Piccola chirurgia estetica: 6 interventi euroindolori

Ti piacerebbe liberarti di qualche “difettuccio”? Buone notizie: se il tuo è un piccolo problema, puoi risolverlo con un’operazione che dura solo venti minuti e una spesa media di 1500 euro. E potrai tornare in ufficio nel giro di pochissimi giorni.

di Mariateresa Truncellito

È da un po’ che ci pensi: ti guardi allo specchio e vedi solo quel dettaglio che non va. Ti piacerebbe ravvivare lo sguardo, reso un po’ spento dalle palpebre pesanti. Magari è il naso che non ti soddisfa: senza quella punta a patata, ereditata da mamma, il tuo profilo migliorerebbe. O, ancora, sono le ginocchia troppo grosse che non vanno. Peccato per quella “ciccia” che le deforma, perché per il resto le tue gambe sono proprio belle, lunghe e dritte.

Quando è il momento giusto

Dettagli, d’accordo. Ma, ti chiedi, perché tenerseli (con l’insoddisfazione per il proprio aspetto) oggi che la chirurgia estetica mette a disposizione un’infinità di tecniche per correggerli? Magari la risposta la conosci: hai un po’ paura della sala operatoria. O, forse, pensi di non poterti permettere la spesa di un intervento. O, ancora, non sai come fronteggiare l’imbarazzo di giustificare un’assenza prolungata dall’ufficio per migliorare la tua bellezza.

Buone notizie: se il tuo problema è piccolo, puoi rimediare senza interventi invasivi e costosi, senza ricovero e senza essere costretta a tapparti in casa per giorni. Perché, in molti casi, bastano pochi minuti dal chirurgo estetico (senza nessuna preparazione particolare), una cifra non impossibile (1500 euro o poco più) e una breve (talvolta nulla) pausa dal lavoro per liberarti di un difettuccio e sentirti più bella e più sicura. Spesso in modo definitivo.

Ma quali sono gli interventi di chirurgia estetica “poca spesa e poco impegno”? Ne abbiamo parlato con il professor Maurizio Marchetti, specialista in chirurgia plastica a Milano e Pavia, e con il dottor Luciano Donnini, specialista in chirurgia estetica a Firenze. E, con il loro aiuto, abbiamo individuato 6 interventi che rispettino questi requisiti.

Lo sguardo torna a brillare

Grazie alla blefaroplastica: il nostro budget (1500 euro) consente un ritocco della palpebre superiori, oppure, in alternativa, di quelle inferiori.

Preparazione: nessuna. Devi però astenerti dall’aspirina almeno per una settimana (facilita il sanguinamento) ed è utile assumere, la sera prima dell’operazione, un tubetto di arnica, un medicinale omeopatico che ha capacità antinfiammatorie (in farmacia).

Durante l’intervento sulla palpebra superiore, 20 minuti in anestesia locale, il chirurgo elimina col bisturi il grasso, il muscolo e la cute in eccesso. Poi cauterizza i vasi e chiude la ferita con una sutura che prevede solo un punto, da sfilare dopo 5 giorni: la cicatrice, nella piega naturale dell’occhio, sarà invisibile.

Nel caso delle palpebre inferiori, può non esserci sovrabbondanza di pelle, ma solo le classiche “borse” dovute a una presenza di grasso costituzionale. Il chirurgo “lavora” dall’interno della palpebra, perciò per questo intervento, oltre a iniettarti un anestetico locale, ti darà anche un sedativo perché tu sia più “collaborativa”. L’operazione è un po’ più fastidiosa della precedente, ma in compenso non ci sono punti.

Il dopo: è inevitabile un po’ di gonfiore. Per attenuarlo terrai sugli occhi due garze imbevute d’acqua fredda o una mascherina refrigerante, per 3 ore, con pause di mezz’ora.

Per prevenire le infezioni, il medico ti prescriverà un antibiotico e, solo in caso di necessità, un antidolorifico (non aspirina). Se avverti un po’ di bruciore, puoi usare un collirio.

Controindicazioni: nessuna, a parte cardiopatie, diabete o ipertensione, malattie che vanno sempre valutate prima di sottoporsi a qualsiasi operazione. Il chirurgo scrupoloso ti chiederà anche gli esami del sangue e l’elettrocardiogramma. Se la palpebra pesante è “di famiglia” puoi ritoccarla anche a 30 anni: gli effetti della blefaro durano almeno 10 anni.

Bellezza in punta di naso

La rinoplastica è un intervento costoso, ma con un budget più piccolo (massimo 2000 euro) è possibile un ritocco parziale: soprattutto se il dorso e il setto nasale (la parte ossea) sono regolari, l’insieme è proporzionato, ma la punta (la parte cartilaginosa) non ti piace, perché è globosa (a patata), troppo bassa o larga o troppo proiettata o all’insù.

Preparazione: nessuna. Sono necessari però gli esami di routine per gli interventi estetici, e cioè test del sangue ed elettrocardiogramma. Niente aspririna. Anzi: se ti viene il raffreddore, prima di pensare all’estetica, devi aspettare di guarire, perché anche l’infiammazione della mucosa facilita il sanguinamento.

