Il freddo ora non mi fa più paura

di Mariateresa Truncellito

L’inverno non ti piace: andresti subito in letargo. Non è che non apprezzi l’incanto di una nevicata o il divertimento di una giornata di sci. Ma il freddo non fa per te: per quanto ti copri, non riesci mai a difenderti abbastanza. Il disagio è peggiorato da mal di gola, tosse, naso umido. Per non parlare dei doloretti al collo o alle spalle per un semplice colpo d’aria. Se ti riconosci in questo ritratto, ecco un servizio dedicato a te. Quest’anno, per soffrire meno, affidati alla medicina dolce: omeopatia, fitoterapia, agopuntura e oligoterapia offrono molti rimedi alle donne freddolose come te. Per resistere di più alle basse temperature, prevenire i malanni e combatterli quando si fanno vivi. Così, senza bisogno di andare in letargo, ma anzi vivendo in pieno le bellezze dell’inverno, vedrai che la primavera stavolta arriverà in un baleno.

I brividi ci proteggono

A letto, è un classico: tu pigiamone, maglia della salute e babbucce. Lui boxer e t-shirt. Ma perché noi donne siamo più freddolose? «Per la medicina cinese, l’uomo è yang, collegato al sole e al giorno, mentre la donna, yin, appartiene alla luna e alla notte», spiega Caterina Vignoli, psicologa e psicosomatista. «Il freddo, in senso simbolico e fisiologico, è un elemento femminile».

«Bisogna rassegnarsi: è una predisposizione biologica», conferma Giovanni Agus, angiologo e presidente della Società italiana di flebolinfologia. «Si soffre il freddo per un’ipersensibilità che, nelle donne, è dovuta alle variazioni ormonali e a un’emotività più accentuata».

Sentire freddo è un “campanello”: il corpo ci invita a vestirci e nutrirci in modo adeguato alla stagione, prima di incappare in un malanno che, non a caso, è detto “da raffreddamento”. Ma essere freddolose non significa essere più o meno predisposte ad ammalarsi: solo più sensibili a uno stimolo esterno. «Sentiamo freddo perché arriva meno sangue e ossigeno ai capillari nelle zone più periferiche del corpo», spiega Agus. «Soprattutto arti e testa “soffrono” per la vasocostrizione “da freddo”, cioè il restringimento temporaneo delle arterie che riduce il flusso sanguigno».

Per capirci, immagina il cuore come una “caldaia” che pompa sangue, il “combustibile” che scalda il corpo. Il “termostato” è nel cervello: sono gli impulsi nervosi a stabilire dove deve concentrarsi il calore (nello stomaco dopo mangiato, nelle gambe durante una corsa...). Nelle persone freddolose vanno “in tilt” i comandi che dicono ai vasi di dilatarsi per lasciar scorrere sangue in abbondanza e scaldare l’organismo.

Le donne sono più predisposte a questo “guasto”: gli estrogeni, cioè gli ormoni femminili, influenzano la meccanica dei vasi sanguigni, inducendoli a chiudersi più del necessario. Ma il tuo “termostato” impazzisce anche quando sei ansiosa o provata emotivamente.

Una prova? La paura, prima di un esame o di un colloquio di lavoro, fa venire i brividi. «La sensazione di gelo è un modo per gettare acqua sul fuoco: l’aiuto che il corpo ci dà per spegnere l’ansia», spiega Caterina Vignoli. Conferma Agus: «Timidezza ed emotività si scaricano sui capillari». Lo stress, quando è troppo, ci fa irrigidire tanto da comprimere i vasi sanguigni: a danno di mani, piedi e testa. «Infatti, si soffre il freddo alla punta del naso e alle orecchie: mai allora, uscire senza cappello e sciarpa, perché il capo è una zona strategica per la dipersione del calore». Un altro consiglio viene dalla medicina psicosomatica: «Guardarsi allo specchio vestite di arancio, giallo o rosso ci fa percepire di meno le basse temperature», suggerisce Vignoli.

Omeopatia: rinforza le difese

Anche per l’omeopatia, è più predisposto a soffrire d’inverno chi è sensibile emotivamente. Spiega il dottor Massimo Saruggia, medico omeopata: «Silicea è una donna freddolosa in ogni stagione, predisposta alle aggressioni esterne e quindi a patologie respiratorie recidivanti: faringiti, bronchiti, tonsilliti. È fragile, insicura. Ma anche determinata: di fronte a un impegno pensa sempre di non farcela, ma grazie alla sua testardaggine riesce bene in tutto. Anche Natrum muriaticum, una tipologia che caratterizza le più giovani, è sensibile, soggetta a influenza e cefalea. Ama i cibi salati, beve molta acqua, suda ed è piuttosto chiusa. E poi è un’incostante: si fa prendere da entusiasmi all’inizio, ma poi non conclude. I rimedi Silicea e Natrum muriaticum si danno ad alta diluizione: 30 CH per ogni tipologia di donna una monodose ogni 15 giorni, alternata a un rimedio delle malattie delle vie repiratorie, come Oscillococcinum, in monodose ogni 15 giorni o, nella patologia acuta, una monodose due volte al giorno nelle prime 24 ore, poi una ogni 15 giorni», conclude Saruggia.

