La seduzione si impara (in 12 mosse)
di Mariateresa Truncellito
Uno sguardo, un sorriso, il tono della voce, un certo modo di muovere le mani o di camminare. L’eleganza. I discorsi. Ad alcune (poche) fortunate, sembra che basti proprio niente per affascinare: anche se non sono bellissime, riescono ad avere grande successo con gli altri, gli uomini, ma anche le donne. Invece, le “comuni mortali” (e sono la maggioranza) quando va bene si sentono trasparenti, ignorate dall’universo mondo. E quando va male... non si sopportano proprio. E figuriamoci se pensano di poter sedurre gli altri!
Certo: a tutte piacerebbe avere la capacità di attirare le persone come una calamita. Un’arte sottile, un incantamento, una fascinazione irriesistibile... Una cosa è chiara: non bastano un paio di tacchi a stiletto, un tubino rosso fasciante o una scollatura abissale per avere gli uomini ai nostri piedi. A chi non è mai capitato di mettersi in “tenuta da combattimento” e rimanere comunque a bocca asciutta? A ribadire il concetto, ci si è messa pure Jessica Rabbit, il cartoon più sexy della storia del cinema (Chi ha incastrato Roger Rabbit?): «Non è colpa mia, mi disegnano così». Come dire: seduttrici si nasce.
In un certo senso, ha ragione. Anche Sigmund Freud, il papà della moderna psicanalisi, era convinto che la seduzione fosse appannaggio esclusivo di tre particolari categorie di esseri viventi: i gatti, i criminali e... le donne. Tutte. Comprese quelle che non ne sono consapevoli.
D’accordo: non tutte siamo brave a fare le “gatte morte” e non tutte ci sentiamo a nostro agio inguainate in bustier di pizzo nero. Ma ammettiamolo: quando vogliamo, noi donne siamo molto più brave degli uomini nell’utilizzare tutte le nostre doti, fisiche, intellettuali, emotive, per attirare l’attenzione. Certo: innanzitutto dobbiamo avere ben chiare le qualità speciali che ci rendono uniche. Esistono molti modi per sedurre. E ogni donna ha il suo. Non ci credete? Eppure, la capacità di essere attraenti, il saper suscitare negli altri il piacere della nostra compagnia e il desiderio di rivederci si possono coltivare. Provateci insieme a noi: con un po’ di autocritica, un po’ di esercizio. E tanta, tanta ironia.
1 - Vi prendete cura di voi stesse?
Inutile negarlo, l’aspetto fisico gioca un ruolo importante. Anche se non siete donne in carriera, passate le giornate accompagnando i bambini da un corso all’altro e non vi potete permettere spese folli, ascoltate l’ammonimento di Pixie La Rouge, autrice di A scuola di seduzione: «Tutte siamo casalinghe, nel senso generico che ci occupiamo della nostra casa. Ma perché il fascino deve essere solo appannaggio della diva del teleschermo? E perché dovrebbe esserlo solo delle donne in carriera? Perché rinunciare a piacersi e a piacere anche tra le mura domestiche? Non valiamo anche noi quanto ogni altra donna?» Fate del vostro meglio con le risorse che avete. Quando vi guardate allo specchio e trovate che la vostra faccia non vi piace per niente, rispondete a una semplice domanda: quanto tempo è passato dall’ultima seduta dal parrucchiere? È banale, d’accordo, ma con i capelli piatti, un taglio antiquato e, magari, il segno della ricrescita è difficile fare scintille. Anche perché, come dice Ugo Volli in Block Modes «La capigliatura è il singolo elemento più visibile del corpo, perché lo sovrasta dall’alto e dunque è visibile praticamente in tutte le posizioni che possiamo assumere». Un’altra parte del corpo sempre in vista sono le mani: non trascuratele. Non servono artigli alla Crudelia, ma unghie curate e pelle morbida. «Stringete la mano di chi ve la porge: non limitatevi a infilare nella sua una mano inerte e molliccia, tipo fetta di prosciutto tiepido» avvertiva Brunella Gasperini nel suo Galateo. «Ciò indurrà qualsiasi psicologo dilettante – e oggi lo siamo tutti - a pensare che siete subdoli e ipocriti, o apatici, frustrati, oppure senza carattere». Il massimo, se il portafoglio ve lo consente, è frequentare, almeno una volta ogni due mesi, un’istituto di bellezza. Una pulizia del viso, una ceretta come si deve, un massaggio rilassante fanno bene anche alla psiche, oltre che al corpo. «Credo che sia molto importante riuscire a migliorare il proprio aspetto esteriore, cioè quell’abito con cui entriamo in contatto col mondo», sottolinea Pixie La Rouge.
