Tropical beauty: papaya, aloe, karité
di Mariateresa Truncellito
Dai Paesi del sole, ecco i tre ingredienti di bellezza del momento: esotici e naturali, mettono d’accordo le donne e i ricercatori. La cosmesi “etnica”, infatti, è molto trendy. Perché la sua efficacia, sperimentata da secoli, oggi trova conferme anche scientifiche in tutti i laboratori del mondo
Spegni l’auto e accendi il pc. E poi: il telefonino, il microonde, la tv al plasma, l’I-Pod, la macchina fotografica digitale... Trascorri l’intera giornata immersa nella fredda (e spesso stressante) tecnologia. Così, quando finalmente trovi un po’ di tempo per staccare da tutto e prenderti cura di te, hai voglia solo di natura e di semplicità. Come quella offerta dai cosmetici a base di ingredienti estratti dalle piante: spesso conosciuti da millenni per le loro proprietà, e quindi “sperimentati” dalle donne da un tempo altrettanto lungo, sono ancora di straordinaria attualità.
Non è solo questione di moda
È il caso della papaya, dell’aloe e del burro di karité, che oggi vivono un vero e proprio momento di gloria. Tant’è che vengono inseriti in parecchi prodotti per la bellezza del viso e la cura del corpo. Una moda legata al trend etnico? In realtà, se questi ingredienti vantano un uso plurimillenario presso tutte le civiltà, un motivo serio ci deve pur essere. Così, nei laboratori di ricerca gli esperti li stanno studiando, per cercare conferme scientifiche alle loro doti cosmetiche e salutistiche.
«Le moderne tecniche permettono di isolare i componenti funzionali dei prodotti naturali e comprenderne l’efficacia», spiega Luigi Rigano, cosmetologo. «Le proprietà emollienti dell’aloe e quelle lenitive della papaya, note da 5 mila anni, sono ribadite da un buon numero di studi», conferma Stefano Manfredini, docente di chimica farmaceutica e tossicologica all’università di Ferrara. «Mentre il burro di karité, utilizzato in Africa anche come condimento, è ottimo contro la secchezza cutanea», aggiunge Rigano. «Il successo di questi ingredienti», prosegue Manfredini, «è legato a un legittimo desiderio di naturalezza. Anche se è sbagliato credere che tutto ciò che è naturale è innocuo».
È però vero che i trattamenti beauty soft, che sfruttano sostanze semplici e naturali, sono spesso i più indicati. «Il nostro organismo si è evoluto in presenza di ingredienti di derivazione naturale», spiega Stefano Mafredini. «È quindi probabile che queste sostanze diano meno problemi rispetto a quelle di sintesi, cioè create in laboratorio, perché il nostro corpo le “conosce” già».
A questo punto, non ti resta che proseguire la lettura e scoprire tutte le proprietà degli ingredienti top del momento.
Funzionano davvero?
«Per essere efficaci, i cosmetici “naturali” devono contenere ingredienti di ottima qualità, trattati in modo corretto. E la presenza dei principi attivi dev’essere certificata da un analisi di laboratorio», spiega Stefano Manfredini. Questo significa che non tutti i prodotti a base di papaya, aloe o karité assicurano le stesse proprietà. Se un’etichetta indica la presenza di queste sostanze, possiamo essere certe che il cosmetico le contiene davvero. «A variare è la concentrazione», avverte Silvia Vertuani, docente di analisi dei prodotti erboristici e cosmetici all’università di Ferrara. «Per legge, gli ingredienti sono indicati in ordine decrescente: i primi, sono presenti in buona quantità (fino all’1 per cento). Mentre diciture come “aloe al 99,9%” spesso indicano che è stata usata aloe pura al 99,9%. Ma magari in quantità infinitesimale. Per capirlo, controlla in che posizione compare nella lista degli ingredienti».
Papaya
Dal frutto delizioso, un concentrato di vitamine ed enzimi antiage, fra i frutti esotici arrivati in Occidente è il più nuovo. «Le fortune della papaya», sottolinea Marilla Buratti, esperta in fitoterapia, «originaria del centro-America, sono legate al fatto che è un concentrato di sostanze preziose: le vitamine A, E, e C (antiossidanti, antiradicali liberi e rigeneranti), i flavonoidi (che migliorano la circolazione sanguigna) e i minerali (calcio, fosforo, ferro)». «Fra l’altro», aggiunge Silvia Pinelli, dermatologa, «i medici la prescrivono anche come integratore, perché potenzia il sistema immunitario e rende la pelle meno soggetta alle aggressioni esterne, ai cambi di stagione e ai danni provocati dalle esposizioni solari».