Le erbe che scaldano

Le erbe sono un altro potente alleato: «Alcune piante danno calore all’organismo», spiega il dottor Ottavio Iommelli, presidente dell’Associazione italiana fitoterapia e fitofarmacologia. «Come lo zenzero: ha effetti riscaldanti sul sistema digestivo e sugli arti, combatte artriti e artrosi, le malattie delle vie respiratorie, la nausea e il vomito».

Prova due o tre fettine della radice in acqua fredda, porta a ebollizione per 8 minuti, spegni il gas e lascia in infusione per 10 minuti, filtra. Prendine tre-quattro tazze al giorno, calde. Lo zenzero, invece, è raccomandato se sei vegetariana: anche se di solito prediligi i vegetali crudi, perché più ricchi di sostanze nutritive, per patire meno il freddo almeno in questo periodo arricchisci la tua dieta di verdure cotte, zuppe, minestroni e piatti con cereali e legumi (pasta e fagioli, riso e piselli...) e usa l’olio d’oliva in cottura.

Per irrobustire l’organismo, prova i vaccini naurali: «Come l’uncaria tomentosa e la shiitake», continua Iommelli. «Sotto forma di estratto secco, una compressa 3 volte al giorno». E se dobbiamo fronteggiare un raffreddore? «Nelle fasi acute, 3-4 gocce d’olio essenziale di eucaliptus su poco zucchero, 4-5 volte al giorno per 7-10 giorni. In più, sciroppi a base di poligala o altea. Per sedare la tosse, papavero o marrubio, in estratto fluido, 20 gocce 3 volte al giorno. Per recuperare la voce, invece, spray a base di propoli ed echinacea, e infuso di capelvenere: un cucchiaio in una tazza d’acqua bollente, per 10 minuti, 3 volte al giorno».

Agopuntura: sciogli i muscoli

Sottolinea il dottor Giuseppe Lupi, agopuntore della Federazione italiana società di agopuntura per la Valle d’Aosta: «Per la medicina tradizionale cinese il freddo è un fattore esterno capace di penetrare nell’organismo e favorire la comparsa di una malattia. La “porta” viene aperta da un calo della nostra energia difensiva, quella che in occidente si chiama sistema immunitario».

I sintomi possono manifestarsi sui meridiani, cioè a livello superficiale, colpendo apparato muscolare e scheletrico. Da qui, i dolori. «L’agopuntura rinforza l’energia difensiva: quando il medico inserisce gli aghi in determinati punti dell’organismo o li scalda con la moxa, stimola attivamente i sistemi neuroendocrini del corpo», spiega Lupi. Non solo.

Se un colpo d’aria ti ha causato un brutto torcicollo, lo specialista effettua una terapia per attenuare il dolore: «Inserendo aghi nella zona cervicale, ma anche nelle mani e nelle gambe, perché l’efficacia dipende dalla stimolazione di punti anche distanti dalla zona dolente. Se il problema si ripresenta, è opportuna una terapia globale, che valuti la salute del paziente e la sua predisposizione a soffrire il freddo. In genere, occorre un ciclo di 8-10 sedute (prima due a settimana, poi una), nelle quali vengono inseriti 10-15 aghi, in varie zone del corpo». Il costo di una seduta è di circa 40 euro: ma in molte regioni, l’agopuntura è praticata in regime di convenzione col sistema sanitario nazionale.

Proteggiti dalle malattie con i minerali

«Oligoelementi come rame e manganese, e talvolta lo zinco, rendono il sistema immunitario più efficiente contro i batteri meglio di un antibiotico», spiega Attilio Speciani, specialista in allergologia e immunologia clinica e autore, con Giovanni Fasani, di Come curarsi con i minerali (Fabbri, € 12).

Gli oligoelementi si trovano nei cibi (il manganese, per esempio, nella frutta secca e nei cereali integrali; il rame nei molluschi e nel fegato; lo zinco soprattutto nel manzo, e nel formaggio). Che però, a causa dell’impoverimento dei terreni e dell’inquinamento, ne sono sempre più poveri.

In caso di carenze si può ricorre a supplementi: il livello dei minerali nell’organismo si misura col mineralogramma (si può effettuare in molte farmacie, oltre che nei centri di medicina naturale): pochi centimetri di capelli, tagliati alla radice sulla nuca, vengono sottoposti a un esame di spettrofotometria atomica. Costa circa 115 euro.

Spiega Speciani: «Per prevenire raffreddore, faringiti, influenza e bronchiti, consiglio maganese-rame-zinco in associazione, come oxiprolinati già pronti, una dose di 2,5 ml al giorno durante l’inverno, doppia nei periodi più freddi».