2 - Il guardaroba è aggiornato?
Solo le fortunate possono permettersi di rinnovare abiti e accessori a ogni stagione. Ma perché non vi decidete a buttare via almeno la biancheria grigia per i troppi lavaggi, gli slip con l’elastico allentato e i collant smagliati? È ora di eliminare anche il golf oversize dei tempi del liceo: è un caro ricordo (va bè, ma vivere nel passato non fa bene a nessuno), però vi ingoffa e vi ingrassa, oltre a nascondere ogni tipo di curva femminile.
Anzi, se l’armadio trabocca di capi che non mettete da tempo, siate severe: puntate solo su tagli e colori che vi donano e scartate senza pietà gli altri. Perché dovete uscire di casa pallide come un cencio? I vestiti che vi vanno stretti (e che giacciono in attesa di miracolosi dimagrimenti) possono influenzare in modo negativo il vostro umore: perché vi ricordano di continuo che non ce l’avete fatta a liberarvi di quei dannati chili in più.
Anche se il vostro look ideale è jeans, dolcevita e scarpe da tennis, qualche volta sforzatevi di sfoggiare una camicetta, tubino e un paio di tacchi. Oppure aggiungete un piccolo dettaglio divertente: un paio di orecchini stravaganti, un cappello spiritoso, una spilla vistosa, un foulard dal colore particolare… Non aspettate per forza un’occasione speciale: createla voi. Se, per una volta, vi vestite da donna per andare in ufficio se ne accorgeranno tutti e vi faranno i complimenti.
3 - Camminate a testa alta?
Se camminate a passo svelto, un po’ ingobbite, con lo sguardo fisso a terra o perso nel vuoto, le mani in tasca, non comunicate certo voglia di entrare in contatto con gli altri. «Tenere la schiena ricurva fa apparire anche una giovane donna stanca e sconfitta della vita», ammonisce Elizabeth Taylor nel suo libro Belle. «Anche se ha una bellissima figura, questa sarà nascosta dalla curva delle spalle e, se poi è in sovrappeso, un cattivo portamento la farà sembrare più grassa di almeno cinque chili».
4 - Vi piacete?
Alzi la mano chi non vorrebbe avere qualcosa di più o di meno: essere più magra, più alta, con più seno o con meno seno, essere bionda o rossa, riccia anziché liscia, con la pelle più chiara o meno pallida… Nessuno è del tutto soddisfatto dell’immagine che vede allo specchio. Ma quanto più abbiamo stima di noi stessi, tanto più ci vediamo “belle”. E, di conseguenza, anche gli altri ci vedranno così. Non odiamo più di tanto i nostri difetti: spesso sono proprio quelli che ci rendono uniche. Audrey Hepburn sarebbe stata la stessa con la quinta di reggiseno? O Barbra Streisand con un nasino alla francese? O, ancora, Sophia Loren con una boccuccia a cuore? Amati e sarei amata: ammonisce Amanda Jones nel suo 101 modi per sedurlo. «Siamo abituate a pensare che solo quando qualcuno ci ama, anche noi, finalmente, abbiamo il diritto di trovarci irresistibili». Niente di più sbagliato! È vero che l’amore fa miracoli per l’autostima: ma dobbiamo cominciare noi a “innamorarci di noi stesse”: anche concedendoci un lungo bagno caldo e profumato, leggendo un libro d’amore, ascoltando un disco...
5 - Come trascorrete le domeniche?
Se dedicate tutti i weekend alla pulizia della casa, ai figli, ai nonni, è davvero difficile riuscire a fare colpo su qualcuno. Eppure, trovare una scusa per uscire è facilissimo: una mostra d’arte, un concerto, un film, un’amica che non vediamo da tempo, un parco non lontano da casa dove passeggiare, una palestra, un corso di ballo latino-americano. E anche un’associazione di volontariato: quando si lavora insieme per uno scopo serio, le relazioni e le amicizie si sviluppano abbastanza facilmente. In generale, fare qualcosa “per noi” ci aiuta a riconoscere che le nostre necessità sono importanti come quelle di chiunque altro e aumenta la nostra autostima. Pensateci: di solito, le fasi più positive e intense della vita sono quelle in cui siamo impegnati a raggiungere un obiettivo (a scuola, nel lavoro, in un rapporto d’amore, nella vita pratica...). Senza mete precise da raggiungere si vaga senza scopo ed è facile perdere fiducia in se stessi: proprio quello che ci vuole per far colpo sugli altri...