Gli enzimi della papaya, inoltre, favoriscono l’eliminazione delle cellule morte. Motivo per cui vengono inseriti nei prodotti peeling.
Per il viso: la papaina, ha appunto un potere esfoliante, che regala alla pelle un aspetto più levigato, uniforme e luminoso. «Gli estratti fermentati, invece, agiscono come riattivvante cellulare, favorendone la rigenerazione», spiega Luigi Rigano. «Perciò la papaya è l’ingrediente principe dei prodotti antiage, destinati a riparare le fibre elastiche e quelle di collagene, evitando la formazione delle rughe e attenuando quelle esistenti».
Per il corpo: esistono linee complete di cosmetici a base di papaya indicati per levigare l’epidermide di tutto il corpo, rimuovendo gli strati cutanei ispessiti e assicurandole un effetto tonificante.
Per i capelli: «Per la capacità di “riattivare” le cellule, gli estrattti fermentati di papaya vengono inseriti anche in lozioni, shampoo e balsami», aggiunge Rigano. Il risultato? Una chioma morbida e lucida.
E in più... Questo frutto entra anche in prodotti post depilazione, perché ha proprietà decongestionanti e nutrienti, oltre alla capacità di rallentare la crescita dei peli.
Fai da te
«La papaya si presta a molte ricette di bellezza che puoi preparare da sola», suggerisce la dottoressa Maria Cristina Raffo, esperta in medicina naturale.
Per un viso vellutato: unisci del succo di limone (riacidifica il pH) a polpa frullata di una papaya (scegli un frutto verde, più ricco di enzimi), un po’ di yogurt e grani di miglio. Massaggia sulla pelle (purché non sia troppo sensibile), risciacqua e applica l’idratante. Fallo alla sera: il viso assorbirà meglio gli ingredienti e la pelle avrà il tempo di rigenerarsi.
Contro le occhiaie: fai bollire la polpa di mezzo frutto, con la buccia, in due tazze d’acqua. Filtra il liquido e lascia intiepidire. Applica sotto gli occhi due compresse di cotone imbevute nella lozione, per 15 minuti.
Bagno rilassante alla papaya: prepara un quarto di litro di infuso di buccia o foglie essiccate (le trovi in erboristeria), unisci 3 gocce di olio di lavanda e aggiungi all’acqua del bagno.
Aloe vera
Una pianta ricchissima d’acqua, dal potere lenitivo e decongestionante l’aloe comprende molte varietà di piante. «Ma quella utilizzata in cosmetica è l’aloe vera (barbadensis miller), originaria di Barbados», spiega Luigi Rigano. «Il gel contiene molte sostanze di elevato valore biologico ed è uno straordinario cicatrizzante», aggiunge Stefano Manfredini, «assicurato da polisaccaridi, come l’acemannano, che aumentano le difese immunitarie», aggiunge Silvia Vertuani. Infine, questa pianta, che resiste a lunghi periodi di siccità, è ricchissima d’acqua.
Per il viso: «Il suo gel vanta ottimi effetti lenitivi, idratanti e antiarrossamento», conferma Luigi Rigano. «Se si incide una foglia di aloe vera, fuoriesce una linfa che ricopre il taglio con una pellicola sottile che impedisce la perdita di acqua», prosegue l’esperto. «Un risultato simile si ha quando il gel viene applicato sulla pelle: cede acqua allo strato corneo, poi i polisaccaridi formano una pellicola protettiva che chiude questo “impacco idratante”». A ciò si aggiunge l’effetto decongestionante e lenitivo. «Infatti, le creme a base di aloe sono indicate per la pelle sensibile, che si arrossa e si screpola facilmente»,aggiunge Silvia Pinelli. «Inoltre, l’azione cicatrizzante favorisce la rigenerazione cellulare e il mantenimento dell’elasticità cutanea». «La si trova anche nei prodotti per il contorno occhi», sottolinea Rigano, «perché ossigena i tessuti, stimola il microcircolo e vanta proprietà drenanti su borse e occhiaie».
Per il corpo: il suo potere lenitivo, unito a un naturale fattore 4 di protezione dai raggi UVA, fa sì che l’aloe entri spesso nei solari.
Per i capelli: l’aloe è impiegata negli shampoo. «I suoi polisaccaridi riducono l’azione irritativa della base schiumogena», spiega Rigano.
