Il fascino discreto della nobiltà

di Mariateresa Truncellito

Lo scenario: un castello medievale. I protagonisti: baroni, duchi, contesse. Per la nuova campagna di Habsburg hanno posato davanti all'obiettivo di un grande fotografo. Anzi, di due. Ecco come è andata

Più che un catalogo di moda, sembra un album di famiglia. A cominciare dalla copertina, che ricorda un’antica pergamena: la collezione autunno-inverno 2006-2007 Habsburg si presenta in un modo così particolare e raffinato che fa venire voglia di capire come nasce l’idea di una vetrina tanto inconsueta. Anche perché i fotomodelli non sono le “solite” top e gli abituali “efebi palestrati”, ma autentici, blasonatissimi nobili. Divertenti e divertiti. Verve è andata perciò a curiosare sul set. Inviato speciale, Giovanni Tagini che ha fotografato il backstage, mentre Elfie Semotan realizzava gli scatti carichi di charme per il catalogo. Considerata la “grande dame” della fotografia di moda austriaca, Semotan lavora nel settore dagli anni Settanta e ha collaborato con Helmut Lang. Le sue foto sono state pubblicate, tra l’altro, su Vogue, Elle, Marie Claire e il New Yorker Magazine.

«Il servizio per Habsburg è stato realizzato in tre giorni, nel Castello di Rivalta, nei pressi di Piacenza, dimora dei Conti Zanardi Landi, racchiuso in un borgo e circondato da un parco secolare», racconta Giovanni Tagini. «Una location prestigiosa, che ha contribuito all’atmosfera retro e raffinata che traspare dal catalogo». Ambienti carichi di storia che però non compaiono nelle foto: «Gli sfondi, naturali in apparenza, sono in realtà realizzati con giochi prospettici e pittorici virtuali, per conferire alle immagini ulteriore forza evocativa e onirica», spiega Palo Camerano, distributore esclusivo in Italia per il Gruppo Schneiders, l’azienda di Salisburgo che produce la linea Habsburg.

Gli illustri modelli e lo spirito giocoso con cui hanno affrontato il servizio hanno fatto il resto: «Il clima era molto rilassato», conferma Tagini. «Anche perché i protagonisti si conoscevano tutti. Ma c’è stata anche molta simpatia nei miei confronti: la presenza di un fotografo “terzo” poteva risultare fastidiosa, e invece sono stato subito accolto nella compagnia. Nelle pause, si pranzava all’aperto, tutti insieme, in un piccolo ristorante del borgo. I modelli hanno posato “da nobili” senza prendersi troppo sul serio. Ma con molta disponibilità, visto che ogni scatto ha comunque richiesto due-tre ore di lavoro». Continua Camerano: «Il catalogo dedicato alla nobiltà italiana si iscrive in quella che ormai, giunti alla terza edizione, è una tradizione. Anche i modelli delle scorse stagioni appartenevano ad antiche famiglie europee: il primo anno austriache e il secondo spagnole. Ogni volta si invita un paese diverso: la Schneiders ha pensato di gratificare così i più affezionati interpreti dello stile proposto da Habsburg».

Una scelta d’amicizia, che rispecchia lo stile aziendale, come racconta il N.H. Nicolao Giorgini, forse il più ironico dei fotomodelli: «È una vita che lavoro nella moda, e conosco il settore in tutti i suoi aspetti. Ma ammetto che non mie ero mai trovato “dall’altra parte”. Io ho fatto del mio meglio, anche se ero un po’ imbarazzato: il merito del risultato va tutto alla fotografa». Nicolao Giorgini, nipote del fondatore di Pitti a Firenze, in passato è stato anche rappresentate di Schneider in Italia. «Ho collaborato con molti marchi, ma non ho mai trovato un clima così amichevole: mi sono dimesso da un decennio, eppure puntualmente, a marzo, si ricordano del mio compleanno». Con queste premesse, non stupisce che Giorgini sposi Habsburg anche nella vita: «Possiedo varie giacche tirolesi, da giorno, nel classico loden verde oliva e di vari colori, e da sera. La mia preferita? Una giacca di velluto nero, con fodera bordeaux che amo mettere alle cene formali: sono sempre il più elegante».