6 - Parlate bene di voi?
«Sono incapace», «Rovinerò tutto», «Non ci riuscirò mai»: se continuiamo a denigrarci, presto gli altri saranno d’accordo con noi. Del resto, fa notare Lynda Field in Se ti piaci, piaci, «se vi servisse l’aiuto di qualcuno per un progetto, vi fidereste di una persona che continua a dirvi che rovina sempre ogni cosa?» Rimproverarsi di continuo serve solo a mantenere scarsa la propria autostima. E se non ci vogliamo bene noi, come possiamo pretenderlo dagli altri? Non c’è bisogno di essere troppo dure con noi stesse, anche se riconosciamo di avere dei difetti o abbiamo commesso degli sbagli in passato. Meglio pensare che all’epoca, sicuramente, abbiamo fatto del nostro meglio. E guardare avanti.
7 - Tenete il conto dei vostri successi?
In genere rimuginiamo sempre sulle cose che vanno storto, mentre tendiamo a dare per scontati i successi. Thomas W. McKnight e Robert H. Phillips in Tattiche d’amore suggeriscono un metodo semplice per accrescere la propria autostima: compilare una lista delle proprie doti. Annotare gli obiettivi raggiunti, le persone che ci vogliono bene, quelle che ci stimano, gli aspetti del nostro carattere che ci piacciono, le azioni di cui andare fiere. Provare non costa niente: aggiornate l’elenco e, quando vi sentite giù, recuperatelo e rileggetelo. Vi aiuterà a stare meglio. Se avete qualche foto in cui siete venute bene e vi piacete, allegatele alla lista: quando la vostra immagine allo specchio non vi soddisfa, riguardate il vostro particolarissimo “book” e concludete che, in fondo, non siete poi da buttar via...
8 - Siete positive?
Tra i nostri conoscenti, in genere preferiamo incontrare quelli più ottimisti, le persone che sembrano sempre di buon umore nonostante i problemi. Non certo i musoni, quelli all’insegna del “pessimismo e fastidio” che, come aprono bocca, vi rovesciano addosso una caterva di malanni esistenziali: dalle loro cefalee alle malattie dei parenti, dalle liti col partner alla disastrosa situazione del mondo. Insomma: a tutti, noi comprese, piacciono le persone positive. E allora sforziamoci di esserlo.
9 - Sorridete?
Le persone più attraenti sono quelle che sfoggiano sorrisi luminosi. Un sorriso fa sentire agli altri che li accettiamo: perciò, quando diciamo qualunque cosa, facciamolo con un sorriso e gli altri si sentiranno più a loro agio. Un sorriso rivela che siamo felici, che ci sentiamo sicuri di noi, che abbiamo piacere di parlare con chi ci sta di fronte e che ci teniamo a stabilire un contatto.
10 - Manifestate felicità?
Il modo migliore per colpire qualcuno non è parlare di noi, ma dimostrargli quanto ci ha colpito lui. Del resto, anche il nostro atteggiamento è sempre influenzato dall’atteggiamento altrui: se una persona ci saluta, ci viene istintivo salutarla. Anche a noi piace vedere che qualcuno è molto felice di averci incontrato: basti pensare all’effetto che fa rientrare a casa ed essere accolti da un cagnolino o da un gatto che ci fa le feste. Impariamo da loro. Fate le “feste” a chi vi interessa.
11 - Sapete ascoltare?
Il vero seduttore non tanto chi sa parlare di mille cose. Ma chi sa far parlare soprattutto l’altra persona. Chiunque si sente gratificato se incoraggiato a parlare di ciò che gli sta a cuore. Quindi: restate in silenzio, non gesticolate (l’irrequietezza fisica sottointende disinteresse), tenete gli occhi fissi sull’interlocutore, non esprimete giudizi. Trovare qualcuno che sappia davvero ascoltarci, senza pensare ai fatti suoi mentre noi parliamo, è un’esperienza rarissima: se riuscirete a farla provare a qualcuno, ve ne sarà grato per tutta la vita.
12 - Mostrate interesse per prime?