Scopri l’acqua calda

Per coccolarsi, rivitalizzarsi, cancellare con un colpo di spugna stress e tensioni. Ma anche per prevenire raffreddore e influenza. Tutto con l’idroterapia: bagni caldi, spugnature fredde, docce alternate caldo-freddo... Fiore all’occhiello delle Spa, ma molto facile da riadattare in versione “fai da te”.

Bagni e docce. Prova subito bagni e docce con acqua calda (37-38 gradi): aumentano la circolazione periferica e il battito cardiaco. I muscoli saranno più rilassati, il metabolismo accelererà, migliorando l’ossigenazione dei tessuti. Ideali la sera prima di coricarsi, per l’effetto rilassante.

Allo zenzero. Versa 30 grammi di zenzero in polvere nell'acqua calda della vasca e immergiti per 20 minuti (inizialmente puoi avvertire un leggero pizzicore). Alla fine, risciacquati.

Acqua calda-fredda alternata. L’alternanza tra acqua calda (38-39 gradi max) e fredda (21 gradi) produce prima una dilatazione, poi una costrizione dei vasi sanguigni: una vera ginnastica per vene e capillari e per il sistema di termoregolazione dell’organismo, che reagisce più prontamente alle escursioni termiche e, dunque, all’attacco di virus e batteri.

Doccia alternata. Con il getto d’acqua calda della doccia bagna prima piedi e gambe, risali verso braccia, schiena, addome. Poi passa brevemente (2 minuti) tutto il corpo con il getto d’acqua fredda. Poi ancora con l’acqua calda e termina, sempre velocemente, con quella fredda (fallo solo se sei in perfetta salute, appena sveglia).

La dolcezza dello yoga ti rimette in armonia con la stagione fredda

Lo yoga ha anche il fine di metterti in armonia con le forze del cosmo e della natura: se lo pratichi, hai un miglioramento generale delle tue reazioni fisiche agli sbalzi termici. In più, ci sono posizioni che stimolano l’area del plesso solare, il chakra del fuoco, ripristinando l’equilibrio energetico favorendo il riscaldamento. «Come il “triangolo”, che distribuisce l’energia in tutto il corpo
e ha effetto tonificante», spiega Viviana Ghizzardi, esperta di discipline dolci. Esegui la sequenza al mattino o al tramonto, prima dei pasti.

Piede destro avanti, ginocchio piegato, coscia contratta; gamba sinistra allungata indietro, braccia in alto e mani unite: tieni basse le spalle e avvicina le scapole. Mantieni per 4-5 respirazioni.
Abbassa le braccia di lato in linea con le spalle, i palmi in giù. Ruota il piede sinistro di 90° rispetto al destro e piegati sulla gamba destra. Rivolgi lo sguardo alla mano destra. Mantieni per 4-5 respirazioni

Stendi il ginocchio, fletti il busto verso la gamba destra. Scivola con il braccio all’interno e se riesci tocca terra con la mano. Braccio sinistro teso in alto, palmo all’interno. Ruota il capo verso la mano sinistra. Per 4-5 respiri.

Torna in posizione eretta, con le gambe divaricate quanto il bacino. Chiudi gli occhi, stendi le braccia e rilassa le mani, unendo pollice e indice. Respira lentamente. Ripeti con la gamba sinistra.

Non smettere di muoverti (anche all’aperto)

Anche se soffri il freddo, non cedere alla tentazione di smettere l’attività fisica, col proposito di ripensarci in primavera. «Lo sport è anche una “ginnastica” vascolare», spiega il dottor Daniele Etro, specialista di medicina dello sport. «Mantiene “in forma” anche i meccanismi di vasocostrizione e vasodilatazione».

Non solo: chi non pratica attività fisica in genere ha un sistema immunitario meno efficiente ed è quindi più soggetto ai malanni dell’inverno. Perciò, se sei freddolosa vinci la pigrizia: «Tutte le pratiche sportive aerobiche leggere funzionano, dalla ginnastica alla danza al nuoto». A patto di trovare una piscina dove l’acqua non sia troppo fredda: prova in un centro sportivo che preveda corsi di acquaticità per i neonati (la temperatura, in media, è più calda). «Meglio evitare di iniziare ora un’attività impegnativa, come la kickboxing o allenamenti pesanti in palestra: uscire al freddo dopo aver sollecitato così tanto i muscoli può favorire dolori e contratture».

La scelta di uno sport leggero è opportuna anche per la salute: «All’inizio di una pratica sportiva c’è un calo fisiologico delle difese immunitarie (per l’attivazione di meccanismi infiammatori in cui sono coinvolti i radicali liberi, per problemi microcircolatori...), che è tanto più significativo quanto impegnativa è l’attività». E non è una buona cosa trovarsi “sguarniti” di fronte all’attacco delle malattie proprio nei mesi più freddi.

Non rinunciare, invece, agli sport all’aperto. «La corsa o la bici sono ideali per circolazione», sottolinea il dottor Etro. «Basta coprirsi bene: tuta, felpa in pile antivento, maglietta traspirante, guanti e cappello. E una sciarpa, per non respirare aria fredda».


da «Starbene» (Mondadori), gennaio 2006