Ero bersaglio di mille infiammazioni

di Mariateresa Truncellito

A volte l’organismo sembra sotto il tiro incrociato di tanti nemici della salute. E può succedere anche quando, in apparenza, non si può neppure dare la colpa allo stress. Scopri perché e come difenderti

Sono felice, eppure ne ho sempre una!

Avete presente quelle straordinarie congiunture astrali in cui tutto va bene? Dopo varie storie sbagliate, finalmente ho trovato l’uomo giusto. Siamo insieme da otto mesi, ma è tutto così perfetto – interessi, visione della vita, sesso – che presto lui si trasferirà da me. Non basta: ho anche appena avuto la promozione che mi spettava da anni. Aumento di stipendio, ma nessun aggravio di lavoro, visto che il coordinamento dell’ufficio lo facevo già (gratis). In più, tra un mese si sposa la mia sorellina e la sto aiutando con i preparativi. L’ansia è tutta sua, e io mi diverto un sacco ad accompagnarla a definire il menu, a scegliere le bomboniere, a consigliarla su accessori e trucco… Insomma: sono molto felice, euforica, carica. Ogni tanto io e il mio lui riusciamo anche a prenderci un week-end lungo in un alberghetto romantico… Eppure sembra che al mio corpo ciò non interessi: perché reagisce come nei periodi più negativi della mia vita. Ne ho sempre una: prima l’herpes che mi tormenta il labbro, poi la dermatite (ne soffro da anni, ma adesso è molto “cattiva”), poi mi si infiamma il palato… Da ultimo, ho dovuto curarmi pure la candida! E, come se non bastasse, la domenica mattina, quando posso stare a letto un po’ di più e pensare solo alle coccole col mio fidanzato, mi capita di svegliarmi col mal di testa… Ma perché tutte queste sgradevoli infiammazioni? Di solito si dà la colpa allo stress. Ma io non mi sono mai sentita così rilassata in vita mia! Giuliana, 34 anni

La rabbia di Giuliana è comprensibile: la vita sorride, la psiche e le energie sono al top, la voglia di fare è tanta. Ma è afflitta da una serie di disturbini antipatici che le procurano bruciori e fastidi, oltre che sgradevoli inestetismi.

In genere siamo più disposte a tollerare queste noie durante un periodo “no”: il capufficio che ci assilla, l’inverno che non passa mai, le crisi col fidanzato... Almeno, possiamo sperare che quando la situazione migliorerà, se ne avvantaggerà anche il nostro corpo. E la consapevolezza di avere disturbi (e grane) “a tempo” ci consola un po’. Ma se ci sentiamo al massimo, che speranza possiamo avere per il nostro corpo? Mica possiamo augurarci che finisca presto un periodo felice!

Anche la felicità... stanca

L’errore sta nel credere che il nostro corpo non possa “affaticarsi” anche quando tutto va bene. «Giuliana vive una serie di eventi felici e desiderati: amore, soddisfazioni professionali, vacanze-lampo, le nozze della sorella... Situazioni che, prese a una a una, ci caricano. E ci fanno stare bene», conferma Enrico Semprini, immunologo e ginecologo. «Tuttavia, anche un’estrema positività emotiva può generare la stessa stanchezza e ansia che associamo a fatti negativi e perciò stressanti”.

La verità è che il nostro organismo, diversamente da noi, non sempre riconosce la differenza tra avvenimenti piacevoli e non. E può reagire allo stesso modo.

Pensaci: se anche tu soffri di herpes simplex, come Giuliana, ti sarà capitato di doverlo fronteggiare durante un periodo di superlavoro o quando devi farti in quattro per stare dietro a tuo figlio. Ma poi, magari, la “febbre” a fior di labbra ti viene anche in vacanza, mentre ti rilassi sul lettino in spiaggia. Perché il sole, che a te piace tanto, ha “stressato” il tuo sistema immunitario, scatenando l’infiammazione (vedi box a destra).