Il segreto della seduzione è: agire e non reagire. Mostrare interesse per primi e quindi sorridere, salutare, guardare l’altro, tentare di avviare una conversazione, manifestare la voglia di rivedersi. A volte stentiamo a prendere l’iniziativa (cambiare qualcosa nella nostra vita, allacciare una relazione, protestare con qualcuno che ci maltratta), perché abbiamo paura di correre dei rischi: uno no, una delusione, un errore di valutazione. Ma se vogliamo che un sogno diventi realtà, dobbiamo avere il coraggio di farci avanti. Magari proponendo al nostro uomo un pomeriggio a una mostra o al cinema, anche in compagnia (ma fate in modo di sedervi accanto a lui...). Se proprio non sapete come rompere il ghiaccio, chiedetegli aiuto per la soluzione di un problema, un consiglio su un argomento che lui conosce bene: la riparazione di un elettrodomestico, l’acquisto di un auto, l’uso del computer, l’andamento della Borsa..., Lo farete sentire ammirato e ricercato, ed è un ottimo punto di partenza.
La seduzione a Hollywood
La camminata di Marylin Monroe in A qualcuno piace caldo. Lo sguardo intenso di Sophia Loren in Matrimonio all’italiana. Il sex appeal di Sharon Stone in Basic instinct. Anche le dive hanno imparato alcuni trucchi per aumentare il loro potere seduttivo. Magari accentuando in modo netto il loro modo di muoversi, di guardare e di vestire. Basta leggere la biografia di una qualsiasi delle dive del cinema o guardare i loro film per rendersi conto che il fascino immortale delle star di Hollywood non dipende solo dalla loro bellezza (quante bellissime sono passate senza lasciare traccia!) ma soprattutto dalla capacità di essere uniche.
Rita Hayworth, trasformata in Gilda con la dieta e le amorevoli cure del parrucchiere (che, tra l’altro, con l’elettrodepilazione le alzò l’attaccattura dei capelli un po’ bassina), seduceva con un’espressione di scherno malizioso, ottenuta alzando un sopracciglio e scuotendo la chioma rossa.
La famosa camminata “orizzontale” di Marilyn Monroe era accentuata con un tacco più basso dell’altro, che rendeva i passi un po’ incerti. Inoltre l’attrice metteva sempre un piede davanti all’altro, come se stesse camminando in bilico su un filo. L’andatura titubante era poi valorizzata con abiti attillatissimi, spesso bordati al ginocchio con pelliccia, frange o perline ondeggianti.
Minuta, ma proporzionata e ben fatta come una bambolina di porcellana: Gina Lollobrigida è stata una delle poche italiane a sfondare nella mecca del cinema (Trapezio, Salomone e la regina di Saba...) grazie a un visetto delizioso e ai leggendari “lollos”, i seni, sempre valorizzati da scollature strategiche e bustini strizza-vita.
Alta, magra, un po’ ossuta. Una bellezza decisamente anticonvenzionale: eppure, Katharine Hepburn con i suoi pantaloni e le sue camicette di foggia maschile (assolutamente perfetti per il suo fisico), il suo volto spigoloso, resta una delle attrici più amate al mondo. Perché in film come La donna del giorno, Indovina chi viene a cena? ha saputo esprimere una femminilità fiera, decisa e consapevole, capace di dare un senso alla propria esistenza ma anche di grandi dolcezze.
Del tutto opposte le basi su cui posa il fascino di Shirley MacLaine: un corpo statuario, con un visetto da clown. Spiritosa e vivacissima, con due occhioni sempre raggianti, in La mia geisha arriva a fingersi giapponese per amore del marito Ives Montand... E scusate se è poco.
All’inizio della carriera, era una tedesca solida e molto in carne. Solo gli occhi languidi avevano già la malizia della donna fatale che sarebbe diventata in seguito: Marlene Dietrich dimagrì nelle mani dei truccatori della Paramount, che le fecero perdere dieci chili e due denti, così che le guance risultassero incavate. Eterea, sensualissima, sofisticata: così era la sua seduzione, però solidamente poggiata sulle gambe più belle della storia del cinema.
Morbida, lunare, placida e sensuale come una gatta: Kim Novak era molto diversa dalle vamp aggressive e sanguigne della sua epoca. Misteriosa e complessa in La donna che visse due volte, nella vita era pigra come spesso sullo schermo: nel suo curriculum amoroso c’è un solo matrimonio (fallito), con l’attore teatrale Richard Johnson.
