imparano subito dov’è, come è fatto e come funziona. Per le femminucce, invece, per molti anni resta un “oggetto misterioso”: a differenza del pene, infatti, la vagina non si vede e non c’e’ bisogno di maneggiarla per fare pipì. Il “dialogo con la vagina”, quindi, è rimandato alla pubertà. Se va bene: di fatto, la scarsa confidenza delle donne con l’organo femminile per eccellenza spesso continua nell’età adulta.

Spiega Rossella Nappi, ginecologa ed endocrinologa presso la Fondazione Maugeri dell’Università di Pavia: «In una grande ricerca commissionata da Organon nel 2004, e condotta in alcuni paesi europei (Italia compresa), Brasile e Canada, per quasi la metà delle intervistate, 9441 donne tra i 18 e i 44 anni, la vagina è la parte del corpo meno conosciuta. La stessa percentuale di donne ne ignora le dimensioni e ben il 61 per cento è preoccupata dall’aspetto. Il 28 per cento da bambina si è sentita dire che toccare la vagina è un gesto “sporco” e non igienico e, meno della metà delle intervistate è a proprio agio nel parlare dei genitali con il medico». Conferma Alessandra Graziottin, direttore del servizio di ginecologia del centro medico San Raffaele-Resnati di Milano: «I genitali sono ancora un argomento tabù: lo dimostrano le domande, anche molto naif, che le donne rivolgono al ginecologo. Il blocco nella conoscenza di questa importante parte del corpo è emotivo: tanto che questa ”ignoranza” è presente anche in donne molto colte». E allora, con l’aiuto delle due esperte, andiamo alla scoperta di un organo meraviglioso, che ancora troppo spesso è trascurato e vittima di pregiudizi che impediscono di vivere in pieno benessere la femminilità.

Imparare a prendersene cura

Noi donne stiamo molto attente ai cambiamenti del corpo: variazioni di peso, la caduta dei capelli, le prime rughe, la cellulite... Ma anche la vagina, negli anni, si modifica profondamente, con conseguenze sul benessere e sul desiderio sessuale. Il segnale visibile sono le secrezioni intime, che variano quando cambia la composizione dei germi che “abitano” la vagina. Ecco perché osservandole possiamo sapere molto sulla nostra salute. Nella bambina questo ecosistema non dà segnali: se ci sono secrezioni, la colpa può essere di una cattiva igiene. Bisogna insegnarle a pulirsi con la carta sempre dall’avanti all’indietro, per non “trascinare” verso la vagina i germi fecali che possono provocare infezioni e cistiti, a lavarsi sempre le manine prima e dopo essere andata in bagno, e a usare il bidet lavandosi con delicatezza, senza “strofinare”, come fa per il visetto. Occorre un prodotto specifico per l’infanzia, sciolto nell’acqua e non messo direttamente a contatto con le mucose: i detergenti intimi per le donne (studiati per una vagina modificata dagli estrogeni) non sono adatti, e se la bambina non si risciacqua bene, i tensioattivi possono causarle rossori e infiammazioni.

Il ginecologo, uno specialista per amico

Con l’arrivo della pubertà piccole e grandi labbra e clitoride aumentano di volume, spuntano i peli e circa un anno prima del menarca (la prima mestruazione) compaiono secrezioni chiare e lattescenti: la presenza degli estrogeni favorisce nuovi lattobacilli che spostano il pH della vagina verso l'acidità (a 4.5), rendendola più difesa dall'attacco di batteri estranei. Ammesso di rispettarla: il pH, infatti, può aumentare e quindi l’acidità ridursi, favorendo la proliferazione di germi nocivi. Le cause? Anche banali: l’uso di indumenti intimi sintetici e colorati, body, perizomi o jeans troppo stretti (la tintura blu è uno degli allergeni piu’ comuni), l’utilizzo quotidiano di salvaslip (impedisce la traspirazione) o il tenere a lungo il costume bagnato, in piscina e al mare. Modifiche importanti delle secrezioni vaginali, per quantità, colore, odore, sono il segnale che qualcosa non va e non vanno sottovalutate. Ma già con l’inizio delle mestruazioni è opportuna la prima visita ginecologica: invece, una ricerca sulle adolescenti italiane ha mostrato che solo il 17,6 per cento l’ha effettuata, e per lo più in seguito a un disturbo, non come prevenzione. Lo specialista puo’ rassicurare la ragazza sulla sua “normalità”, risolverle dubbi e paure, discutere con lei di malattie sessualmente trasmesse e di contraccezione.