L’intervento, in anestesia locale, dura mezz’ora: prima il chirurgo infiltra un vasocostrittore che riduce il sanguinamento, poi aspetta che faccia effetto, quindi procede. Non ci saranno gonfiori o dolori, perché in questo caso non servono né il piccolo gesso né i classici e temuti tamponi: uscirai dallo studio medico con due cerottini color pelle. Li toglierai dopo 3-4 giorni, quando tornerai per il controllo.

Il dopo: un antibiotico per qualche giorno e un antidolorifico (no aspirina) solo in caso di necessità.

Controindicazioni: se gli esami sono ok, nessuna. È un intervento definitivo: si può fare già due-tre anni dopo il menarca (la prima mestruazione), quindi intorno ai 17 anni.

Seno senza imperfezioni

I nostri 1500 euro, e l’anestesia locale, bastano per correggere le piccole imperfezioni del seno (al capezzolo, all’areola), senza interventi invasivi (una mastoplastica additiva o riduttiva è ovviamente un’operazione molto più complessa e costosa, sotto tutti i punti di vista).

Se il tuo problema estetico è un capezzolo introflesso, il chirurgo lo ritoccherà in un quarto d’ora, senza lasciarti cicatrici. Non potrai più allattare, ma quasi sempre ciò è impossibile anche naturalmente, se il capezzolo ha questo difetto.

Preparazione: nessuna, a parte esami del sangue ed elettrocardiogramma, ed evitare di assumere aspirina o farmaci a base di acido acetilsalicilico per una settimana prima dell’intervento (e per dieci giorni dopo).

Con lo stesso budget e lo stesso impegno del chirurgo, un quarto d’ora in anestesia locale, puoi ridurre un’areola più grande dell’altra: in questo caso rimane una piccola cicatrice invisibile dove la pelle cambia colore.

Controindicazioni: nessuna.

Il dopo: un antibiotico per qualche giorno e un antidolorifico (no aspirina) solo in caso di necessità.

Zigomi alti e scolpiti

Se il tuo viso è un po’ “piatto” puoi renderlo più espressivo aumentando leggermente i tuoi zigomi. La spesa? 2000 euro al massimo.

L’intervento, mezz’ora in anestesia locale, si effettua con una tecnica particolare, chiamata “lipostruttura”. È alternativa ai filler (le iniezioni di sostanze riempitive delle labbra), che hanno una durata limitata (6 mesi), e alle protesi che danno risultati irreversibili, e comportano operazioni impegnative e costose.

Controindicazioni: nessuna, se gli esami di routine (test del sangue ed elettrocardiogramma) vanno bene. Non assumere aspirina nelle settimana precedente l’intervento.

Il chirurgo usa il tuo grasso, prelevato con lipoaspirazione da cosce, glutei o fianchi e lo infiltra nello zigomo. Il risultato è definitivo (al massimo, ci potrà essere un mini-intervento successivo per rimpiazzare la parte di grasso che, in qualche caso, si riassorbe).

Il dopo: l’intervento comporta un po’ di gonfiore. Per quattro-cinque giorni il tuo viso sarà un po’ più “paffutello” del normale. Antiobiotico, per evitare qualsiasi infezione.

Gambe più snelle

Se le tue gambe sono belle, ma c’è qualche imperfezione dovuta a un piccolo accumulo di grasso, con meno di 1500 euro puoi sottoporti a una mini-liposuzione localizzata (cioè limitata alla zona “che non va”) sui fianchi, l’interno delle cosce o delle ginocchia.

Preparazione: nessuna. Esame del sangue ed elettrocardiogramma, e niente aspirina per una settimana.

Controindicazioni: nessuna. Ma se nella tua famiglia ci sono problemi di varici, è opportuno che tu faccia una visita anche dall’angiologo.

L’intervento dura mezz’ora (anche meno, dipende dal problema): è una lipoaspirazione, in anestesia locale.

Il dopo: per 3-4 giorni dovrai indossare fasce elastiche compressive e prendere un antibiotico.

Addio alla “pancetta”

Il nostro budget basta per piccole liposuzioni dell’addome, con minilifting (il chirurgo lo “tira” leggermente verso il basso, per attenuare il vuoto lasciato dall’eliminazione del grasso), magari sfruttando come via d’accesso una cicatrice preesistente, come quella di un cesareo (che può anche essere migliorata, se crea un antiestetico “gradino”). L’operazione dura mezz’ora, in anestesia locale.

Preparazione: nessuna. Esame del sangue ed elettrocardiogramma, e niente aspirina per una settimana.

Controindicazioni: nessuna.

Il dopo: dovrai prendere un antibiotico, ma ti basterà riposare solo il giorno dell’intervento. L’indomani sarai già pronta per l’ufficio. Dovrai solo fare attenzione alle cicatrici, coperte da cerottini. I punti si tolgono dopo 10 giorni.