E in più... L’uso del gel per la salute di denti e gengive si ricollega al suo potere lenitivo e rinfrescante.
Pelle di velluto
Le donne dei tropici usano il gel d’aloe spremuto dalle foglie. «Noi dobbiamo ricorrere ai cosmetici che, oltre a rendere il gel più gradevole e meno appiccicoso, garantiscono conservabilità del prodotto stesso», spiega Silvia Vertuani. Anche se ti hanno regalato una pianta di aloe, evita il fai-da-te. «Meglio acquistare il gel in erboristeria e testarlo in una piccola zona della cute», ribadisce Cristina Ratto.
Aggiungilo al tuo bagnoschiuma: è utile per ridurre l’irritazione cutanea e diminuire la secchezza dovuta agli schiumogeni.
Usalo per una maschera idratante: dopo la doccia, applica una buona quantità di gel su tutto il corpo. Aspetta 10 minuti, quindi massaggiati con lievi sfregamenti fino a che venga assorbito.
Provalo come doposole. Mescola mezza tazza di gel con un cucchiaio di fiori di camomilla, scalda il tutto in un pentolino a bagnomaria, poi filtra. Aggiungi qualche goccia d’olio essenziale di menta piperita. Conserva in frigo.
Karité
Un burro vegetale idratante alleato della pelle sensibile.
L’albero di karité cresce nel cuore dell’Africa, tra Senegal, Niger e Costa d’Avorio. Gli indigeni lo chiamano “l’albero della giovinezza”, per le sue proprietà rigeneranti. Il frutto, simile a una grossa prugna, racchiude un seme ricco di materia grassa. È da questa che si ricava il burro di karité.
Per il viso: ha funzioni emollienti, di riparazione cellulare e, soprattutto, è un ottimo idratante. «Caratteristiche dovute all’alto contenuto di sostanze insaponificabili (dal 12 al 18 per cento), indispensabili per mantenere la tonicità della cute», spiega Marilla Buratti. «Il burro di karité è indicato per la pelle sensibile, fragile, facile agli arrossamenti e intollerante ai cosmetici», aggiunge Luigi Rigano. «Non a caso, questa sostanza è presente in tutti i prodotti destinati alle pelli secche. Rallenta l’invecchiamento cutaneo», prosegue l’esperto, «e attenua le rughe, restituendo all’epidermide elasticità e compattezza». Il suo punto di forza? Assorbe rapidamente senza lasciare traccia.
Per il corpo: il karité ha un naturale fattore di protezione 6, che lo rende adatto ai prodotti solari. «Poiché forma sulla pelle un velo lipidico», spiega Silvia Pinelli, «protegge anche dall’azione aggressiva del freddo, prevenendo la secchezza cutanea». Ancora, applicato prima della poppata, scongiura le ragadi durante l’allattamento. Viene incluso nei prodotti contro le smagliature, perché stimola l’azione dei fibroplasti, le cellule che danno sostegno ed elasticità alla pelle. Infine, dopo la depilazione riduce l’arrossamento.
Per i capelli: ripara i capelli sfibrati. Tant’è che lo si trova in shampoo e balsami ristrutturanti che assicurano una chioma sana e lucida.
E in più... Utilizzato puro come crema per mani e piedi, li rende morbidissimi. E rinforza le unghie.
Mani di seta
«Il burro di karité si trova in erboristeria, allo stato puro», spiega Marilla Buratti. «Per ovviare al suo odore caratteristico, non gradevolissimo, viene depurato e, talvolta, lievemente profumato».
Ecco due facili idee per una super-idratazione delle mani e uno scrub “dolce” del corpo.
Impacco idratante per le mani: alla sera, prima di coricarti, applica uno strato di burro di karité e indossa un paio di guanti di cotone, lasciandolo agire tutta la notte. Al mattino ti risveglierai con una pelle liscia, da accarezzare.
Scrub giapponese prima del bagno: prendi tre etti di riso (crudo), frullalo fino a ridurlo in una polvere finissima. Aggiungi tre cucchiai di burro di karité. Mescola bene e passa il composto su tutta la pelle, con dei movimenti energici che rimuovano le impurità. Quindi entra nella vasca, dove avrai versato due gocce di olio essenziale di rosmarino, due di lavanda, uno di maggiorana e uno di timo, per effetto rigenerante.
da «Starbene» (Mondadori), marzo 2006
