Un figlio subito! - A 20-30-40 anni

di Mariateresa Truncellito

I bambini, lo sai, si fanno soprattutto con l’amore. Ma si può accelerare l’arrivo della cicogna? Certamente sì. Conoscendo il tuo corpo e i suoi ritmi. E preparandolo a vivere al meglio la lunga e meravigliosa avventura della gravidanza

Deciso: dopo averne parlato, dopo averlo sognato ma, magari, rimandato, è arrivato il momento giusto per avere un bambino. Il vostro amore e la consapevolezza sono un punto di partenza importante. Per il resto, soprattutto se sei giovane e in piena forma, pensi che basta lasciar fare alla natura. Sei nel giusto: la gravidanza non è una cosa complicata o, peggio, una malattia. Ma puoi prepararti per vivere al meglio questa avventura. E, nello stesso tempo, fare in modo che cominci prima possibile, senza troppi tentativi “a vuoto” e conseguenti stress da “prestazione”.

Prima di tutto pianificando l’arrivo della cicogna, così da avere alcuni mesi per abituarti piano piano a quello che dovrà essere il tuo stile di vita in gravidanza (modificando la dieta, smettendo di fumare...) e per attuare alcune strategie che renderanno più serena l’attesa.

Comincia parlandone

Il “piano” e i tempi per realizzarlo variano età per età (e nelle tabelle di questo servizio troverai consigli su misura per te). Ma alcuni passi giusti per arrivare “al bersaglio bebè” sono validi per tutte le donne.

Da dove si comincia? «Un incontro preliminare col ginecologo è utile» afferma Enrico Semprini, ginecologo ed esperto di immunologia riproduttiva. «Soprattutto se si ha una professione impegnativa e stressante, o, magari, la donna è fumatrice o consuma alcol abitualmente. Se c’è una predisposizione al diabete o all’ipertensione, se si è troppo ansiose è necessario capire l’impatto che la malattia può avere sulla gravidanza e viceversa. Lo stesso vale se si soffre di disturbi ricorrenti, come cefalee ripetute, per valutare se si potrà continuare a usare i farmaci abituali anche durante l’attesa».

Gli esami irrinunciabili

Il medico, insieme con i normali esami del sangue, ti prescriverà anche alcuni test preconcezionali, per escludere le principali malattie che possono danneggiare il bambino. «Toxoplasmosi, sifilide e Hiv e, eventualmente, infezioni da cytomegalovirus», spiega Lino Del Pup, ginecologo a Pordenone. «Una quota di italiane (e dei partner) è poi portatrice inconsapevole della talassemia: è il momento giusto per verificarlo. Molto importante è anche l’esame per la rosolia e il relativo vaccino, dal quale dovrà trascorrere almeno un mese prima del concepimento».

Se usavi la pillola anticoncezionale, non c’è invece alcun bisogno di “prendere tempo”: «Quando l’ovulazione riprende, la fecondità è normale», rassicura Del Pup. «La spirale, invece, appena rimossa può rendere temporaneamente meno “ricettiva” la mucosa dell’utero. Perciò è meglio aspettare un paio di cicli mestruali prima di far scattare il “count-down pro-bebè”, affinché l’impianto dell’embrione avvenga con le migliori chance».

A proposito di chance: c’è un importante principio naturale che garantisce la salute al tuo piccolino.

Acido folico: mai più senza

«È l’acido folico o vitamina B9, essenziale alla moltiplicazione cellulare. La carenza in gravidanza provoca aborti ripetuti, malformazioni della colonna vertebrale e il “labbro leporino”», avverte Alessandra Graziottin, ginecologa e sessuologa.

Nel 1991, uno studio finanziato dal Medical research council inglese ha dimostrato che assumere supplementi di 4 mg di acido folico al giorno, prima di iniziare la gravidanza e nelle fasi precoci, riduce dell’83 per cento il rischio di spina bifida, una lesione che può causare danni neurologici fino alla paralisi.

«Nel feto le “basi” del sistema nervoso si completano entro 28 giorni. Perciò bisogna cominciare ad assumere l’acido folico almeno tre settimane prima del concepimento previsto e, secondo le più recenti scoperte, per tutta la gravidanza», spiega Del Pup. «Se non si resta incinta subito, si può continuare a oltranza: è una vitamina idrosolubile, non provoca sovradosaggio. Prenderla a gravidanza già iniziata invece può essere inutile».