10 errori da non commettere

No all’aspirina

Una settimana prima e per dieci giorni dopo l’intervento non assumere aspirina o farmaci con acido acetilsalicilico, il suo principio attivo: causano sanguinamento, prolungando l’operazione e mettendoti a rischio edema (da rimuovere con un altro intervento).

Disubbidire al medico

Attieniti alle indicazioni del chirurgo, anche se ti sembrano noiose: per esempio, se terrai con pazienza il ghiaccio sugli occhi dopo la blefaroplastica, il gonfiore sparirà rapidamente e non avrai dolori.

Fasciature fai-da-te

Se la medicazione si stacca, non tentare di rimediare da sola o di ricorrere all’aiuto del farmacista: torna dal chirurgo.

Truccarti troppo

Trascorsi 4-5 giorni dalla blefaro, il trucco leggero, cipria, fondotinta, ombretto è consentito. No, invece, a mascara o kajal almeno per 10 giorni: se i pigmenti finiscono nella cicatrice possono colorarla in modo indelebile, come un tatuaggio.

Lavarti se proibito

Se il medico te lo ha vietato, non tentare di lavarti cercando di non bagnare la medicazione: si inumidisce comunque e i punti possono macerare.

Togliere le guaine

Se togli prima del termine stabilito dal chirurgo le medicazioni compressive (guaine, pancere, fasce elastiche), anche solo
per un’ora, ne vanifichi l’effetto. Non vanno mai rimosse.

Fare sport

Occhio ai traumi: per un mese, è meglio rinunciare allo sci, alla palestra, al tennis e a qualsiasi attività che comprometta il lavoro del medico.

Prendere il sole

Anche se l’intervento di chirurgia estetica è modesto, per un mese non potrai prendere il sole né regalarti una lampada abbronzante.

Andare dal coiffeur

Dopo un intervento al viso, niente phon per una settimana: il calore eccessivo può danneggiare il lavoro eseguito.

Farsi massaggiare

Dopo una liposuzione, anche di entità modesta, sono vietati
i massaggi: rischiano di “spostare” i tessuti che non si sono ancora assestati. Solo il massaggio linfodrenante può essere utile, ma chiedi consiglio a chi ti opera.

L'Abc del chirurgo perfetto

Accertati che l’esperto a cui ti rivolgi sia un medico chirurgo: consulta l’ordine dei medici. Controlla che sia specialista in chirurgia plastica, meglio se appartenente a una società scientifica.

Fatti spiegare le modalità dell’intervento, le possibili complicazioni e le prospettive di riuscita. Diffida di chi ti propone operazioni lunghe e complesse (come quella al seno) in day-hospital, ambulatorio e in anestesia locale.

Metti in discussione chi vanta titoli o diplomi conseguiti solo all’estero, che non si possono controllare, e chi afferma di operare in più parti del mondo. Verifica che sia legato a qualche istituzione o seria struttura italiana.

Evita chi avanza una richiesta economica spropositata: se è troppo alta, può celare una speculazione, se troppo bassa scarsa affidabilità e poca sicurezza. Evita chi cita solo risultati positivi o strabilianti: la chirurgia estetica corregge difetti, non regala la perfezione.

Accertati che la struttura a cui ti rivolgi sia attrezzata in modo da garantire il buon esito dell’intervento e la possibilità di affrontare le emergenze, (per esempio, che ci sia un reparto rianimazione).

Ti piaci e sei più felice. E più sana

Aspirare a un bel viso o a un bel corpo, anche ricorrendo alla chirurgia estetica, può diventare una via per regalarsi felicità: se è scontato che sentirsi belle migliora l’autostima e il rapporto con gli altri, lo è meno il fatto che mutando il proprio aspetto si può anche “guarire” da malattie dell’anima.

Lo psichiatra Willy Pasini, autore con Maria Teresa Baldini di Dietro la bellezza (Mondadori, 15 euro), racconta il caso di Renata, 24 anni, afflitta da attacchi di panico legati alla paura degli uomini. È carina, ma priva di seno, tanto che al liceo la chiamavano “la pialla”. Dopo una psicoterapia, Renata dà spazio alla sua parte seduttiva fino allora repressa, e ricorre anche al chirurgo per cambiare taglia. Ora che si sente “normale” e non ha più paura di avvicinarsi agli uomini, le crisi di panico diminuscono.

«Piccoli interventi, piccoli risultati: non bisogna aspettarsi miracoli, altrimenti la delusione può essere forte», avverte però lo psicoterapeuta Francesco Padrini. «Correggere un difetto, soprattutto se congenito, e migliorare così l’immagine che si ha di sé è positivo. È gratificante, come tutto ciò che ci permette di occuparci di noi stessi. Ancora di più se c’è un riscontro da parte degli altri. Purché l’attenzione si focalizzi su “un” problema estetico. Il fatto che si tratti di operazioni di entità modesta, cioè, non deve indurre a iniziare una specie di “collezione” dei ritocchi: perché in questo caso occorre lavorare sulla propria interiorità. Con l’aiuto dello psicoterapeuta, più che del chirurgo», conclude Padrini.


da «Starbene» (Mondadori), febbraio 2006