L’assorbente: perché non “rompa” troppo

Durante le mestruazioni l’igiene deve essere più accurata. L’assorbente provoca un contatto prolungato del sangue con i genitali esterni: per prevenire arrossamenti ed evitare la proliferazione dei germi, sceglilo traspirante o in cotone, e cambialo spesso. In particolare d’estate, quando caldo, sudore e lo sport peggiorano la situazione. I tamponi interni sono un’alternativa molto comoda e igienica, perché evitano le infiammazioni: cambialo al massimo ogni 2 ore (più spesso se il ciclo è abbondante). Non è necessario, invece, lavarsi troppo (si rischia di alterare l’ambiente vaginale): bastano due volte al giorno, però con un detergente più acido (pH 3,5) del solito. Se senti il bisogno di rinfrescarti più spesso, fallo con acqua o sapone di marsiglia. Attenzione, però: esiste un “fototipo” anche dei tessuti genitali. Le donne bionde, rosse o con carnagione molto chiara, sono più sensibili e delicate. Perciò devono preferire sempre prodotti non troppo acidi (pH 4,5-5) e con azione idratante, per evitare irritazioni e bruciori al vestibolo vaginale, la piccola area di passaggio tra la cute e la mucosa della vagina. Una zona molto delicata che tende a infiammarsi con facilità, anche per colpa dei “soliti” indumenti stretti e sintetici. Se sei una fan accanita del perizoma o pratichi sport come bici o equitazione, previeni i problemi con creme specifiche a base di vitamina E e sostanze emollienti che creano un effetto-barriera (le trovi in farmacia).

Prima volta senza traumi

Il vestibolo vaginale è una zona che dovresti letteralmente... coccolare. Dal suo benessere dipende anche la felicità di coppia: quando è infiammato, la penetrazione (soprattutto all’inzio del rapporto) può essere dolorosa e difficoltosa. E rovinare le emozioni della “prima volta”. Se hai deciso che il tuo ragazzo è quello giusto per fare il grande passo, c’è un metodo semplice per capire se potresti avere problemi: la difficoltà nell’uso dei tamponi interni. Gli studi lo confermano: le donne che non riescono a utilizzarli sono le stesse che hanno paura della visita ginecologica e soffrono per rapporti sessuali dolorosi. La ragione? L’entrata vaginale è “stretta” a causa dell’iperattività del muscolo “elevatore dell’ano” che circonda la vagina. Normalmente questo muscolo ha piccole contrazioni involontarie che servono per sostenere i visceri. Se la frequenza e l’intensità delle contrazioni aumentano, il muscolo elevatore restringe le strutture che circonda: la vagina, e questo causa dolore ai rapporti; l’ano, provovando stitichezza; e l’uretra, favorendo le cistiti. Questa contrazione può dare la sensazione di una minore apertura dell’entrata vaginale: ecco perché la difficoltà a usare i tamponi può indicare un maggior rischio di avere poi difficoltà alla penetrazione. L’iperattività del muscolo elevatore favorisce le microabrasioni durante il rapporto sessuale. Ciò può predisporre alla vestibolite vulvare, un’infiammazione cronica dell’entrata vaginale. Il ginecologo può suggerirti la terapia comportamentale corretta per rilassare questo muscolo (per esempio con auto-massaggi con olio di iperico, stretching...) e prevenire molti guai.

Candida… e la vacanza si fa nera

Le infezioni vaginali diventano più “cattive” d’estate quando fa caldo, si sta molte ore sedute sulla sabbia e spesso ci si nutre in modo più “casual”, con panini, focacce, birra e bibite. Tra le infezioni più diffuse c’è la Candida, un fungo normalmente presente in vagina in forma “silenziosa” finché qualcosa non lo attiva: per esempio, una terapia antibiotica, un forte stress con disordini intestinali, un’alimentazione troppo ricca di carboidrati e lieviti o un partner che ne sia portatore. Per diagnosticarla, occorre un tampone vaginale dal ginecologo. La cura: privilegiare riso, pasta integrale, verdura, frutta, uova, pesce, carne e olio di oliva, una terapia antimicotica per bocca (anche per il partner) e locale, con crema o ovuli vaginali e prodotti per l’igiene - detergenti, lavande e creme antifiammatorie - che contengano estratto di semi di pompelmo.