Ed è proprio l’eleganza mitteleuropea dell’“Austria Felix” il motivo che ispira la linea Habsburg, con echi militareggianti e folkloristici, ma anche molte suggestioni romantiche: giacche, soprabiti, pantaloni e gonne ricchi di storia. Perché sono confezionati rispecchiando fedelmente la tradizione artigianale delle sartorie imperiali del secolo scorso e perché riproducono i vestiti indossati da protagonisti della storia: l’abito da caccia dell’imperatrice Sissi, quello dell’audace aviatore Anton von Habsburg o dell’affascinante Ileana von Rumënien, e di altri illustri membri della grande famiglia asburgica. Uno dei capi più apprezzati è la giacca tradizionale, con un particolare taglio e caratteristiche tasche verticali, un modello che l’Imperatore Francesco Giuseppe sfoggiava durante le sue celebri battute di caccia nelle foreste della Styria. Un modello attualissimo, benché abbia oltre un secolo: ma, senza nulla togliere all’eleganza indiscutibile di un imperatore, se un tempo la giacca era di tessuto ruvido, oggi è realizzata in un molto più confortevole, morbido loden di baby alpaca... «Negli ultimi anni abbiamo investito nella ricerca e nell’evoluzione tecnologica», spiega Herr Alfons Schneider, presidente del Gruppo Schneiders (70 milioni di fatturato annuo, 400 dipendenti, export in Europa, Giappone e Stati Uniti) che produce il marchio Habsburg. «Perché crediamo che il comfort non debba costringere alla rinuncia dell’eleganza: i migliori produttori di tessuti del mondo, come Etro e Loro Piana, contribuiscono da tempo alle collezioni. Così sono nate le nostre ultime proposte, che vedono la tradizionale qualità del loden affiancarsi ai materiali tecnici più all’avanguardia».

Ma il fascino dei sta senza dubbio nelle “fonti” di’ispirazione. Spiega Paolo Camerano: «Nel museo Schneiders, aperto al pubblico nell’attico della sede dell’azienda, dal quale si gode una splendida vista di Salisburgo, sono conservati alcuni abiti originali, ancora in buone condizioni. Alcuni hanno 150 anni: l’ottima qualità dei tessuti e l’amore con cui sono stati conservati li hanno preservati intatti». Tra i pezzi più interessanti, c’è il completo da caccia dell’arciduca Francesco Ferdinando, l’erede al trono assassinato a Sarajevo; la spada dell’arciduca Karl, che combattè vittoriosamente contro Napoleone nella battaglia di Aspern; la giacca da camera dell’imperatore Francesco Giuseppe e molti altri oggetti ricchi di storia: valige, ombrelli, fazzoletti ricamati, camicie, cappelli... Preziose testimonianze di raffinata eleganza.

Alfons Schneiders, viennese, classe 1937, è presidente onorario della Confindustria Regione Salisburgo e Console onorario della Repubblica federale tedesca. L’azienda venne fondata dal padre nel 1946 per la produzione di impermeabili con materiali riciclati, poi estesa all’abbigliamento da caccia e sportivo. La linea Habsburg ha debuttato nel 1992. Ogni capo è contraddistinto dall’etichetta con lo stemma con le due aquile dell’Imperial regia casa d’Asburgo: una concessione che Habsburg ha avuto da SAIR Karl von Habsburg, attuale rappresentante della casa imperiale e consorte di Francesca Thyssen Bornemiza, figlia del celebre barone collezionista d’arte e amica personale di Alfons Schneiders. Insieme hanno intrapreso numerose iniziative e sponsorizzazioni nel campo dell’arte. Un’altra particolarità della linea d’abbigliamento è che ogni capo non è individuato da un freddo codice numerico, ma porta il nome di chi, più di cent’anni fa, aveva indossato lo stesso modello oggi riproposto con i medesimi tradizionali tessuti e gli stessi preziosi praticolari d’alta sartoria di un tempo. Il più apprezzato di sempre? «Il primo premio lo vince Hintersee, un giaccone da caccia per uomo in loden, con gilet interno staccabile e fodera in hamster», risponde Paolo Camerano. «Nella collezione per donna incontrano sempre grande favore i cappotti foderati in pelliccia». Tra i testimonial più illustri c’è un’intera squadra: «Da diversi anni Schneiders confeziona le divise formali della squadra olimpica austriaca. Ma tra gli estimatori ci sono anche le cantanti Dee Dee Bridgewater e Nnenna Freelon, ospiti del jazz festival organizzato da Schneiders a Salisburgo. Di recente, durante un incontro organizzato dalla Camera di commercio federale, anche Vladimir Putin si è presentato con un completo Habsburg». Il fascino della Mitteleuropa colpisce ancora.

da «Verve» (ed. Verve International), novembre 2006