L’acido folico si trova anche nei cibi, come cavoli, spinaci, uova, e vale la pena di consumarne di più. «Ancora più importante è iniziare la gravidanza nella miglior forma possibile: non solo per affrontare al meglio i cambiamenti fisici, ma perché c’è una relazione tra peso corporeo e possibilità di rimanere incinta», avverte Del Pup. «Le donne magre, rispetto a chi è nel peso forma, rischiano 1,6 volte in più irregolarità nell’ovulazione. Ma per le donne in sovrappeso la possibilità di non ovulare è almeno triplicata».

Al contrario di quanto si pensa, non ci sono prove che lo stress impedisca l’arrivo di un bebé.

Combatti lo stress

Certo: l’ansia cronica, l’insoddisfazione quotidiana non facilitano il compito di due “aspiranti” genitori. «Ma colpevolizzarsi non serve», rassicura Eleonora Porcu, ginecologa. «Solo in casi molto gravi lo stress può bloccare l’ovulazione: allora, il primo sintomo è la scomparsa delle mestruazioni». «Normalmente, imporsi di “stare calme” per riuscire a concepire un bimbo, peggiora solo la situazione», aggiunge Paola Mutinelli, psicologa. «Uno studio svedese, su oltre 200 donne che si erano rivolte a un centro per la fertilità, dimostra che non c’è correlazione tra stress e percentuali di successo nel concepimento».

Così, non accanirti alla ricerca di un metodo “infallibile”, magari suggerito dalle credenze popolari: posizioni, notti imperdibili, fasi lunari, immobilità “dopo”...

«Quando tutto è normale per avere un bambino basta semplicemente fare l’amore», rassicura Enrico Semprini. Sì, ma tutti i giorni? Anche se più i rapporti sessuali sono regolari, più aumentano le possibilità di restare incinta, accanirsi non serve. «L’unica precauzione consiste nell’avere almeno due rapporti nella settimana dell’ovulazione», conferma Graziottin. «Concentrarsi troppo sui giorni fertili può ripercuotersi sulla felicità di coppia. Perché l’obiettivo non è più lo scambio d’amore, ma solo il concepimento in un rapporto “programmato” che, talvolta, può non essere desiderato».

Insomma: fissa sulla tua “agenda della cicogna” poche cose semplici ma fondamentali per avere presto il tuo bambino. E perché la tua gravidanza sia serena e sana.

Il momento giusto per restarci

A tutte le coppie desiderose di un bebè piacerebbe “fare centro” al primo colpo. Per riuscirci, bisogna innanzitutto fare l’amore nei giorni giusti, cioè nel periodo fertile.

L’ovulazione (intorno al 14° giorno del ciclo) è il momento in cui l’ovulo entra nella tuba, dove può essere fecondato. Gli spermatozoi sopravvivono nel tratto genitale femminile per circa 3 giorni, mentre l’ovulo rimane fertile per 48 ore. Il “periodo buono” va quindi da 2-3 giorni prima dell’ovulazione a 2 giorni dopo. Due rapporti nella settimana dell’ovulazione, danno adeguate possibilità di incontro fra ovulo e spermatozoi.

Oltre che con alcuni “segnali” fisici (tensione al seno, dolore all’ovaio, aumento del desiderio, secrezioni vaginali più abbondanti), l’ovulazione può essere individuata misurando il rialzo della temperatura basale o con test dell’urina (li trovi in farmacia) che la segnalano 24-48 ore prima che si verifichi.

«I test sono solo orientativi, non inequivocabili» spiega Lino Del Pup. «Possono essere utili soprattutto per le donne over 40, per chi ha già avuto difficoltà a concepire in precedenza e per le coppie che per varie ragioni, come impegni lavorativi, non hanno rapporti frequenti e devono “concentrarsi” di più sull’obiettivo».

20 anni: hai tutto per riuscire ma...

Punti di forza: fertilità, salute ed energia al top. Il tallone d’Achille? La disinvoltura che può farti sottovalutare l’importanza della dieta e di uno stile di vita sani

Quanto sei fertile?

100% - Quando la fertilità è al top il 90% delle coppie riesce a concepire entro un anno.