Un altro esempio? «La cefalea da weekend», risponde Stefania Medaglini, neurologa. «Si sa che la tensione muscolare, tipica di chi è iperattivo, può causare una cervicalgia che, se protratta nel tempo, sfocia in un mal di testa cronico». Meno noto è il fatto che la cefalea può venire anche quando si passa bruscamente al relax. «La causa è il crollo delle catecolamine, i neurotrasmettori che funzionano come mediatori dello stress. Durante la settimana sono iperstimolati, magari anche con l’abuso di sigarette, caffè, poche ore di sonno. Poi arriva il week-end e, di colpo, queste abitudini negative si riducono. E proprio quando ci si dovrebbe sentire meglio, ecco l’inopportuno mal di testa».

Più attive, più vulnerabili

Ma allora anche la felicità è uno stress? «In un certo senso sì», ribadisce Semprini. «Perché l’effetto di una lunga serie di avvenimenti piacevoli può tradursi in un rilascio da parte dell’organismo di sostanze ad attività immuno-depressiva». Capaci cioè di indebolire la risposta del nostro sistema immunitario e, quindi, di renderci preda di attacchi che hanno come conseguenza le“infiammazioni” di Giuliana.

«Ciò vale anche per chi soffre di infezioni respiratorie, quei “raffreddorini” che sembrano non guarire mai», conferma Fabrizio Pregliasco, virologo. «L’organismo deve, ovviamente, venire a contatto con batteri o virus. Ma è dimostrato che ritmi di vita intensi possano ridurre la nostra capacità di respingerli e provocare una malattia ricorrente. Diversa, a seconda delle parti del nostro organismo più vulnerabili per predisposizione genetica». La bocca, che è tormentata da afte, l’apparato repiratorio, con la rinite, i genitali con la candida...

«O la dermatite seborroica, caratterizzata da chiazzettine arrossate e desquamanti sul viso, sul cuoio capelluto e sul corpo», aggiunge Magda Belmontesi, dermatologa. «Chi ne soffre, ha una predisposizione costituzionale. Che però si “attiva” solo se ci sono fattori scatenanti: il clima freddo umido, la dieta ricca di grassi e cibi piccanti, disturbi intestinali, la pillola, il ciclo mestruale. O un sovraffaticamento emotivo e psichico, che spinge la cute a produrre un particolare tipo di sebo assai irritante, che causa l’infiammazione stessa».

Come davanti a una... tigre

Il “messaggero” che attiva questi fenomeni è il cortisolo. «Un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali», spiega Enrico Semprini. «Inventato dalla natura per rendere il nostro organismo più efficiente di fronte alle emergenze». Quando, per stimoli neurologici, aumenta la sua produzione, il battito cardiaco e il respiro diventano più veloci e sale il nostro livello di attenzione e di vigilanza. Tutte “armi” che permettevano all’uomo primitivo di darsi alla fuga davanti a un predatore. Lo stress, anche “positivo”, cioè l’accumulo di emozioni e di situazioni felici, è una specie di moderno… predatore. Ecco perché il nostro organismo diventa iperattivo e reagisce come se si trovasse di fronte a una tigre inferocita.

«Il problema però è che il meccanismo è stato messo a punto dalla natura per difenderci da pericoli di breve durata», spiega Semprini. Certo: la tigre non sarebbe in grado di inseguirci all’infinito… «L’affaticamento fisico ed emozionale, invece, può prolungarsi anche per giorni, per settimane. La conseguenza? Il cortisolo che continua a circolare nell’organismo può mandare in tilt il sistema immunitario, come effetto imprevisto. In pratica, si riduce sia la produzione di anticorpi che la risposta cellulare alle infezioni. Che hanno campo libero».

Ma perché allo stesso stimolo (il cortisolo che si impenna per gli eventi della vita) c’è chi “risponde” con un mal di pancia e chi, come Giuliana, con herpes, dermatiti & C.? «Non è ancora ben chiaro», risponde Pregliasco. «Probabilmente, chi reagisce con la gastrite ha un’ipersecrezione nello stomaco. Mentre chi soffre di herpes ricorrenti, come Giuliana, è portatore di un’infezione cronica, un virus che “abita” nei gangli nervosi, e che approfitta di ogni piccola riduzione della difese immunitarie per uscire allo scoperto», continua Pregliasco. E per “aprire la porta” può bastare un bagno di sole.