Passionale, romantica, sognatrice: nella vita Vivien Leigh assomigliava abbastanza alla Rossella O’Hara di Via col vento, anche se, secondo i sui biografi, non aveva la stessa indomabile energia. Di sicuro, condivideva con lei il fascino, la civetteria, l’ambizione e la tensione nevrotica.
Proprio per la sua estrema magrezza (in un’epoca di maggiorate) divenne un’icona di stile: Audrey Hepburn è stata un modello di eleganza per le signore e per i dittatori della moda. Trepida, un po’ infantile (basti pensarla in Colazione da Tiffany), suscitava istinti protettivi. Anche nella vita: il suo unico fiasco fu un film diretto dal marito Mel Ferrer (Verdi dimore), perché, pur essendo più famosa di lui, lo subiva come una scolaretta.
E se proprio da sole non ce la fate...
Ecco una serie di “manuali” per apprendere i segreti della seduzione. Spiritosi, ma anche intelligenti e utili per riflettere su se stesse.
«La chiave dell’amore non sta nel rimanere a fantasticare, in attesa che la persona dei nostri sogni ci compaia davanti. Al contrario, implica la scelta di una persona fra le altre e la sua conquista grazie alle leggi del comportamento umano»: In Tattiche d’amore I e II (Ed. Tea, € 7,50, € 7,80), Thomas W. McKnight e Robert H. Phillips, spiegano, con un linguaggio semplice, molti esempi accattivanti e tanti spunti di riflessione, a “sedurre” seguendo tattiche psicologiche sicure e strategie per migliorare la propria personalità. Utili non solo per conquistare un potenziale fidanzato, ma in ongi tipo di relazione umana: con gli amici, i colleghi, i familiari.
Trasformare il nemico specchio in un prezioso alleato: è lo scopo di A scuola di seduzione, Capire, riscoprire e praticare l’arte del fascino, il divertente abbeccedario di Pixie La Rouge (Lupetti € 12,80). Un libro pieno di consigli spiritosi ma assolutamente alla portata di tutte: per migliorare il portamento, imparare a ondeggiare sui tacchi a spillo, parlare con lo sguardo e i gesti... Tante idee (spesso di puro buon senso) per valorizzare il proprio tipo fisico con gli abiti, la biancheria, gli accessori e i gioielli giusti. E, per finire, mettere in scena una irresistibile cena di seduzione...
L’autostima è l’ingrediente fondamentale del successo con gli altri. Star bene ci fa sentire sereni, tranquilli e con il pieno controllo della nostra vita e tutto ci sembra possbile. Per una simpatica iniezione di autostima c’è: Se ti piaci, piaci, di Lyna Field (ed. Positive Press, € 8,26). La filosofia dell’autrice parte da due concetti molto semplici: ricordatevi che siete unici: al mondo non c’è mai stata e non ci sarà mai un’altra persona come voi. Questo vi rende speciali e originali. E: aspettatevi il meglio e lo avrete. Se vi alzate male, anziché pensare che tutto andrà storto, ditevi «Mi sento un po’ giù, ma so che sarà una buona giornata». E così sarà: un atteggiamento negativo attrae nella vostra vita persone ed eventi negativi.
La seduzione è un gioco complesso e raffinato, divertente e stimolante, che si vince imparando tutte le sue regole, infrangendone alcune e inventandone di nuove. Amanda Jones dedicato alle single che vogliono fare colpo, ma anche alle “impegnate” che vogliono ravvivare la loro relazione, 101 modi per sedurlo (ed Sonzogno, € 8,99). Tecniche, trucchi e segreti per riscoprire il piacere di sedurre e trovare il proprio personalissimo stile. Per cominciare: se ti senti seduttrice, se una seduttrice. Colma ogni tuo gesto e ogni tuo sorriso con la voglia di piacere, incantare e conquistare.
Un mondo pieno di seduttorie seduttrici sarà sicuramente un mondo migliore: perché popolato da ricercatori del bello e generosi dispensatori di fascino… Partendo da questo presupposto, Philippe LaRouge compila Le 10 regole della seduzione (Armenia, € 7,75): da Mantenere supremo interesse per l’arte della seduzione, a Distinguersi con creatività dalla folla anonima, da Muoversi con leggero umorismo fino a Essere sicuri di riuscire è già metà dell’opera.
da «Bella» (Edit), 2002