«La massima fecondità è tra i 16 e i 28 anni. Ma anche se i due partner sono normalmente fertili, le probabilità di concepimento sono di circa il 20 per cento al mese. Nel periodo fecondo, c’è quindi una possibilità su 4-6 di rimanere incinta. Non è quindi il caso di allarmarsi se i primi tentativi non hanno successo: solo dopo un anno di rapporti è il caso di approfondire la situazione», sottolinea Lino Del Pup.

Mente & psico

«La capacità “emotiva” di essere mamme matura con più lentezza di quella biologica» avverte Graziottin. E c’è un “eccesso di sicurezza” che può portarti a sottovalutare certi avvertimenti che ti manda il tuo corpo o l’importanza del tuo stile di vita (vedi le voci seguenti). «Uno studio del centro Tecnobios mostra che il “rischio infertilità”, che riguarda 1 coppia su 5, non viene minimamente preso in considerazione dalle più giovani», aggiunge Mutinelli.

Come va la salute

Il tuo corpo è al top. Ma attenzione: prima di “aprire il cantiere” per un bebè fai mente locale sulla tua salute. Segnali “banali” possono essere la spia di disturbi che possono ostacolare la maternità. Mestruazioni abbondanti o dolore durante i rapporti sessuali, per esempio: «Possono essere un sintomo dell’endometriosi: il 70% delle donne che ne soffre li manifesta prima dei 20 anni. Curarsi subito è essenziale per la fertilità», avverte Graziottin. «Il sesso disinvolto, senza preservativo, mette a rischio di clamydia, causa sterilità da chiusura infiammatoria delle tube», conclude Del Pup.

Stile di vita

«Sono 4 milioni le italiane fumatrici: iniziano già a 11-12 anni e, a differenza dei maschi, sono sempre più numerose (incremento del 70% nelle ragazze, del 33% nei maschi). Ma il fumo, oltre a essere dannoso per il feto, riduce la probabilità di concepimento per un danno tossico che colpisce l’ovaio», ammonisce Graziottin. Anche gli sbalzi di peso dovuti a diete yo-yo e le restrizioni alimentari, o lo sport eccessivo, fino all’agonismo, possono ripercuotersi sul sistema ormonale e alterare l’ovulazione.

30 anni: occhio al peso e allo stress

Autonoma, consapevole e in carriera: è il momento giusto, in tutti i sensi, per un bebè. I rischi? I troppi impegni da conciliare e il sovrappeso da sedentarietà

Quanto sei fertile?

70% - La fertilità scende. E il 65% delle coppie concepisce dopo un anno di tentativi.

La fertilità inizia a declinare già dopo i 30 anni e in modo più accelerato dopo i 35. «Il tempo diventa via via sempre più prezioso», avverte Lino Del Pup. «Perciò, dopo i 35 anni, anche se non ci sono problemi, è bene mettere subito a punto col ginecologo un “calendario”: per esempio, stabilire di provare per alcuni mesi, quindi fissare già una nuova visita per decidere eventuali esami più approfonditi per lei e per lui».

Mente & psico

«Per molte donne l’adolescenza finisce a 30 anni: gli studi sono terminati e c’è finalmente l’autonomia, anche economica, indispensabile per crescere un figlio», nota Alessandra Graziottin. C’è maggiore consapevolezza dell’impegno che comporta la maternità e più attenzione alla salute. Spesso, però, le donne devono conciliare il desiderio di un figlio con le esigenze professionali e i tempi della carriera. Conseguenze: stress e ansia da “rinvio” dell’appuntamento con la cicogna.

Come va la salute

«In questa fascia d’età sono abbastanza comuni fibromi, cisti e formazioni di cellule anomale nella cervice uterina», sottolinea Del Pup. «Altra patologie diffuse sono l’ovaio micropolicistico e le disfunzioni ovulatorie dovute a problemi alla tiroide». Aggiunge Alessandra Graziottin: «L’endometriosi è decisamente più diffusa dopo i 30 anni. E le malattie sessualmente trasmesse sono tanto più frequenti quanto più aumentano l’età e il numero di partner».