Il “doppio olandese”

È il sistema di contraccezione e protezione “blindato” suggerito dalla campagna educazionale per gli adolescenti condotta con successo in Olanda dal Ministero della salute negli anni Novanta. In pratica, prevede l’uso costante del profilattico per lui e della contraccezione ormonale per lei, per proteggersi sia nei confronti di gravidanze indesiderate, sia di malattie sessualmente trasmesse. E da noi? La ricerca sulle adolescenti italiane ha rivelato che c’è ancora molto da fare: solo il 30 per cento usa contraccettivi (il 17,6 preservativo, il 4,2 la pillola, il coito interrotto il 3,4 per cento). E per la maggior parte delle intervistate, “qualunque” mezzo contraccettivo è capace di prevenire le malattie, mentre solo il profilattico è efficace. Secondo la Fda (Food and Drug Administration, l’ente americano per il controllo sui farmaci), il condom, usato sempre e correttamente, nell’80-90 per cento dei casi previene la trasmissione di Papillomavirus (il virus che causa le lesioni del collo dell’utero fino al cancro), Hiv, gonorrea chlamydia (germe silenzioso che causa infezione delle tube e infertilità), herpes.

La latitanza degli ormoni

Con la menopausa, il calo degli estrogeni e la fine della fertilità, le labbra grandi e piccole si assottigliano, il monte di Venere si appiattisce, la lubrificazione vaginale si riduce e le secrezioni cambiano composizione chimica e, quindi, colore e profumo. Il pH aumenta fino a 6-7 e la protezione contro molti batteri è meno efficace, aprendo la porta a cistiti e vaginiti. La vagina torna simile a quella di una bambina: quindi per l’igiene occorre un detergente cremoso, non molto acido o addirittura neutro, meglio se arricchito con fitoestrogeni (molecole naturali dall’azione simile a quella degli estrogeni). Su prescrizione del ginecologo, si può ricorrere a ovuli vaginali che rilasciano estrogeni a livello locale, per mantenere buona la lubrificazione e basso il pH. Una crema al testosterone al 2 per cento (la prepara il farmacista su ricetta del ginecologo) contrasta l'assottigliamento e favorisce l'elasticità della cute. Si può anche usare un olio a base di vitamina E sui genitali esterni, per ridurre la sensazione di secchezza. In farmacia si trovano poi gel a base di aliamidi, dall’effetto antiinfiammatorio. Queste terapie sono utili anche contro il “blocco dell’orgasmo”, un problema che interessa fino al 30-35 per cento delle donne dopo la menopausa. Con l’età si riducono infatti i corpi cavernosi della clitoride, dalla cui congestione vascolare dipende la possibilità di provare piacere, senza contare che gli ormoni sessuali, estrogeni e testosterone, favoriscono il desiderio. Una terapia ormonale sostitutiva almeno locale può essere di grande aiuto.

Lo sapevi che?

Le misure contano
Siamo abituati a parlare di “centimetri” per i genitali maschili, ma esistono variazioni di dimensioni anche per quelli femminili: lo sviluppo dipende dalla costituzione e dagli ormoni. Se la forma dei tuoi genitali ti crea qualche ansia, parlane con il ginecologo: per esempio, è normale che le piccole labbra siano “più grandi” delle grandi labbra. Circa un terzo delle donne, infatti, ha le piccole labbra “sporgenti” rispetto alle grandi.

”Iceberg” bollente
Il clitoride è visibile solo in minima parte: per 8-9 decimi è nascosto. La parte visibile ha dimensioni che variano da una fragola di bosco a pochi millimetri. Altre due strutture essenziali per il piacere sono i corpi bulbo-cavernosi, al di sotto delle piccole labbra. L’eccitazione fa affluire il sangue ai corpi cavernosi, che si gonfiano e trasmettono sensazioni piacevoli fino all’orgasmo. Il volume dei corpi cavernosi è massimo tra la pubertà e i vent’anni. Tende poi a ridursi: a 50 anni il tessuto muscolare liscio cala del 50 per cento o più.