Due scudi difensivi

«Abbiamo due tipi di risposta immunitaria. La prima è quella umorale, trasportata dal sangue: i linfociti di tipo B riconoscono l’ingresso nell’organismo di un un batterio (l’antigene) e creano degli anticorpi che lo respingono. Gli anticorpi restano in circolo, pronti a cacciare via quel batterio, al prossimo eventuale attacco», spiega Pregliasco.

Ciò ti fa capire perché certe malattie infettive, come il morbillo, si contraggono solo una volta. E con questo stesso meccanismo agiscono le vaccinazioni, che ci dotano degli anticorpi giusti contro un nemico preciso, per esempio la rosolia.

Poi c’è l’immunità cellulare, efficace soprattutto contro parassiti, virus, funghi, cellule tumorali e cellule trapiantate (anche se la distinzione non è così netta, perché i due sistemi di difesa spesso cooperano). «È attuata direttamente dai linfociti macrofagi di tipo T, senza produzione di anticorpi ma di citochine, che agiscono come killer: individuano il batterio, lo inglobano e lo distruggono», continua Pregliasco. «La risposta cellulare è diversa, più o meno efficiente, da persona a persona e cambia anche con l’età. Ma si sa (anche se il perché non è chiaro) che eventi della vita possono ridurla. Giuliana ha un’efficiente risposta anticorpale, ma ha un’immunità cellulare deboluccia, che la rende bersaglio di mille fenomeni che lei chiama genericamente “infiammazioni”», conclude Pregliasco.

Aggiunge Enrico Semprini: «L’herpes ha bisogno di una valida risposta cellulo-mediata, ossia di una buona produzione di linfociti che impediscano al virus di replicarsi. E lo stesso vale la candida, un fungo che trova nei tessuti genitali, caldi, umidi e ricchi di zuccheri, un terreno ottimale per crescere». Se il sistema immunitario è ok, non succede. Ma basta un piccolo sovraccarico di cortisolo e una diminuizione della risposta cellulo-mediata perché la candida si moltiplichi.

Non metterci... del tuo

Continua Semprini: «Se poi Giuliana, che vuole essere al top in vista delle nozze della sorella, si iscrive a un nuovo corso di ginnastica (aggiungendo ulteriore stanchezza) e comincia una dieta-lampo, squilibrando l’alimentazione, non fa che indebolire ancora di più le sue difese. Se poi ci aggiunge pure un antibiotico, pensando di liberarsi più in fretta da un raffreddore che la affligge, non farà che impoverire la flora batterica intestinale che dovrebbe proteggerla e favorire la proliferazione della candida».

Di notte ti ricarichi

In effetti, senza renderci conto, noi stesse possiamo gettare legna sul fuoco in molti modi: così è probabile che Giuliana esca tutte le sere o quasi col fidanzato, sacrificando ore di sonno alla sua felicità. «Ma il sonno è un importante ricostituente per la risposta immunitaria», avverte Semprini. «Tanto più con alti livelli di cortisolo in circolo: si dorme peggio del solito, perché, come abbiamo visto, questo ormone rende vigili, irrequieti». Perciò, se la qualità del riposo non è un granché, è ancora più importante che la notte non sia troppo... piccola.

Ma esiste invece la possibilità di rinforzare il nostro sistema immunitario una volta per tutte? O Giuliana deve rassegnarsi a debellare gli attacchi via via che si presentano? «Purtroppo, siccome il meccanismo d’azione non è del tutto chiaro, per ora non disponiamo di terapie preventive che migliorano la risposta immunitaria cellulo-mediata», risponde Fabrizio Pregliasco.

Batteri benefici

Però si può fare qualcosa a tavola. «Con gli alimenti probiotici, gli yogurt che contengono lattobacilli e bifidobatteri affini a quelli del nostro intestino», continua Pregliasco. «Vari studi in corso mostrano proprio un aumento della risposta immunitaria nelle cellule intestinali che vi sono deputate: le placche di Peyer, dove si trovano linfociti che, come pattuglie di ronda, sono sempre in cerca di sostanze estranee negative. I probiotici sono in grado di modulare il rilascio di citochine antinfiammatorie. Perciò chi, come Giuliana, soffre di infiammazioni ricorrenti, può aumentare il consumo di yogurt probiotici, efficaci anche contro i disturbi dermatologici», conclude Pregliasco.