Stile di vita

Non ci sono prove scientifiche che lo stress impedisca di diventare mamma. Di certo, però, se è eccessivo e prolungato può nuocere all’ovulazione fino a bloccarla. In ogni caso, la serenità è importante per affrontare una gravidanza e ben vengano le attività che aiutino il relax (yoga, nuoto, ginnastica dolce). Tanto più che anche la sedentarietà è dannosa: «Il sovrappeso è uno dei fattori che influenzano di più la possibilità di restare incinta» aggiunge Del Pup.

40 anni: oggi non è troppo tardi

L’orologio biologico si fa sentire e temi il passare del tempo. Ma sei anche più serena nell’affrontare i cambiamenti e più concentrata nel raggiungere l’obiettivo

Quanto sei fertile?

20% - Il tasso di fertilità è basso, ma 3 partorienti italiane su 100 hanno oltre 40 anni.

Passati i 40 anni c’è un terzo “crollo” della fecondità. «E perdere tempo può davvero fare la differenza», avverte Del Pup. È bene controllare subito la fertilità, con l’esame del sangue che verifichi i livelli ormonali e la presenza dell’ovulazione, e un esame dello sperma del partner. Indagini più approfondite possono durare anche mesi, e sono altrettanto lunghi i tempi richiesti da un eventuale trattamento.

Mente & psico

Le aspiranti madri “tardive” sono spaventate dal passare dei mesi senza che accada nulla. «La fertilità è vissuta come un “ordigno a tempo” che sta per esplodere. Contro l’angoscia da “orologio biologico” può servire un supporto psicologico», spiega Paola Mutinelli. Ma le donne mature sono anche più stabili e determinate, in equilibrio con se stesse e col mondo. Accettano quindi con più serenità la grande trasformazione, fisica, emotiva, ma anche nella vita quotidiana, che comporta il diventare madri.

Come va la salute

«L’aspetto più rilevante è la bassa riserva ovarica, cioè la minore presenza di ovociti di qualità e fecondabili», spiega Porcu. «Aumenta anche la possibilità di avere un utero con fibromi, polipi o alterazioni dell’endometrio che ostacolano l’attecchimento dell’embrione». Aggiunge Del Pup: «Spesso le quarantenni abortiscono in modo precoce, senza accorgersene, durante il mestruo. Ed è difficile sapere se hanno almeno avuto la possibilità di iniziare una gravidanza».

Stile di vita

E sempre più importante l’attenzione al peso forma: agevola il concepimento e riduce il rischio di ipertensione e diabete in gravidanza. Vale soprattutto per le donne “mela” (nelle quali il punto-vita, in cm, diviso per la misura dei fianchi dà 0,85 o più). In uno studio inglese su 500 persone sottoposte a inseminazione artificiale sono risultate favorite le donne “pera”: il 63% ha concepito con un rapporto vita/fianchi inferiore a 0,7 contro il 32% delle donne “mela”.

Se devi ricorrere alla tecnologia

Com’è cambiata la fecondazione assistita in Italia con la nuova legge? E all’estero che cosa succede?

Nella normalità, il 50 per cento delle coppie ha un bimbo in cinque mesi. Il 90 per cento in un anno. «Ma se la donna ha più di 35 anni le percentuali calano e i tempi si allungano» spiega Enrico Semprini. «Nello stesso tempo, con l’aumentare dell’età diminuiscono le chance di concepimento, nel caso si debba ricorrere a una cura per la fecondità».

La legge italiana oggi

L’infertilità colpisce 500 mila coppie italiane e, ogni anno, 60 mila si rivolgono a centri per la procreazione assistita. Sempre più spesso all’estero, soprattutto nei paesi europei come l’Inghilterra dove è possibile ricorrere a tutte le tecniche attualmente disponibili. Da noi, dal 10 marzo 2004, quando è entrata in vigore la legge 40 che invece ha posto molti limiti, in base ai dati dei principali centri per la riproduzione, le gravidanze sono diminuite del 10-15 per cento. Ed è calato anche il numero delle pazienti, benché le strutture del Servizio sanitario nazionale (come i centri nel box sotto) offrano percorsi di fecondazione assistita dietro pagamento di un ticket da 50 a 100 euro o con contributi relativamente modici (per esempio, 1000 euro per la Fivet in Lombardia).