Il mitico punto
Il punto G (dal dottor Grafenberg, che lo descrisse negli anni ’50), si trova sulla parete anteriore della vagina, all’interno a 3-4 centimetri rispetto all’entrata vagimale. È un derivato della prostata maschile: in pratica, un residuo embrionale che perciò può essere tanto, poco o per nulla sviluppato.

I “due orgasmi”
L’orgasmo clitorideo, ottenuto con la stimolazione esterna, è più “facile” rispetto a quello vaginale, ottenuto con la penetrazione, per l’elevata sensibilità del clitoride, dell’area intorno all’uretra e dell’ingresso vaginale. Al contrario, le pareti della vagina non sono altrettanto sensibili, perché poco innervate (altrimenti il parto sarebbe intollerabile).

Gli esami per “lei”

Oltre alla visita ginecologica, che è consigliabile effettuare una volta all’anno, ci sono alcuni test ed esami specifici per controllare la salute della vagina.

Misura del pH
Il pH vaginale, modulato dagli estrogeni, in età fertile è attorno a 3,5-4,5 e con la menopausa tende a salire a 7,0-7,4. Calcolarne il valore è facile: basta applicare uno stick in vagina per alcuni secondi, e in breve si avrà una stima “colorimetrica” del pH, ossia basata sul colore assunto dallo stick, indicativa dell’equilibrio dell’ambiente vaginale.

Tampone vaginale
Nel caso di irritazioni e perdite sospette, il ginecologo può prelevare le secrezioni con un bastoncino cotonato per valutarle al microscopio ottico e diagnosticare l’eventuale presenza di germi visibili. Oppure invierà il prelievo in laboratorio, per confermare, mediante coltura delle secrezioni, se si tratti per esempio di un’infezione vaginale da Candida o di altri germi.

Pap test
È un metodo di diagnosi del tumore del collo dell'utero, messo a punto negli anni '40-'50 dal medico George Papanicolaou. Dopo aver applicato lo speculum, il ginecologo preleva con una spatolina alcune cellule del collo dell’utero che vengono strisciate su un vetrino e quindi esaminate in laboratorio. per individuare eventuali alterazioni cellulari di tipo infiammatorio o tumorale. Se si evidenziano alterazioni cellulari di tipo infiammatorio o tumorale, sono necessari esami più approfonditi, come la colposcopia che permette la visione ingrandita del collo dell’utero con un microscopio e, eventualmente, un piccolo prelievo (biopsia) direttamente dalla zona sospetta. Per una buona riuscita del pap test, nei tre giorni precedenti occorre evitare i rapporti sessuali e non usare farmaci per via vaginale o lavande. L’esame non va fatto durante il flusso mestruale né tre giorni prima o dopo. Il tumore del collo dell'utero ha tra le cause più importanti un'infezione virale, il Papillomavirus (Hpv). Si tratta in realtà di una grande famiglia di virus (oltre 100 ceppi), in gran parte benigni. Alcuni ceppi, tuttavia, hanno la capacità di trasformare le cellule in senso tumorale.
Dall'inizio del 2007 è disponibile il Gardasil, il vaccino contro l’Hpv, gratis per tutte le bambine di 12 anni e a pagamento per le donne di altre fasce d'età.

Ecografia pelvica
Permette di visualizzare utero e endometrio (la mucosa che lo riveste), ovaie, vescica. Una sonda, appoggiata sull'addome (ecografia transaddominale) o inserita in vagina (ecografia transvaginale), emette un fascio di ultrasuoni che attraversa le strutture anatomiche e viene riflesso indietro, creando un’immagine su uno schermo. È un esame innocuo e non doloroso. L'ecografia pelvica transaddominale si esegue soprattutto nelle donne che non hanno avuto rapporti sessuali e va fatta con la vescica piena. Ciò non è necessario per la via transvaginale, che fornisce informazioni più chiare e dettagliate.

da «Vera Magazine» (ed. Quadratum), luglio 2007