Metti un po’ di ordine

La psicosomatica, per ottenere il potenziamento delle difese immunitarie, punta l’attenzione sul sistema neurovegetativo. «Ognuno ha un dato spazio interiore nel quale contenere gli eventi e patrimonio energetico per gestirli», spiega Tiziana Zubani, naturopata. «Quando si accumulano in poco tempo - e non importa se sono negativi o positivi - invadono di colpo tutto il nostro spazio interiore». E il sistema immunitario va in tilt: «L’herpes o la dermatite si scatenano perché le difese si abbassano. Ma la lettura psicosomatica è: non sono in grado di reggere le novità. Per stare bene, quindi, dobbiamo allargare il nostro spazio interiore e fare ordine». Come? «Con meditazioni di espansione: immaginiamo la nostra vita come una casa. E costruiamo con la fantasia delle stanze nuove: una per il fidanzato, una per le nozze della sorella, un’altra per il lavoro. Possiamo anche rivedere le stanze “vecchie”, cambiare qualche arredo. Al centro creiamo un soggiorno, con un camino che rappresenta il nostro cuore: accendiamolo, e, aprendo tutte le porte delle stanze nuove e vecchie, permettiamogli di scaldare e illuminare tutta la casa». Poi dedichiamo qualche momento della giornata a uno soltanto dei nuovi eventi. Continua Zubani: «Per esempio, trascorriamo mezz’ora leggendo un libro che ha attinenza col nostro lavoro. O andiamo dal parrucchiere con lo scopo preciso di essere più belle per il nuovo fidanzato».

Anche i Fiori di bach possono soccorrere un sistema immunitario affaticato. «Walnut e Olive, tre gocce pure al mattino, hanno un effetto ricostituente. Wilde Rose, invece, è un fiore che può darci coraggio, una sorta di spinta per affrontare con più forza i cambiamenti. Un’altra terapia dolce è la biorisonanza: si fa con un apparecchiatura che, attraverso le frequenze di colori, vibrazioni e toni, induce uno stato di meditazione e relax permettendo all’organismo di recuperare energia ed equilibrio», spiega Zubani. «Possiamo sfruttare il potere energetico o rilassante dei colori anche con le essenze da bagno (si acquistano in erboristeria). Il rosso o l’arancio danno la carica, il verde aiuta a staccare la mente dai pensieri , l’azzurro è rilassante, il rosa è antiansia. Gli stessi colori possono essere sfruttati anche con semplici sciarpe di seta, da annodare al collo, quando abbiamo bisogno di un aiuto in più».

Perché il corpo prende fuoco

«Per quanto antipatiche le infiammazioni sono una reazione positiva dell’organismo che spiana le sue armi contro agenti nocivi per i tessuti», spiega Fabrizio Pregliasco. «La reazione è varia: dipende dal tessuto colpito (muscoli, pelle nervi, mucose...), dal nemico (un batterio, un virus, un allergene, un trauma, una postura errata…) e dalla sua forza.

L’infiammazione crea le condizioni per riparare i danni il più in fretta possibile: «Aumenta, nella zona colpita dall’infezione, la circolazione del sangue; mentre il dolore, oltre che come campanello d’allarme, serve per limitare i movimenti e non peggiorare la situazione». Ci sono poi effetti diversi a seconda del “mezzo” usato per espellere il nemico: in caso di bronchite, per esempio, aumenta la produzione di muco, e tosse e raffreddore fungono da “buttafuori”.

Ma se l’infiammazione diventa troppo forte e prolungata, il disturbo può cronicizzare. Alcuni ormoni hanno il compito di modulare le reazioni infiammatorie. Ma il meccanismo qualche volta va in tilt. «Anche in modo molto serio, con una risposta immunitaria errata e pericolosa: i reumatismi, per esempio, sono una reazione “stupida” dell’organismo che non riconosce come proprie alcune sue parti e si infiamma senza ragione», conclude Pregliasco.