Divieti e possibilità

«La nostra legge vieta di fecondare più di tre ovociti e di congelare gli embrioni», spiega Semprini. «Tuttavia, per non sottoporre la donna a nuove stimolazioni in caso di fallimento, si ricorre al congelamento degli ovociti che, pur non avendo gli stessi risultati, evita “sprechi”», aggiunge Semprini. Continua il ginecologo: «La legge obbliga a trasferire tutti gli embrioni nell’utero, perciò sono aumentate le gravidanze trigemellari. Vietati la diagnosi preimpianto (esame che, tra l’altro, mira a selezionare gli embrioni sani per aumentare le probabilità di successo, ndr) e il ricorso a ovociti o spermatozoi di donatori esterni alla coppia».

Con queste premesse, non stupisce che sia aumentato vertiginosamente il numero delle coppie che preferiscono “emigrare”. Ma tenendo presente la spesa (una fivet costa 3000 sterline, cioè circa 4500 euro a Londra, contro 3500 euro in un centro privato italiano) vale la pena di optare subito per un viaggio? «In Italia ci sono bravi specialisti e buoni centri», risponde Semprini. Dunque, prima di precipitarsi all’estero, è senz’altro opportuno “esplorare” le possibilità nel nostro paese. «Ovviamente dipende dal caso personale, dai problemi della coppia. Ma, in buone mani, per alcune forme di sterilità ci sono ancora i margini di successo che c’erano prima delle legge 40», conclude Semprini.


I pubblici Doc

Genova
Ospedale San Martino, dipartimento di ginecologia ostetrica, Servizio di fisiopatologia della riproduzione, tel. 0103537738.

Torino
Centro di medicina della riproduzione, dipartimento discipline ginecologiche e ostetriche, Azienda ospedaliera Sant’Anna, direttore prof. M. Massobrio tel. 0113134340.

Milano
Azienda ospedaliera istituti clinici di perfezionamento, Centro sterilità II clinica ostetrico-ginecologica Mangiagalli, tel. 0257994309.

Bologna
Azienda ospedaliera Sant'Orsola - Malpighi, Clinica ostetrica e ginecologica Centro sterilità e fecondazione assistita, tel. 0516363621.

Firenze
Università degli studi, Istituto di ginecologia e sotetricia Servizio di fisiopatologia della riproduzione umana, direttore prof. Scarselli, tel 0554277552.

Roma
Azienda ospedaliera Sant'Andrea, Unità operativa di ginecologia e ostetricia, direttore prof. Moscarini, tel. 0680345696.

Napoli
Policlinico universitario Federico II, Divisione di ginecologia e ostetricia, direttore prof. Nappi, tel. 0817462979.

Bari
Policlinico Unità operativa di ostetricia e ginecologia, direttore prof. Selvaggi, tel. 0805592701.

Palermo
Università degli studi Clinica ginecologica e ostetrica Centro di riproduzione assistita direttore prof. Perino, tel.0916552031.

Meno divieti negli altri paesi

Lo chiamano “turismo della provetta”: molte coppie italiane, per aggirare
i divieti, si rivolgono a nazioni che hanno adottato norme più aperte.

Le mete

Ecco quelle più gettonate dalle coppie italiane: Spagna, Inghilterra, Belgio, Svizzera e Austria, seguite da Malta, Francia, Slovenia, Svizzera, Ucraina, Cipro. I costi di Fivet e Icsi sono superiori di circa il 30% rispetto a casa nostra. Ma variano molto, a seconda dei centri: così in Spagna, si va da 5 mila a 8 mila euro.

Le possibilità

Germania: eterologa, cioè con ovulo o seme di donatore, per chi è sposato. In vitro omologa.

Francia: omologa e, in caso di fallimento, eterologa.

Spagna: eterologa, anche per le single. È possibile usare gli embrioni per la ricerca se i genitori sono d’accordo.

Belgio: non c’è una legge specifica. Anche eterologa per tutte le coppie e single.

Il caso Inghilterra

E il paese più tollerante: la legge del 1990 consente l’inseminazione omologa ed eterologa, anche alle single. Gli embrioni congelati possono essere usati se entrambi i genitori sono d’accordo. Sì all’utero in affitto (purché non in cambio di denaro) e all’eugenetica (la selezione degli embrioni sani).

da «Starbene» (Mondadori), ottobre 2006