Mal di testa da…

Stress, tensione emotiva, iperattività
La cefalea muscolo-tensiva si cura con farmaci miorilassanti, fisioterapia e massaggi decontratturanti, training autogeno e tecniche di biofeedback di decondizionamento. «Applicando degli elettrodi sui muscoli contratti, il paziente sente un suono» spiega Stefania Medaglini, neurologa. «Modificando la sua postura o il ritmo della respirazione il suono diminuisce, perché i muscoli si rilassano. Così il paziente impara ad attenuare la tensione su collo e spalle a prevenire la cefalea».

PMS
Il mal di testa che precede l’arrivo delle mestruazioni è causato dal brusco calo degli ormoni e dalla ritenzione idrica: «Nelle donne predisposte, causa gonfiore generalizzato che dà origine alla cefalea», sottolinea Medaglini. «Perciò possono essere d’aiuto i farmaci diuretici. Associati a intregratori di magnesio, la cui carenza peggiora l’affaticamento e la Pms».

Sesso
«Il mal di testa da orgasmo, un’altra situazione di brusco calo della tensione, è abbastanza comune e non deve destare preoccupazione» rassicura Medaglini. «Ma vale la pena di parlarne col proprio medico, soprattutto se si soffre di pressione alta e se è associato ad altri tipi di sforzo, per esempio si manifesta anche sollevando un peso. La cefalea potrebbe infatti essere la spia di una malformazione cerebrale “sollecitata” dalle punte ipertensive che si verificano mentre si fa l’amore».

Dermatite si e no

Creme, integratori e farmaci
«La dermatite seborroica si tiene sotto controllo con creme a base di ossido di zinco e biotina (vit. H), contenuta anche in integratori», spiega Magda Belmontesi. «Se si ripresenta spesso, oltre a usare prodotti per uso locale derivati dal ketoconazolo e a base di keluamide, si possono assumere, per brevi cicli, farmaci antimicotici a base di terbinafina. Il cortisone è riservato ai casi estremi, con dermatiti molto marcate e intrattabili, quando è indispensabile una terapia antinfiammatoria brevissima e d’urto».

Shanpoo & C
«Nonostante l’aspetto delle le fastidiose squamette provocate dalla dermatite sul cuoio capelluto, non bisogna usare shampoo antiforfora», avverte Belmontesi. «Sono consigliati invece prodotti oleosi, più delicati. Nei casi più gravi si può ricorrere a uno shampo con alfa-idrossiacidi o urea, che ha azione esfoliante, o, ancora, derivati dell’acido salicilico o dello zinco. Esistono poi detergenti poco schiumogeni specifici per il corpo. Per il viso, invece, si può usare un latte detergente senza risciacquo, perché anche l’acqua del rubinetto irrita e secca ulteriormente la cute, alterandone il pH. Al posto del tonico, si può utilizzare un’acqua termale in versione spray». Attenzione anche all’abbigliamento: «No al cappello e sì alla biancheria di cotone bianco, da lavare con detersivi neutri e sciacquare
con cura», conclude Magda Belmontesi.

Candida

Yogurt
«Non è mai stata provata l’efficacia di cure fai-da-te, come l’applicazione di yogurt in vagina», avverte Enrico Semprini. «Anzi: si maschera la situazione e si impedisce una diagnosi e una cura corrette. Inutili anche i fermenti lattici e modifiche nella dieta abituale, salvo in caso di diabete».

Farmaci
«I farmaci contro la candida per uso locale, candelette o creme con applicatore vaginale, hanno dimostrato pari efficacia rispetto a quelli da assumere per bocca. Sono quindi da preferire, perché privi di effetti collaterali», spiega Semprini. «Non ci si deve allarmare se in un primo momento sembrano peggiorare l’infiammazione dei tessuti, perché invece è un segno di guarigione. Durante gli attacchi è consigliabile lavarsi solo con sapone di marsiglia, evitando lavande che possono “spingere” più in alto la candida che, in genere, interessa solo i tessuti vulvo-vaginali più superficiali. Ancora, finché l’infezione non è passata, meglio lasciar perdere il perizoma e indossare slip di cotone, cambiandoli spesso e lavandoli con particolare cura», conclude Semprini.


da «Starbene» (Mondadori), aprile 2006